Marche ed Umbria
Noi italiani lo frequentavamo molto volentieri per socializzare con giovani di altre nazionalità. Mi sento però in dovere di rilevare come pur essendovene molti provenienti da paesi, oggi definiti "extracomunitari", mai ho avuto occasione di notare comportamenti contrari alle nostre leggi.
Carissimi lettori,
Per
farmi perdonare i numerosi ritardi per i quali
mi sento colpevole, ho deciso di dedicare questo
numero del "Pensierificio" a due interessanti
regioni. Esse hanno, dal punto di vista storico
e culturale, moltissime affinità per ciò che
riguarda quelle piccole curiosità tipiche di
questa rubrica dedicata alle Regioni d'Italia.
Passo quindi trattare, per prima, quella di nome
MARCHE Da cosa
deriva questo nome?
Per
poter fornire la risposta dobbiamo risalire al
periodo storico relativo,all'incirca l'anno
mille, ed alle occupazioni dei territori
italiani da parte delle popolazioni del
Nord-Europa. La "Marca"(in lingua tedesca "mark")
significa "confine" o, più precisamente intesa
come delimitazione e si riferiva ai feudi che gli
imperatori d'oltralpe assegnavano ai nobili con
facoltà di governare un "marchesato".
Fra tali feudi erano
maggiormente noti: La Marca di Fano, quella di
Camerino, oltre alla Marca di Ancona e numerose
altre. Con il trascorrere degli anni divenne
abitudine corrente identificare quella zona
della nostra Penisola come luogo con la
presenza di tante
"Marche".
Ed ora
voglio subito dirvi che non intendo porre in
risalto, perché a Voi tutti già in parte note,
le splendide bellezze naturali del territorio
che spaziano fra la costa Adriatica e la catena
dei monti Sibillini come, ad esempio:
Desidero invece parlarvi di due marchigiani che hanno dato lustro alla loro Terra ed entro perciò in argomento.
A
Pesaro, nel 1792, è nato il grande
GIOACCHINO ROSSINI
noto
in tutto il mondo come uno dei più grandi
compositori della storia. La sua musica, e
non solo quella operistica, varia dal genere
buffo a quello drammatico, sinfonico e
sacro. Fra le molte e importanti innovazioni
introdotte e sviluppate da Rossini vi sono
importanti miglioramenti dell'armonia, della
strumentazione, lo sviluppo del "crescendo"
che è un vero splendore dinamico dove il
convenzionale accompagnamento assume uno
stile propulsivo di grande efficacia.![]() All'età
di 16 anni ha composto la sua prima opera
lirica (Demetrio e Polibio), alla quale
hanno avuto seguito L'italiana in Algeri; Il
turco in Italia; Il barbiere di Siviglia;
Otello; Cenerentola; La cambiale di
matrimonio; L'equivoco stravagante; La gazza
ladra; Mosè in Egitto; La donna del lago;
Tancredi; Il signor Bruschino; Semiramide;
L'assedio di Corinto; Maometto; Ciro in
Babilonia; L'inganno felice; La scala di
seta; Il conte Ory; e tante, tante altre
opere di vario genere.Purtroppo, per ultima, Guglielmo Tell che ha
segnato il suo ritiro precoce dall'attività
teatrale.
Come uomo, Rossini è stato definito un
tantino collerico, ipocondriaco e di umore
spesso mutevole, ma anche grande amante del
buon vivere, della cucina e delle donne.
![]() L'altro
illustre personaggio marchigiano che
desidero ricordare, è stato uno dei più
grandi simboli della letteratura italiana di
inizio ottocento. Il suo nome è
GIACOMO LEOPARDI, primogenito
di sette fratelli, nato a Recanati,all'epoca
sotto lo Stato Pontificio, nel 1798.Il padre Monaldo, modesto scrittore ma
sfrenato acquirente di libri di
letteratura e di cultura generale,
fedele al regime temporale, chiuso ad
ogni idea innovatrice, possedeva, una
cospicua biblioteca personale e proprio
in quella biblioteca crebbe
culturalmente Giacomo, appassionato di
lettere italiane e latine fin
dall'infanzia.
La madre, Adelaide Antici aveva un cieco
e fanatico senso del prestigio
familiare,rigidamente religiosa ed
ostile ad ogni forma di progresso; non
cattiva ma fredda ed altera, lasciando
mancare al figlio quella tenerezza
della quale egli avrebbe avuto grande
bisogno.
Questi i prodromi di una triste
vita trascorsa poi a ricercare
disperatamente la felicità, ed è in
questa ricerca che Leopardi si dedicava
esclusivamente allo studio ma sempre
come autodidatta rifiutando, fin da
bambino, gli insegnamenti di due preti
che i genitori avevano tentato
di imporgli.
All'età di 18
anni era già considerato un erudito
senza uguali ma a scapito
della propria salute fisica. Aveva
imparato latino, greco antico,
francese, ebraico ed alcune lingue
moderne, studiava con fervore le
opere dei principali scrittori degli
ultimi cinque secoli, ma la
disperazione, lungi dallo
scomparire, si approfondiva sempre
più. Sono infatti noti tantissimi
brani, conosciuti sicuramente da voi
lettori, specialmente in poesie da
lui composte:
"Un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia
sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor ?
Perché di tanto inganni i figli
tuoi? "
ed ancora (da "Il passero solitario"):
".......tu pensoso in disparte il
tutto miri;
non compagni,non voli,
non ti cal d'allegria, schivi gli
spassi;
canti e così trapassi
dell'anno e di tua vita il più bel
fiore.
Ohimè quanto somiglia
al tuo costume il mio! "
e centinaia di altre frasi che
rispecchiano il suo tragico
stato d'animo.
La morte ha colto il giovane
Leopardi a Napoli, nel 1837, a
soli 39 anni.
"Con i Paralipomeni Leopardi scrive dei suoi tempi, ma erano tempi legati a un certo immobilismo: la napoletanità di Topaia, la città-stato dei Topi lo dimostra. Ma ne parla in modo letterario, lontano dai veri problemi sociali e politici che affannavano l’epoca della Napoli che lui ha conosciuto negli ultimi anni della sua vita, che non gli entrerà mai dentro e della quale conoscerà a malapena certi aspetti esteriori, riassumibili nelle vicende di Pulcinella e Colombina, che venivano rappresentati dai teatranti di strada col teatro dei pupi, unico divertimento della gente che si accalcava davanti al teatrino e partecipava in modo diretto alle vicende con incitamenti e richieste che spesso cambiavano la stessa vicenda come in una specie di "Commedia dell'arte" . È vero che i Topi sono i liberali italiani, le Rane i papalini e i Granchi i reazionari austriaci e l’autore crede di essere il Malpensante, il personaggio Assaggiatore, cioè l’uomo antiretorico e anticonformista, ma è anche vero che di quell’epoca non riesce a cogliere né la realtà storica né la realtà umana della gente che lo circondava, troppo assorbito forse dalla vasta e profondamente dolorosa vicenda personale. (Giuseppe Bonghi - www.filosofico,net)." Termino con una riflessione sui due personaggi cui è dedicato il mio scritto, da me scelti perché rappresentano, oltre che il "fiore all'occhiello" delle Marche, vite così diverse, ancorché contemporanee, con destini totalmente opposti. Rossini ha rappresentato la gioia di vivere, il successo, i piaceri, la mondanità ed anche la longevità mentre Leopardi ha vissuto nella tristezza, nella quasi totale incomprensione da parte del suo mondo, nella solitudine disperata e finendo i suoi giorni con una morte prematura.
Spero di non aver annoiato i
miei affezionati lettori e
passo a descrivere
un'altra regione che ha
consegnato alla storia schiere
di Santi e di artisti. Questa
bellissima terra si chiama:
UMBRIA
Regione bellissima dal punto di
vista paesaggistico; ricca di
aree verdeggianti, con paesi
arroccati sui colli, che
ricordano le scelte urbanistiche
di un medioevo
affascinante, dotata
di pregevoli opere
architettoniche e patria di
illustri pittori, fra le zone
d'Italia che più mi hanno
entusiasmato e che non mancherò
di farne cenno nel prosieguo di
questa narrazione.
E si può proseguire parlando di: - NORCIA, con S. Benedetto e S. Scolastica - CASCIA, con S. Rita
-
GUBBIO,
con S. Ubaldo
-
TERNI,
con S. Valentino
-
SPOLETO - PERUGIA -
ORVIETO ciascuna
con le proprie schiere
di santi e di beati.
L'Umbria però, come già ho detto, non è soltanto terra di santi perchè ha dato all'Italia insigni artisti, tra cui due celeberrimi pittori. Non volendo tuttavia dilungarmi ed abusare dell'attenzione di chi mi legge, ne citerò due le cui opere sono note in tutto il mondo:
Pietro Vanucci detto IL PERUGINO (n. a Città della Pieve 1450 - m. a Fontignano 1523)
Mi fermo qui
ringraziandovi
per la consueta
e cortese
attenzione
riservata alla
mie modeste
chiacchierate e
vi trasmetto il
mio abituale
Cerea nè !!!!!!!!! da Publio Manlio Cozio
(P.S. le
immagini sono
tratte dal web
tramite Google)
della stessa autrice/e:
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