Rodrigo nacque,
intorno al 1040 d.C., a Bivar un paesino vicino a
Burgos nel regno di Castiglia.
Proveniva
da una famiglia della piccola nobiltà castigliana.
Crebbe dunque alla corte del Re di Castiglia
servendo il figlio, il principe Sancho. Ebbe dunque
una buona educazione, come si addiceva ai figli
della nobiltà.
La leggenda vuole che
al momento del suo battesimo un monaco gli regalasse
il cavallo che poi lo accompagnò in tutte le sue
avventure: il famoso Babieca.
Il nome El Cid
Campeador gli venne attribuito più avanti. È
composto da due parti: El Cid, nomignolo datogli
dagli arabi e che significa “Il signore” in una
lingua mista di spagnolo e arabo, Campeador, “Il
campione”, invece, gli venne dato dagli spagnoli
dopo la vittoria in duello contro un nemico. Questo
soprannome, quindi, dimostra che il personaggio
godeva del rispetto e dell’ammirazione sia tra gli
spagnoli che tra gli arabi.
Ferdinando I°, alla
sua morte avvenuta nel 1065, divise il suo regno fra
i suoi figli. Il maggiore, Sancho II°, ebbe a
Castiglia e la città di Zaragoza, Alfonso VI°
ricevette Leon e la città di Toledo e l’altro
figlio, Garcia, ricevette la Galizia e il
Portogallo. Alle due figlie diede le città di Tora e
di Zamora.
Com’era prevedibile i
contrasti fra i fratelli scoppiarono poco dopo la
morte del padre. Sancho II,° essendo il figlio
maggiore, si considerava il vero erede del padre e
cercò di riunificare il regno, anche con l’uso della
forza.
El Cid, ancora agli
ordini di Sancho II°, e che si era distinto nella
guerra vinta contro il regno di Aragona, divenne, a
soli 23 anni, capo dell’esercito castigliano e, con
questo grado, prese parte alla guerra fratricida.
Sancho II°, dopo aver
conquistato la Galizia e il Leon, mandò suo fratello
Alfonso in esilio a Toledo. Strappò la città di Tora
a sua sorella Elvira e cominciò la battaglia per
strappare la città di Zamora all’altra sua sorella:
Urraca.
Era il 1072 quando
Sancho II°, al culmine della gloria, venne ucciso da
un soldato di Urraca.
A succedere a Sancho
venne chiamato il fratello Alfonso che, richiamato
dall’esilio in Toledo, arrivò in Castiglia guardato
con sospetto dai castigliani che non vedevano di
buon occhio la sua presenza. Oltretutto da più parti
si mormorava che Alfonso fosse in qualche modo
coinvolto nell’assassinio del fratello.
I rapporti tra il
nuovo monarca ed El Cid, non erano idilliaci.
Il cavaliere era un
personaggio molto popolare, oltre ad essere un
ottimo combattente, ma Alfonso VI° temeva che un
giorno potesse voler diventare il nuovo monarca
della Castiglia. Ma l’astuzia di Alfonso gli disse
che per governare aveva bisogno dell’alleanza di
Rodrigo Diaz e così lo legò alla casa regnante
dandogli in sposa sua nipote Jimena. Correva l’anno
1074 d.C.
Alla prima occasione,
però, Alfonso fece il modo di liberarsi
dell’ingombrante alleato spedendolo in esilio. La
ragione di questa espulsione di Rodrigo non è
chiara; forse era dovuta alla gelosia dei nobili
castigliana oppure c’entra una, forse falsa, accusa
di essersi appropriato di denaro della stato oppure
il monarca era arrabbiato per una spedizione
militare, non autorizzata, che El Cid fece contro
Granada. Fatto sta che nel 1081 Rodrigo Diaz si
ritrovò solo e senza un padrone.
Iniziò quindi la sua
carriera di mercenario e offrì i suoi servigi al
miglior offerente, non tenendo conto della religione
di appartenenza. Negli anni successivi servì agli
ordini di al-Mu’tamin, monarca arabo della città di
Zaragossa. Anche questi furono anni di successi
militari che fecero accrescere notevolmente la
gloria di El Cid.
Nel
1086 iniziò la grande invasione degli Almoravidi,
popolazione araba, provenienti dall’odierno Marocco.
Nella grande battaglia di Sagrajas Alfonso VI°, che
cercava di opporsi all’invasione, venne sconfitto e
capì che non poteva fare a meno del più forte
cavaliere cristiano di quell’epoca. Richiamò così El
Cid dall’esilio, ma ormai i rapporti tra i due erano
compromessi e presto si giunse ad una nuova rottura.
Libero da qualsiasi
vincolo, alla guida del suo esercito personale,
composto sia da cristiani che da arabi, si mosse in
direzione della città costiera. Doveva prima però
eliminare il vicino Conte di Barcellona Berenguer
Ramòn II che puntualmente sconfisse e catturò nella
battaglia di Tébar. Due anni più tardi, nel 1092, a
Valencia scoppiò una rivolta a seguito
dell’assassinio di al-Qadir, monarca locale, ad
opera di un nobile. A seguito di questo fatto El Cid
ruppe gli indugi e cercò di approfittare della
situazione.
La battaglia di Valencia fu lunga e cruenta e solo
nel Maggio del 1094 la città si arrese.
Ufficialmente El Cid
governò per conto di Alfonso VI, ma il re di
Castiglia era troppo debole militarmente per
intervenire e reclamare la città. Quindi, di fatto,
ebbe una larga autonomia e nei suoi atti governò
come un vero e proprio monarca.
Il suo regno durò
fino alla sua morte avvenuta il 10 Luglio 1099 ed il
suo corpo fu trasportato a Burgos e sepolto nella
locale cattedrale.

Alla sua morte il
governò passò alla moglie che, pressata dagli
Almoravidi, chiese l’aiuto di Alfonso VI° che ordinò
di bruciare la città.Nel 1102, però, gli Almoravidi
fecero ingresso nella città e la tennero per oltre
un secolo.
Subito dopo la sua
morte Rodrigo Diaz, detto El Cid, divenne oggetto di
culto popolare.