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Una pagina, frutto di ricerche sul web,
realizzata a cura di "Fatina Plimplim Lu"
Isaac Newton
"Colui che
nel genio ha superato il genere umano"

« Non so
come il mondo potrà giudicarmi ma a
me sembra soltanto di essere un
bambino che gioca sulla spiaggia, e
di essermi divertito a trovare ogni
tanto un sasso o una conchiglia più
bella del solito, mentre l'oceano
della verità giaceva insondato
davanti a me. »
(Isaac
Newton)
Un pendolo di Newton sopra un volume dei
Principia
1642 - ISAAC
NEWTON nasce a Wollsthorpe (Lincolnshire,
Inghilterra) il giorno di Natale, il
25 dicembre del 1642. (Nello stesso
anno il 4 gennaio era morto Galileo
Galilei). Fu astronomo, fisico e
matematico, con le sue rilevanti
scoperte nel campo della fisica non
potè non influenzare la stessa
filosofia, in particolare Newton fu
l'ordinatore di tutta una serie di
concetti relativi alla dinamica dei
corpi che trovarono la loro suprema
sintesi nella teoria della
gravitazione universale, legge che
sarà alla base di tutta la
cosmologia successiva e verrà messa
in discussione e perfezionata
soltanto dalla teoria della
relatività di Einstein.
1661 - Newton
19 enne, inizia gli studi
universitari a Cambridge. E sulla
sua strada oltre all'innato
talento, ha un'altra fortuna: quello
di incontrare e avere per maestro
Isacco Barrow, che ben presto
comprendendo il valore di questo suo
allievo, si accorse di avere davanti
un potenziale genio quando
sottoponendogli difficili problemi e
alcuni anche insoluti, il ragazzo li
risolse rapidamente con eleganza e
quasi con noncuranza.
1664-65
- Newton elabora le teorie
matematiche e fisiche della
gravitazione. Su un foglietto
sgualcito fa appena vedere i suoi
appunti al suo professore, che
impallidisce (e ha solo 22 anni).
1665 - Con un altro
manoscritto che fa nuovamente vedere
al suo sconcertato professore,
Newton rivela la conoscenza di
analisi matematica e della
gravitazione già nella forma in cui
si ritroveranno nei "Principia".
1666 - Compie alcune indagini
sulla Luce, e trova una geniale
soluzione, scomponendola mediante
una serie di prismi ottici. Compie
il memorabile esperimento
rivelandoci tutta la complessa gamma
dei colori dell'iride.
1669 -
Barrow davanti a simile competenza
sulla materia che lui insegna,
decide di ritirarsi dalla cattedra
di matematica per lasciarla al suo
più che valente allievo, mentre lui
passa a quella di teologia e
filosofia. Newton che non ha ancora
27 anni ottiene così a Cambridge
la cattedra di matematica.
1672 - Pubblica la "Nuova teoria
della luce e del colore". Questi
studi lo portarono a occuparsi dei
problemi delle lenti, permettendogli
di costruire il primo telescopio
riflettore. E fu proprio per questo
singolare oggetto che la Royal
Society, la massima accademia
scientifica inglese lo accolse tra i
suoi membri, e non per le sue altre
importanti teorie.
1684 -
Pubblica l'opera intitolata " Del
moto". Pochi vi badarono, meno un
paio di suoi estimatori che erano
dentro proprio nella Royal Society.
1686 - Newton in quel 1684, aveva
conosciuto alla Royal Society ROBERT
HOOKE, un fisico matematico,
naturalista.
1686 - Newton con l'aiuto di Halley,
pubblica così i "Principia". Vi sono
raccolte le teorie matematiche sulla
derivazione e sull'integrale; le prime
tre leggi della dinamica (la prima
di Leonardo, la seconda di Galileo e la
terza dello stesso Newton): vi sono poi
i calcoli delle orbite e delle velocità
dei pianeti effettuati utilizzando le
leggi di attrazione universale; studi di
curve matematiche particolari (le
coniche), leggi di movimento dei corpi
in mezzi resistenti (fluidi),
determinazione della velocità del suono
in diversi materiali.
Un'edizione originale dei
Principia del 1687.
1693 - E' colpito da un grave
esaurimento nervoso con segni di
pazzia dal quale però si riprende.
1704 - Pubblica "L'Ottica". Un'altra
opera straordinaria: Newton formulò
l'ipotesi, che preveniva la moderna
teoria dei "quanti", che la luce
fosse composta da corpuscoli e cercò
di interpretare in questo modo quasi
tutti i fenomeni conosciuti.
Singolare è che le varie esperienze
negative dei successivi scienziati,
misero in crisi questa teoria della
"luce in corpuscoli" di Newton.
Per lungo tempo fu respinta dai
fisici, anche dopo gli approfonditi
studi di Einstein, ma poi nel 1921
con l'interpretazione dell'effetto
fotoelettrico ci vinse il premio
Nobel per la fisica.
1707 - Pubblica l'"Aritmetica
universale".
1712 - Pubblica la " Teoria delle
curve di terzo ordine".
1727 - Newton muore a Londra il 20
marzo. Riposa nell'Abbazia di
Westminster.
Dispersione di
un raggio di luce in un prisma.
Le 5 leggi
di Newton
1. La legge
di gravitazione universale
La
leggenda vuole che l'idea della
legge di gravità sia venuta a Newton
osservando la caduta di una mela da
un albero (altre versioni danno la
mela caduta direttamente sulla sua
testa), Newton si sarebbe chiesto
cosa sarebbe successo se la mela
fosse caduta da un'altezza pari alla
distanza tra la luna e la terra. Si
accorse dunque che la mela e la
luna, questi due oggetti così
diversi tra loro, potevano
ugualmente essere soggetti alla
stessa legge fisica. In realtà la
formulazione della legge di gravità
è l'ultimo atto di un lungo percorso
scientifico che aveva portato
numerosi fisici prima di Newton ad
analizzare solo parzialmente le
leggi della dinamica dei corpi a
seguito delle scoperte di Galileo.
Newton scoprì che le masse dei
corpi celesti si attraggono
proporzionalmente al prodotto delle
masse e in ragione inversa del
quadrato delle distanze, tale
attrazione prese il nome di
gravità. Questa legge, semplice
in sé, comportava una rivoluzione
epocale nella meccanica dei corpi,
la gravità era valida universalmente
in tutti i luoghi dell'universo e
implicava una reciproca relazione e
una reciproca influenza di tutti i
corpi presenti nel cosmo. La gravità
è quella forza per cui un corpo
sulla terra si tiene ancorato al
suolo. Più una massa è grande,
maggiore sarà la sua forza di
attrazione gravitazionale, e nulla
che abbia una massa inferiore potrà
liberarsi dall'attrazione
gravitazionale della massa più
grande, se non con grande sforzo (si
pensi alle enormi quantità di
energia indispensabili per staccare
dal suolo i razzi e farli sfuggire
all'attrazione gravitazionale
terrestre).
Alla luce della
nuova teoria, lo stesso moto
ellittico degli astri di Keplero
venne messo in discussione, in
quanto l'ellissi che descriveva la
Terra attorno al Sole non poteva
essere perfetta come sostenevano gli
studi di Keplero, ma avrebbe dovuto
presentare delle perturbazioni
conseguenti all'influenza della
massa degli altri pianeti.
L'universo descritto da Newton
possedeva la qualità di essere
uniforme in senso assoluto. Ciò
significa che ogni regione
spazio-temporale dell'universo
sottostava non solo alle medesime
leggi fisiche, ma presentava anche
una uniformità delle condizioni
temporali e geometriche dello spazio
e del tempo che verranno poi messe
in discussione dalla teoria della
relatività. La fisica classica di
Newton comportava pur sempre la
presenza necessaria dell'etere, la
presenza di una materia leggera e
quasi volatile che doveva comunque
occupare tutti gli spazi del cosmo
per rendere possibile la
trasmissione fisico-meccanica delle
cause e degli effetti di tutti i
fenomeni (per la vicenda della
confutazione dell'etere si veda la
relatività di Einstein.
2.
Massa e Peso
La
definizione della legge di gravità
implica la distinzione tra massa e
peso di un corpo: la massa di un
corpo consiste nella quantità di
materia presente nel corpo stesso,
quantità in base alla quale si forma
la forza di gravità; Il peso
di un corpo è invece il risultato
della forza di gravità applicata sul
corpo. Più ci si allontana dalla
Terra, che è l'agglomerato di
materia più grande "nelle immediate
vicinanze" dell'uomo, più la forza
di gravità esercitata dal pianeta
sui corpi decresce, ecco perché gli
astronauti godono dell'invidiabile
dono della perdita di peso e
lievitano nello spazio. La massa è
quindi quell'agglomerato di materia
che rende possibile alla gravità di
esercitare una certa forza di
attrazione, e il peso non è altro
che l'effetto di questa forza (sulla
luna i corpi sono più leggeri perché
la sua minore massa attrae a sé i
corpi in modo più blando).
Ancora una volta, come si è già
visto per Galileo, il nuovo metodo
scientifico non permette solo di
arrivare a conclusioni che esulano
dal senso comune, ma permette
anche di prevedere in modo
straordinario il comportamento dei
corpi in regioni dello spazio ancora
inesplorate (gli astronauti
subiscono necessariamente gli
effetti di quella legge di gravità
che fu scoperta tre secoli prima
delle loro esperienze in assenza di
peso).
3.
Gli studi sull'ottica
Prima
di formulare la teoria della gravità
Newton si occupò di ottica e in
particolare della rifrazione della
luce in un prisma: scoprì che nel
colore della luce solare sono
presenti tutti i colori e che il
colori stessi si separano dalla luce
del sole per il diverso angolo di
rifrazione che subiscono attraverso
il prisma. Ad esempio, I colori
che si formano nell'arcobaleno (a
funzionare da prisma rifrattore sono
in questo caso le goccioline di
umidità sospese nell'aria) sono
riconducibili allo spettro dei
colori, ogni colore può venire così
ridotto a formula matematica in
ragione dell'angolo di rifrazione
prodotto dal prisma (o dalla
gocciolina di umidità).
Le
onde luminose hanno una frequenza,
ogni frequenza corrisponde a un
diverso colore. Questi studi di
ottica newtoniana sono alla base dei
successivi perfezionamenti apportati
da Wollaston, Fraunhofer, ma
soprattutto da Gustav Kirchhoff,
inventore della
spettroscopia.
Si noti come per Newton la luce
assumesse le caratteristiche proprie
della materia, unico modo per
rendere la luce un fenomeno
quantificabile e determinabile entro
le leggi della fisica (a tutt'oggi,
la luce è un'onda elettromagnetica,
soggetta allo stesso campo alla
quale è soggetta la materia, e viene
definita come una sostanza
corpuscolare, la quale inerisce sia
il processo ondulatorio che quello
particellare, si veda la
meccanica quantistica.
4.
Le quattro regole del metodo newtoniano
Nei Principia Newton formula
le quattro regole metodologiche alle
quali la scienza moderna si deve
attenere per essere considerata
tale:
1. Attenersi alle sole
cause necessarie per spiegare un
fenomeno, ovvero fare proprio
l'assunto del rasoio di Ockham "Entia
non sunt multiplicanda praeter
necessitatem", eliminando le
spiegazioni complesse a favore di
quelle più semplici;
2. A stessi fenomeni
medesime cause, ovvero, nel caso
si osservi un fenomeno identico a un
altro, applicare al fenomeno le
stesse spiegazioni dell'altro.
Questo significa che ogni fenomeno
che si ripete identico ad un altro,
dovra essere ricondotto a una sola
spiegazione e non a diverse;
3. Le qualità che
appartengono a certi corpi possono
essere considerate come appartenenti
a tutti i corpi in generale: è
il principio della induzione
scientifica;
4. I
Risultati dell'induzione vanno
considerati validi fino ad ulteriore
conferma, come a ribadire la
natura perfettibile della fisica e
della scienza moderna, un processo
cognitivo sottoposto a continua
revisione.
5.
L'Universo (e Dio) secondo Newton
Come già Galileo, anche Newton cercò
di conciliare la parola della Bibbia
con le sue scoperte scientifiche,
convinto che le sue teorie non
potessero contrastare con le verità
rivelate dalla religione.
Innanzitutto Newton si domandò da
dove potesse provenire la velocità
iniziale indispensabile al moto dei
pianeti e in questo riconobbe
l'opera di Dio. Newton si
comportò in sostanza come
Aristotele, che volle dare un primo
motore all'universo, non poté
sottrarsi a darne una spiegazione
metafisica.
L'Universo di Newton non
conosceva ancora la relatività
di Einstein. La fisica di Newton
si definisce classica, in quanto
prevede un universo in cui lo
spazio e il tempo sono grandezze
assolute. Il tempo scorre uguale
ovunque, sempre in avanti (dal
passato verso il futuro), niente
e nessuno può rallentarlo o
modificarne il passo. Lo
spazio è infinito e lineare,
nulla può incurvarlo (ignaro del
fatto che sarà proprio l'effetto
gravitazionale, come mostrato da
Einstein, ad avere il potere di
incurvare lo spazio e rallentare
il tempo).
Newton affermò
poi che Dio ha creato il mondo
fondandolo su principi e leggi
semplici e universali
(come la legge di gravità) e che
lo scopo degli uomini è quello
di portare alla luce e
decodificare questi algoritmi
universali. E' propria di Newton
e della scienza del suo tempo la
convinzione che tutto possa
essere spiegato con leggi
semplici, valide per ogni
grandezza e in ogni contesto,
assolute e non relative.

Il telescopio riflettore costruito da
Newton
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