Giovanna di Castiglia,  la regina pazza.

La storia di Giovanna di Castiglia è senz’altro una delle storie più drammatiche della storia medievale.
 Giovanna folle per amore o Giovanna donna emancipata ed intelligente schiacciata dal dovere di stato e da regole morali e sociali che non riusciva ad accettare?
La controversia divide gli storici  da sempre ed i suoi stessi biografi contemporanei dettero spesso versioni diverse e contrastanti dei suoi comportamenti.

Filippo il bello e Giovanna d’Aragona

Ma  il percorso esistenziale di Giovanna va senz’altro inserito sia nella sua epoca, ma soprattutto nella regole e negli scopi politici della sua famiglia.
Giovanna nasce nel 1479 a Toledo da Isabella di Castiglia e da Ferdinando di Aragona  regnanti di Spagna. Dico regnanti perché, avvenimento raro per quei tempi, Isabelle e Ferdinando pur unificando la Spagna in un unico regno, mantennero per patto matrimoniale, i poteri uguali e divisi nei rispettivi regni: Castiglia e Aragona.
Anche la nascita a Toledo è già premonitrice di un percorso legato ad un  ineluttabile percorso politico.
Isabella, figura forte che dominerà figli e marito per tutta la vita, usava partorire i suoi figli in città sempre diverse della Spagna, giungendo gravida agli ultimi mesi in groppa ad una mula.

Oggi la chiameremo strategia di comunicazione o valorizzazione di immagine.

Ma Isabella sapeva che farsi vedere da tutti i suoi sudditi sempre, ma in particolar modo al momento del parto dei principi avrebbe rafforzato la nuova monarchia.

Giovanna fu la terza di cinque figli: tutti destinati dalla nascita a ricoprire posti strategici negli stati dell’ Europa.

Tutti divennero re e regine, basti pensare alla sorella di Giovanna, Caterina che divenne dopo la vedovanza dal principe Arturo moglie di Enrico VIII d’Inghilterra.

L’infanzia di Giovanna fu l’infanzia solitaria ed infelice dei piccoli principi sacrificati nel loro bisogno d’amore, come tutti i bambini, al dovere della ragion di stato.
Era una bambina silenziosa e poco socievole, divenne un adolescente ribelle problematica con un grosso e spesso espresso conflitto con la figura della grande madre.
Fu indubbiamente nell’adolescenza che cominciarono a manifestarsi segnali di quel disturbo alimentare, oggi definito bulimia ed anoressia che la accompagnerà tutta la vita.
Ma nel 1496 Giovanna viene data in sposa a Filippo detto il bello, figlio di Massimiliano d’Asburgo, e questo evento sconvolgerà definitivamente la vita della principessa di Castiglia.
Il matrimonio nato come alleanza strategica di due potenti regni diventa da subito rapporto di amore e di forte passione. Giovanna è innamoratissima del bel marito e lei vissuta nella bigotta corte spagnola è sconvolta dalla passione dei sensi.
Giovanna ha 19 anni, Filippo,  il bello, 23.
La corte fiamminga appare nuova e sconcertante alla giovane spagnola che non si farà mai accettare dalla nobiltà.
Ma lei ha occhi solo per il suo Filippo e lui le basta.
In 10 anni Giovanna partorisce 6 figli, tra i quali quel Carlo che diventerà Carlo V sul cui impero non tramontava mai il sole.
Ma se l’amore è eterno per alcuni, non lo è per altri.
E se eterno lo fu per Giovanna, non lo fu altrettanto per Filippo. Il giovane principe, che le cronache descrivono come degno del suo soprannome, cominciò presto ad avere giovani ed innominate amanti, a frequentare da solo o con amici, osterie, e a dedicarsi ad ogni piacere.
Non era possibile per  Giovanna, principessa di Castiglia  accettare il suo tradimento!
Le scenate si ripetevano eclatanti anche nelle occasioni ufficiali. Giovanna urlava, tirava oggetti, si buttava per terra, non mangiava per giorni.
Filippo rispondeva a volte con indifferenza, a volte, sempre quanto raccontano gli storici contemporanei, alzando le mani sull’infelice creatura.
La leggenda della follia d’amore di Giovanna cominciò a correre per l’Europa ed arrivò fino alla severa corte spagnola preoccupando Isabella e Ferdinando che vedevano in tutto ciò una destabilizzazione del loro disegno.

Ferdinando, marito di Isabella e padre di Giovanna.

 Isabella gravemente malata di tumore all’utero, aveva designato  Giovanna  erede della Castiglia.

Eduardo Rosales, Il testamento di Isabella la Cattolica, 1864

I reali invitarono la coppia, Giovanna e Filippo, in Spagna, al fine di conoscere possedimenti e di farsi riconoscere dal popolo.
Giovanna accettò a malincuore temendo un tranello per non farla tornare in Fiandra assieme all’amato.
Filippo ambizioso vide nel viaggio e nelle stranezze di Giovanna, l’ipotesi di divenire unico re di Spagna.
Nel corso della visita la situazione psicologica della principessa precipitò: le scenate di gelosia e i digiuni seguiti da abbuffate notturne si moltiplicarono.
Ormai era per tutti “la loca”, Giovanna visse un periodo di profonda tristezza e di estrema solitudine.
 
Morta Isabella, Ferdinando reggente a nome di Giovanna della Castiglia, le impedì di seguire Filippo nel viaggio di ritorno nelle Fiandre e la rinchiuse nel castello della Mata di Medina.
E' il colpo di grazia.
Nel 1506 Filippo muore probabilmente di complicanze virali.

Francisco Pradilla y Ortez ( Giovanna accanto alla bara di Filippo)

Giovanna si rifiuta di far seppellire il marito che viene imbalsamato e conservato vicino a lei.
La ormai regina di Castiglia parla per ore con il cadavere, lo accarezza, lo bacia: nessuna donna glielo potrà più strappare. Finalmente Filippo è suo, solo suo.
Quando è costretta ad abbandonare Burgos, dove è prigioniera del padre, per un epidemia di peste, costringe il seguito a portarsi dietro il cadavere di Filippo.
Ferdinando stanco di tanta follia e consapevole del pericolo per l’unità spagnola di questa sovrana la rinchiude nella fortezza di Tordesillas.
Giovanna ci rimarrà 46 anni.
A conferma della sua follia rifiuterà per 46 anni la confessione e i sacramenti.
Suo figlio Carlo V, che quasi non l’ha conosciuta, diventò imperatore.  Altri suoi figli e figlie salirono sui troni di Europa.
Sua nipote Maria, (figlia di Caterina, sua sorella) detta la sanguinaria, diventò regina d’Inghilterra.

Giovanna muore vestita di stracci, irriconoscibile, nel1515.

Sulla sua tomba si recherà solo il nipote Filippo II°.

Le sue ultime lettere denunciano il pensiero chiaro, consapevole e doloroso di una donna che era vissuta in un epoca troppo distante dalla sua sensibilità e dalle sue potenzialità intellettive.
Oggi Giovanna sarebbe stata definita una sindrome bipolare con alterazioni del comportamento alimentare: quello che viene definito il fuoco sacro, la patologia dei geni.

 


da una e-mail frutto di una ricerca di ASTER 

testo di Susanna B. Franceschi tratto da:  http://perstorie-eieten.blogspot.com/2009/12/giovanna-di-castiglia-la-regina-pazza_17.html