Trenta anni dopo la sua
morte, il 16 settembre 1977, la diva canta ancora
nel cuore del pubblico. La sua voce, i suoi amori, i
suoi dispiaceri ed i suoi capricci hanno fatto di
essa una vera leggenda.
Nata
a New York nel 1923, morta a Parigi nel 1977 , Maria
Callas ha cantato in Italia ed ha conosciuto l'amore
in Grecia.
New York, Atene, Milano e Parigi. La sua vita,
bizzarramente, somiglia ad una rappresentazione in
quattro atti.
Quattro autori se ne divisero il libretto.
Il primo autore fu sua madre, Evangelia
Kalogeropoulos, greca emigrata a Long Island,
intenta a fare conoscere il talento di sua figlia
che imitava i cantanti che sentiva alla radio. Il
padre era un tipo volubile, la madre ambiziosa; si
separano e Maria, scoprendo un paese che sarà suo
soltanto a tratti, entra a 13 anni al conservatorio
di Atene dove la cantante spagnola Elvira de
Hidalgo, che vuole coprire tutta la gamma inerente
la voce di soprano, la cura al punto tale che può
dare il suo primo concerto due anni più tardi. A 18
anni, un colpo del destino la favorisce: una
sostituzione gli offre il ruolo di Tosca - "Vissi
d'arte, vissi d'amore..." .
In attesa dell'amore si dedica all'arte, ma è a
Verona, patria di Giulietta e Romeo, che incontra il
suo primo trionfo ed il suo primo marito. Il trionfo
è modesto, il marito industriale. Ma il maestro
Tullio Serafin la prende sotto la sua bacchetta e
Battista Meneghini gli chiede di sposarlo. Serafin
la impose a Venezia dove impersonerà Isotta, e
Battista, "Titta", si trasforma in impresario.
Allora canta, canta tutto, coprendo tutto il
registro dei soprano, senza curarsi dei rischi ai
quali sottoponeva la sua voce. Titta fa i conti:
"per ascoltare mia moglie, occorre pagare." E la
Callas diventa la cantate meglio pagata d'Italia.
Tra tende vaporose e mobili rococò, cucina per suo
marito, pesa sopra i 100 chili e ritaglia le ricette
di cucina dalle riviste.
Il
pubblico la segue. È Elena, è Medea.... La applaude
o la fischia, poiché la sua capacità di andare da un
estremo all'altro del registro (nel 1949, passa da
Wagner a Bellini in meno da tre giorni), si
accompagna ad un gioco che rivoluziona l'opera.
Da grande attrice, la Callas si trasforma, sulla
scena, in personaggio senza gesti superflui,
rompendo con una tradizione che prediligeva le
emozioni e lacrime amare.
Sensuale ma pura, quasi casta, un po' fredda, è
incensata dagli omosessuali ed è un omosessuale che
diventò il suo terzo pigmalione.
Luchino Visconti gli inviava telegrammi e fiori. La
Scala propose al regista la messa in scena di opere
verdiane e lui propone la Callas che trova troppo
grossa ma con delle mani affascinanti quando li
avvicinava al viso. Per cinque stagioni, insieme,
daranno le serate più riuscite dell'opera e del
teatro. Visconti la spinge alla metamorfosi. Eccola
sottile e lunga, quasi leggera. Passa ore nel suo
bagno, stringe i denti e digiuna. Vestita di grigio
perla, può sbarcare in America, sedurre New York,
prendere la sua rivalsa su un primo viaggio mancato,
dove nessuno aveva voluto impegnarsi per lei.
Continua a seguire la via bacchetta di Serafin,
passa da Ifigenia a Lucia dinanzi ad un pubblico
plaudente.
La fortuna le arride nuovamente: il disco è pronto,
il disco moderno, che si chiama ad alta fedeltà e
che utilizzerà per registrazioni prestigiose. Al
vertice della sua reputazione, ha trionfato sulle
sue concorrenti, della Tebaldi dice: "Renata non ha
una spina dorsale."
"Può essere, ma io ho un cuore", risponde l'altra.
La Callas con il "cuore" non va tanto bene, s'è
innamorata del solo uomo al quale non sarebbe stato
necessario pensare: Visconti al quale che fa scenate
di gelosia....
La Grecia non è lontana.
Invitata
a Venezia la Callas incontra un piccolo uomo
abbastanza brutto ma molto ricco, Aristotele Onassis.
La incrocia, si ferma, si gira. Non la libererà più.
Titta ha trenta anni di più Maria è un signore
panciuto che cura le loro economie, è più un padre
di un amante. Onassis ha un vantaggio: parla greco.
La invita sul suo yacht, Christina, ancorato dinanzi
al canal grande. Rifiuta; lo attende a Milano. Un
anno dopo, nuova proposta del miliardario; rifiuta
ancora - lo attende a Londra. Onassis la raggiunge,
invita 5.000 persone al Dorchester la sera che ella
è Medea al Covent Garden. Alle 3 della mattina i
giochi sono fatti. I Meneghini sono ospiti di
Onassis sul Christina, con Agnelli e Winston
Churchill. Ci si trova a Montecarlo con Ranieri e
Grace. Si parte per diciassette giorni. Mentre
Onassis e Maria parlano in greco, Titta comprende la
dimensione della sua disgrazia. Dinanzi al Monte
Athos, il 6 agosto, è ufficialmente cornificato.
Fine di Titta.
Inizio del quarto
"atto" della Callas.
È l'amore, questa volta, vero e non di scena. Li
vedono all'appuntamento di Milano ballare guancia
contro guancia (modo di dire, poiché è più piccolo
di Lei), li vedono..... Onassis ha dimenticato sua
moglie come Ulisse, Penelope, ma non promette il
matrimonio. Nel 1965 abbandona la Tosca, il ruolo
dei suoi inizi. Nulla va più bene. Le discussioni
sono frequenti. Il Christina può sentirla cantare
Ifigenia nella sua cabina mentre Karajan è sulla
plancia, e può sentirla scambiare con il suo amante
ingiurie in greco moderno. Nel 1963, ha incontrato
Jackie Kennedy, che caccia inizialmente la sua
sorella, Lee Radziwill, prima di provvedere
freddamente a buttare fuori la Callas. Onassis
invita Jackie su Christina; Callas rifiuta di essere
presente. Egli implora il suo perdono, viene a
trovarla in viale Giorgio-Mandel dove si installa
per avere un comodo scalo tra Londra ed Atene.
Arriva e riparte.
Maria
Callas, il 17 ottobre 1968, apprende da un'agenzia
di stampa che Aristotele Onassis e Jackie Kennedy si
sarebbero sposati da lì a tra tre giorni a Skorpios,
isola dell'amore. Essa gela sul posto. L'ha lasciata
dicendogli: "non sei nessuno, sei soltanto una donna
con un fischietto nella gola, un fischietto che non
funziona più." Poiché non canta più, o quasi. Parla
del suo ritorno, ma la voce troppo sollecitata da
troppe acrobazie non vivrà più che nelle sue
registrazioni. La si vede cantare soltanto in
immagini di archivio. I reporter parlano della sua
solitudine, poiché la spiano a Parigi, città dove i
divi muoiono (Garbo e Dietrich). Gioca a carte nella
sua cucina con il suo autista Ferruccio, attende che
il telefono suoni per riportargli Aristotele. Poiché
lo ha rivisto, molto rapidamente, dopo che Jackie si
è mostrare degna delle sorelle Bouvier, divoratrici
di dollari. La Callas si ritirò nella sua casa di
avenue Georges Mandel 36 a Parigi vivendo come in un
volontario esilio ed il 16 settembre 1977, cessò di
vivere.