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Caterina de'
Medici
Strega e
Regina

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Caterina nacque a Firenze il 13 aprile del 1519 da Lorenzo de' Medici
duca d'Urbino e da Maddalena de-la-Tour d'Auvergne.
Rimasta prestissimo orfana dei genitori, era stata condotta, in età di
cinque mesi, presso Leone X a Roma, poi nel 1525 era stata rimandata in
Firenze per essere educata. Nel 1527, durante la prigionia del Papa a
Castel Sant'Angelo, era stata chiusa nel convento di Santa Lucia e in
quello delle Murate; poi era andata a Roma e a Bologna e infine
nuovamente a Firenze.
Si trovava in questa città quando le fu comunicato che doveva recarsi a
Marsiglia, dove l'aspettavano il Pontefice e lo sposo.
Partì da Firenze
il 1° settembre del 1533, accompagnata da Filippo Strozzi. |
Qui quattro giorni dopo venivano con grande solennità celebrate le nozze
e Filippo Strozzi consegnava al re di Francia il ricchissimo regalo
nuziale del Pontefice alla nipote.
Jacopo
di Chimenti da Empoli (Firenze 1551-1640), “Nozze di
Caterina de’ Medici con Enrico di Valois”, 1600, olio su
tela, cm 227x235. Firenze, Galleria degli Uffizi
Pare che l'uso dei profumi in Francia sia stato portato
proprio da Caterina che lo diffuse anche a causa del cattivo
odore che emanava lo sposo poco propenso a curare la pulizia
della propria persona; e poichè Caterina usava dei profumi
importati dalla città di Colonia in Germania quei primi
profumi presero il nome di acqua di Colonia.
Caterina aveva fama ed era grande mangiatrice e bevitrice;
spinta dal gusto per la buona tavola portò in Francia: salse
- l'uso delle rigaglie - l'olio d'oliva - le crespelle - gli
spinaci - i fagioli - i piselli - i carciofi - l'uso di
cucinare i volatili all'arancio e tanti piatti che poi si
imposero nella cucina internazionale come francesi. A lei si
deve l'influenza che la cucina fiorentina ebbe su quella
francese perché i cuochi e i pasticceri che la seguirono
fecero scuola; questo fatto fu ammesso dagli stessi francesi
e Flammarion scrisse:
"Dobbiamo riconoscere che i cuochi italiani che vennero in
Francia al seguito di Caterina de' Medici all'epoca del suo
matrimonio con Enrico II, furono all'origine della cucina
francese, per gli elementi e i condimenti, per noi nuovi,
che essi portarono."
Durante il regno del marito non si occupò mai di questioni
di stato ma era anche una grande donna politica, seguace del
suo conterraneo Machiavelli, e non poteva, quindi,
accontentarsi di stare a cincischiarsi con ricami,
apparizioni di rappresentanza e poesia, quando sul trono
regnavano i suoi amatissimi figli, quasi tutti deboli o
stravaganti.
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Margherita, figlia ignorata da Caterina dei Medici,
che preferiva occuparsi dei figli maschi! |
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Enrico III fratello di Margherita. |
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Francesco, duca d’Angiò e ottavo figlio di Caterina
dei Medici |
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Carlo IX. Dopo la morte del fratello maggiore,
Francesco II, nel 1560 ereditò il trono e fu
incoronato re di Francia nel 1561. |
Così fu lei, Caterina dé Medici, a governare la Francia per
circa trent'anni dopo la morte del marito Enrico II (1559),
nel burrascoso periodo delle interne guerre di religione e
delle esterne continue lotte e rivalità con la potente
Spagna di Filippo II e l'ascendente Inghilterra di
Elisabetta I, soprattutto. Opera ancor più ardua in un paese
dove vigeva la legge salica, dove lei era straniera e per
giunta non di sangue reale.
Chenonceau
è uno dei primi castelli del Rinascimento. Fu costruito dal
1513 al 1521 dal banchiere Thomas Bohier. Nel 1535 il figlio
Antoine Bohier per pagare i debiti del padre fu costretto a
cedere Chenonceau a re Francesco I, che lo utilizzò come
residenza di caccia.
Qui si svolsero anche intrighi amorosi, protagoniste mogli e
favorite del re, nel parco c'è il giardino di Diana di
Poitiers e quello di Caterina de' Medici, uno di fronte
all'altro, come se ancora perpetuassero la loro rivalità.
Alla morte del monarca nel 1559 la vedova, Caterina de'
Medici, costrinse la favorita di suo marito a cederle il
maniero in cambio del più severo Chaumont e a ritirarsi ad
Anet, nel vicino Eure-et-Loir, dove morì sette anni più
tardi. Il castello sorge sullo Cher e vi si accede
attraverso un magnifico viale. All'interno vi sono pregiati
quadri, mobili e arazzi.
Sebbene praticamente fosse lei a governare la Francia
dietro i suoi tre figli succedutisi sul trono di Francia coi
nomi di Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, ufficialmente
non fu mai altro che regina consorte di Enrico II e del
primogenito Francesco II (1560) fu reggente del secondo
figlio Carlo IX. Tentò la riconciliazione tra cattolici e
protestanti, concedendo agli ugonotti libertà religiosa con
la pace di Amboise (1563), ma nel 1572 Caterina dei Medici
temendo l'influenza del partito ugonotto organizza nella
notte del 23/24 agosto la strage degli ugonotti detta "
Della notte di S. Bartolomeo ".

Édouard Debat-Ponsan - Davanti alla
porta del Louvre, 1880
Sono uccisi migliaia di nobili protestanti ugonotti.
Quelli che più teme Caterina, la corte cattolica e
naturalmente il Papa dal quale è arrivato l'ordine, o almeno
che non si é opposto al disegno criminale, anzi lo ha
patrocinato. Finita la strage ha celebrato un solenne Te
Deum di ringraziamento.
Oltre che di politica si occupò di arti, aveva una
biblioteca senza uguali nella Francia di allora, e di
architettura facendo edificare una nuova ala del Louvre, il
castello di Monceau e facendo iniziare il palazzo e i
giardini delle Tuileries.
La personalità di Caterina de' Medici è difficile da
delineare con precisione perché alla sua figura è da sempre
legata una leggenda nera. La tradizione popolare ne ha
perpetuato la memoria facendo di lei l'incarnazione della
spietatezza, del
machiavellismo e
del
dispotismo,
dimenticando l'ottimismo che la sovrana mostrava in
qualunque occasione. Per molto tempo persino gli storici
hanno divulgato questa immagine senza rendersi conto dei
propri errori.
Si è dovuto attendere il
XX secolo perché
la storiografia tradizionale della regina fosse
completamente rimessa in questione da storici come Jean
Hippolite Mariéjol, Janine Garrisson, Jean-Louis Bourgeon,
Arlette Jouanna.
Dall'epoca delle guerre di religione sia i cattolici che i
protestanti hanno deriso e disdegnato la politica di
tolleranza della regina madre. Un'efficace propaganda,
rivolta contro i
Valois,
ha perpetuato un'immagine completamente falsata della
regina. La sconfitta dei Valois nel
1589 non ne ha
permesso la riabilitazione. Peggio, nel
XVII secolo, gli
storici ed i memorialisti hanno deliberatamente disprezzato
questi ultimi per elevare ancor più l'immagine della nuova
dinastia dei
Borbone. Si
dimenticò allora che i risultati ottenuti da
Enrico IV prima e
da
Richelieu poi non
furono che la pura continuità della politica di Caterina de'
Medici.
Nel
XVIII secolo la
saggia politica della regina è percepita come un dispotismo
opprimente ed arbitrario. La denuncia dei re del resto
andava di moda.
Marat ripeté con
la descrizione dell'oscurantismo le storie più sordide per
denunciarli. In questo modo la Rivoluzione Francese diede un
aspetto definitivo alla leggenda nera di Caterina de'
Medici. Nel XIX secolo, la scuola repubblicana e la
tradizione popolare ripresero tutti i pregiudizi perpetuando
la leggenda, come nel romanzo
La Regina Margot
di
Alexandre Dumas o
il Sur Catherine de Médicis di
Honoré de Balzac,
senza tener conto della totale discordanza tra fatti e
leggende.
Oggi
la figura di Caterina de' Medici è stata riabilitata dagli
storici, tuttavia una opinione popolare tradizionalmente
negativa continua ad esistere. In alcuni castelli della
Francia, ad esempio, qualche guida continua ancora a
raccontare, senza fondamento alcuno che Caterina de' Medici
usava riporre negli armadi, opportunamente celati, i veleni
che spesso usava per liberarsi dei suoi scomodi nemici,
ovvero le storie più sordide che impressionano il pubblico.
Tutto questo ha contribuito ad alimentare la leggenda nera
di Caterina de' Medici sino ai giorni nostri.
I principali tratti attribuiti dalla leggenda nera alla
figura di Caterina de' Medici sono:
-
una donna dominatrice che cercò di accaparrarsi il
potere.
Bisogna considerare che Caterina de' Medici aveva la
legittimità dalla propria parte. In quanto regina madre,
preservare l'eredità dei suoi figli fu per lei un
obbligo. Poiché la Francia era messa sottosopra dalle
lotte tra fazioni, far rispettare la monarchia e
salvaguardare l'integrità del regno era suo dovere.
Poiché ebbe preso a cuore questa sua funzione, Caterina
de' Medici fu una donna di potere così come lo era stata
la sua vicina
Elisabetta I.
Alla stessa maniera di
Francesco I o
Enrico IV, anche
lei cercò di rendere il potere regale più forte.
-
una donna malvagia che è pronta a ricorrere ai mezzi più
estremi per conservare il potere.
Cosa non si è detto su questi famosi veleni, su queste
trappole segrete o ancora su questi assassini che
avrebbe tenuto a suo servizio. Sono insinuazioni per la
gran parte senza alcun fondamento. Gli storici hanno
creduto a torto che fosse stata lei ad organizzare il
massacro della notte di San Bartolomeo. Alcuni l'hanno
persino immaginata esaminare con sdegno il mucchio di
cadaveri dei protestanti massacrati nel cortile del
Louvre.
-
una adepta del machiavellismo.
Gli avversari di Caterina l'accusavano di tergiversare
tra i partiti e persino di creare la discordia per
regnare meglio. In realtà Caterina de' Medici non si
fidava di alcun partito e passò la sua vita a cercar di
contenere le loro ambizioni per mettere in luce
solamente il re. Sono il degrado del potere reale e la
debolezza dei suoi mezzi che obbligano Caterina de'
Medici ad appoggiarsi ora a questo ora a quel partito.
-
una italiana che lascia che la Francia venga governata
dagli stranieri.
Per molte cose Caterina era considerata come una
straniera. È vero che aveva un accento italiano. Quando
arrivò in Francia per sposare il duca d'Orléans sapeva a
mala pena parlare il francese. D'altro canto, la regina
ha effettivamente introdotto nella corte e al potere
alcuni dei suoi famigliari di origine italiana come i
Gondi e i
Birague. Ma
la maggior parte di questi era cresciuta in Francia e
possedeva una cultura ed un'intelligenza raffinata
fondata sulla squisita poliedricità del rinascimento
italiano. La loro politica fu sempre rivolta al servizio
del loro paese di adozione,purtroppo.
-
una donna irritabile divorata dalla gelosia.
Gli scrittori hanno avuto la tendenza a esagerare l'odio
di Caterina de' Medici verso
Diana di Poitiers,
favorita di suo marito. È vero che Caterina non provava
alcuna simpatia per colei che chiamava "la puttana del
re", ma da qui ad immaginarla una selvaggia vendicativa
nei riguardi della favorita alla morte di
Enrico II è
andare un po' troppo lontano. I romanzieri hanno ripreso
a torto la leggenda che Diana de Poitiers fosse
incaricata dell'educazione dei figli reali e che ciò
causava amarezza alla regina. In realtà Caterina de'
Medici vegliava sui suoi figli molto di più di quanto
facesse Diana.
Caterina
de Medici e i suoi Veleni
La giovane Caterina volle con se' a Parigi la sua
governante, alcuni pasticcieri, cuoche provenienti dal
Mugello
ed un gelataio proveniente da
Urbino.
A suo seguito giunsero gli aromi e i profumi della cucina
toscana e tutte le prelibatezze preferite dalla stessa:
la
salsa colla,
la
zuppa di cipolle,
le
pezzole della nonna,
la
lingua
in dolce e forte,
il
fegato farcito,
i vari tipi di frittata ed ancora tante usanze e tante
specialità come ad esempio l'anitra
con la melangola
(o papero al melarancio),

piatto questo che fu subito reinterpretato dai cuochi
francesi, reso più bello nella presentazione più morbido nei
sapori prese il nome di
canard
à l'orange,
diventando così uno dei piatti di corte.
Anche la
salsa
colla
fu rielaborata nella presentazione e nel nome e si
chiamò
béchamel
la
zuppa
di cipolle
diventò
Soupe d'oignons,
le
pezzole della nonna crépes
alla fiorentina,
le
modeste frittate ed il pesce uovo
presero diversi sapori e si chiamarono
omelettes.
Il
profiteroles
è un dolce di origine francese, molto famoso anche in
Inghilterra.
Fa probabilmente parte di quei dolci nati in seguito al
matrimonio tra Caterina de Medici ed Enrico II di Francia:
Caterina portò con sé tutte le sue ricette e uno dei suoi
chef, il famoso Popelini, creò nel 1540 la
pasta
per choux
(per
bignè),
che divenne molto famosa in Francia.
Caterina morì a Blois nel 1589.
Aster
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