Lawrence d’Arabia

Il contesto politico in cui il giovane Lawrence fa la sua comparsa nel corso della storia è quello del secolo scorso; anni di guerra mondiale, di scontro frontale tra due enormi blocchi di influenza geopolitica che vogliono accaparrarsi le risorse non soltanto d’Europa, bensì anche d’Africa del Nord e di Arabia,  l’una, quella dei cosiddetti imperi centrali, composta principalmente dalle monarchie di Germania ed Austro-Ungheria vorrebbe mantenere una stabilità fondata su antichi principi imperiali; l’altra, formata da Gran Bretagna, Francia e Russia intende invece imporre un nuovo sistema d’equilibrio sfaldando le autorità politiche degli avversari col metodo di innescare velleità indipendentiste tra le popolazioni entro i confini imperiali avversari, una nuova e più speculativa versione del dividi et impera.
La paternità di questo fermento istigatorio spetta all’astuzia tipicamente britannica, caratterizzata da accordi sottotraccia, promesse e tradimenti.
In tal senso, la Gran Bretagna individua nello sceicco della Mecca al-Husayn, nelle sue ambizioni panarabe – di costituire una grande nazione che accomuni le litigiose tribù del deserto, un utile strumento per affondare l’artiglio leonino in tale ventre molle rappresentato dalla mezzaluna fertile turca.
Londra promette al capo hascemita (discendente diretto del profeta Maometto) il proprio appoggio ad una guerra di indipendenza contro gli ottomani, attraverso armi, finanziamenti e uomini. E’ qui che il destino designa in Lawrence l’elemento centrale di questo accordo.

Il tenente colonnello Thomas Edward Lawrence nacque a Tremadog il 16 agosto 1888. L’inizio della sua vita fu del tutto privo di nota, fino a quando, dopo aver da poco mutato il cognome in Lawrence, dato che il padre in origine si chiamava Chapman, a 19 anni entrò nell’Università di Oxford dove venne notevolmente influenzato durante gli studi da un noto archeologo dell’epoca, David George Hogarth.

L’uomo destinato a diventare uno dei migliori agenti segreti al servizio di sua maestà britannica entra nella storia e nella leggenda quasi in sordina.

Hogarth lo sprona ad interessarsi della storia antica e delle culture orientali, la tesi di laurea che l’allievo sta preparando, in concordato con il suo maestro, è sulle Fortificazioni Militari dei Crociati.

Quale occasione migliore per compiere viaggi in Medio Oriente, tra Palestina, Siria, Giordania, Egitto, Iraq?

Durante queste peregrinazioni il giovane Lawrence si innamora perdutamente della cultura araba, assimila la lingua, impara numerosi dialetti locali, ma contemporaneamente sottopone a serrata osservazione le fortificazioni militari della regione, ancora sotto il dominio del glorioso Impero Ottomano.

A questo punto, evidentemente, è già un agente segreto che opera per conto dell’Inghilterra, convertito dal suo stesso maestro, l’archeologo Hogarth, fondatore e promotore di un gruppo filo politico, denominato “Tavola Rotonda”, che accoglieva al suo interno numerose ed eminenti personalità, convinte che l’Impero Britannico fosse lo strumento identificato da Dio per diffondere il cristianesimo anglicano in tutto il mondo.

Nel 1910 Lawrence partecipa a una serie di scavi promossi e organizzati dal British Museum di Londra, presso le rive dell’Eufrate, più o meno al confine tra la Siria e la Turchia, nel sito archeologico di Karkemish.

Quando, nel 1914, venne dichiarata la partecipazione dell’Inghilterra alla Prima Guerra Mondiale, egli fu reclutato nel Servizio Cartografico dello Stato Maggiore dell’Esercito Britannico, di stanza al Cairo, grazie alle approfondite conoscenze che aveva della regione.

Due anni dopo, ufficialmente, sarebbe passato direttamente nelle schiere dell’Intelligence Militare di Sua Maestà. Conosciuto con lo pseudonimo di Lawrence d’Arabia, ebbe diversi altri alias, tra cui quelli di T.E. Smith, T.E. Shaw e John Hume Ross. È ricordato per essere stato uno dei capi della rivolta araba di inizio Novecento. Per la sua attività militare venne decorato con la legion d’Onore

Secondo di cinque figli illegittimi, nacque da una relazione che il padre, di nome Thomas Chapman, aveva con la sua governante Sarah Madden. Era, secondo i ritratti d’epoca, di esile costituzione, non molto alto, carnagione chiara, occhi azzurri e biondo di capelli. Quando, molto giovane, lasciò l’Inghilterra per compiere i primi viaggi in Medio Oriente, sicuramente non sapeva che sarebbe entrato nella leggenda, arabo tra gli arabi, con il nome di Lawrence d’Arabia.

Le sue epiche gesta sono state raccontate dal giornalista americano Lowell Thomas,  primo biografo ufficiale  Lawrence fu un paladino del nazionalismo arabo, viene ricordato come uno dei più controversi e discussi protagonisti della insurrezione delle tribù arabe contro la dominazione ottomana a inizio del 1900 nella zona compresa fra l’Higiaz e la Transgiordania.

Nel 1910 lo troviamo  a Karkemish, fra Siria e Turchia, dove sulle rive dell’Eufrate effettua ricerche sotto la guida di Sir Leonard Woolley per conto del British Museum Venne arruolato nel 1914 al Servizio cartografico dello Stato maggiore dell’esercito inglese in Egitto, passa due anni dopo all’Intelligence militare e politica.

La rivolta araba

Thomas E. Lawrence nelle vesti di Lawrence d’Arabia Nel 1916, quando la prima guerra mondiale era in pieno svolgimento, si svolgeva quella che verrà definita nell’area orientale la rivolta araba. Sul fronte africano il Regno Unito tentava di tenere testa e porre un freno alle forze dell’Impero ottomano. In questo contesto, a Londra sembrò cosa utile cercare di sfruttare il malcontento di una parte degli Arabi nei confronti degli Ottomani.

L’anello più debole sembrava essere costituito dagli elementi tribali che vivevano da nomadi fra i territori siro-trangiordanici e quelli della Penisola Araba, dove il controllo ottomano si limitava alle due città sante di Mecca e Medina e ai punti costieri d’interesse strategico.
     

Verso Damasco

La prima importante vittoria, Lawrence la conseguì il 6 luglio 1917 con la conquista del porto di Aqaba, sul Mar Rosso. Da quel momento, preso il comando del contingente arabo con i gradi di tenente colonnello, e ormai diventato Lawrence d’Arabia, si unì al generale Edmund Henry Hynman Allenby, capo delle forze britanniche in Medio Oriente, giungendo 1919 a Damasco.

La vittoriosa campagna di Palestina non porterà però agli uomini di Lawrence e Faysal la tanto sospirata unificazione in nazione araba. Infatti, con gli Accordi Sikes-Picot, Francia e Gran Bretagna attribuiranno così i territori conquistati: Libano e Siria, staccati dalle nazioni arabe, verranno posti sotto Mandato francese; la Palestina, la Transgiordania e l’Iraq, sotto Mandato britannico, con l’inizio della colonizzazione del territorio.

Nelle immagini: in alto la ricostruzione dell’area mediorientale secondo la visione di T. E. Lawrence alla fine della prima guerra mondiale; in basso Lawrence in Palestina fra il 1920 ed il 1925.

L’Alto Commissario britannico Sir Henry McMahon fu incaricato di avviare discreti contatti epistolari con al-Husayn b. Ali, al termine dei quali l’accordo trovato prevedeva il riconoscimento del Foreign Office dell’indipendenza degli Arabi all’interno di confini tuttavia non meglio identificati, che lo Sceriffo intese come definiti dall’area geografica in cui si parlava la lingua araba mentre Londra preferì rimanere volutamente nel vago e nell’ambiguità.

Come fecero subito sapere infatti i Sovietici all’indomani della loro vittoriosa Rivoluzione, la Gran Bretagna e la Francia, tramite i loro ministri Sykes e Picot,  avevano programmato di attuare una cinica politica da “doppio binario”, ben intenzionate a spartirsi fra loro i domini ottomani una volta che Istanbul e i suoi alleati degli Imperi Centrali fossero stati sconfitti, e dall’altro a fare generose offerte d’indipendenza agli Arabi.

Ignaro di tutto ciò rimase il colonnello Lawrence, profondo conoscitore dei costumi e della cultura araba, specie dell’architettura di età omayyade, che operava come agente dell’Intelligence britannica al Cairo. Egli fu distaccato con funzioni di “consigliere militare” presso il figlio dello Sceriffo di Mecca, Faysal, futuro primo monarca del Regno d’Iraq, delegato dal padre a guidare militarmente la Rivolta Araba che egli aveva nel frattempo proclamato.

Come truppe arabe combattenti Faysal poteva contare su un buon numero di elementi tribali, fra cui un ruolo importante ebbe Awda Abu Tayy, della tribù dei Banu Tayy, oltre che su un certo numero di volontari, impregnati per lo più di cultura europea e di quegli stessi ideali nazionalistici che s’erano imposti nel Vecchio Continente nel corso di tutto il XIX secolo.

I sette pilastri della saggezza

Deluso dagli eventi post-bellici, Lawrence con gesto eclatante, dopo aver preso parte alla Conferenza per la pace del 1919, si dimette dalla carica di consigliere politico degli Affari Arabi giungendo a rifiutare la carica di viceré delle Indie; rifiuta anche la prestigiosa Victoria Cross, per le sue brillanti azioni militari, proprio mentre Sua Maestà stava per consegnargliela, lasciando lo sbigottito sovrano Giorgio V letteralmente “con la scatola in mano”.

I numerosi alias

Dal 1922, in cerca di una nuova identità, Lawrence cancella letteralmente la propria, diventando via via il soldato carrista T.E. Smith, quindi l’aviere T.E. Shaw ed infine l’aviere meccanico John Hume Ross, nome con il quale si arruola nella RAF. Da lì a sette anni sarà espulso due volte e altrettante nuovamente arruolato.

Come aviere, Lawrence fu al centro di un incidente poco conosciuto avvenuto la sera del 17 maggio 1919 all’aeroporto romano di Centocelle. Durante uno scalo tecnico nel trasferimento dall’Inghilterra verso Il Cairo, il suo aereo – a causa della scarsa visibilità si capovolse: due dei membri dell’equipaggio morirono mentre gli altri, fra cui lo stesso Lawrence, rimasero leggermente feriti.

Avuta notizia dell’incidente, il re Vittorio Emanuele III si recò personalmente a trovare Lawrence (che a trentuno anni era già personaggio di rilievo, almeno tanto da scomodare un sovrano) ricoverato in ospedale.

Ritiro a vita privata e il congedo.

Decide quindi di ritirarsi a vita privata in Inghilterra e per qualche tempo vi riesce, dedicandosi alla stesura de I sette pilastri della saggezza (The Seven Pillars of Wisdom), libro di memorie (ma anche racconto poetico) che avrà una pubblicazione in forma ridotta con il titolo La rivolta nel deserto dato alle stampe postumo nel 1936, in versione integrale e dopo la misteriosa sparizione di una precedente revisione. Nell’opera si sofferma soprattutto sulle costruzioni più particolari dei paesi da lui visti, come i Castelli del deserto.

In quel periodo viene pubblicata anche la sua tesi di laurea, Castelli crociati. L’esperienza vissuta, sotto falso nome, nel 1922 come semplice aviere nella RAF, sarà invece raccontata in un altro libro, The Mint (pubblicato anch’esso postumo nel 1955; in Italia il titolo del libro era “L’aviere Ross”, è stato nuovamente pubblicato da Adelphi nel 1996 con il titolo “Lo stampo”).

Nel 1935 Lawrence viene congedato definitivamente e si ritira a Clouds Hill, presso Bovington, nella contea del Dorset. Già da tempo si incrociano voci e indiscrezioni sulla sua vita privata, sulle sue presunte tendenze omosessuali e masochiste, per lo più collegate a quello che lui stesso evocò nei Sette pilastri come l’”incidente di Deraa” quando, prigioniero dei turchi, sarebbe rimasto vittima di violenze sessuali.

Questo e altri episodi sarebbero avvalorati  anche se i biografi non sempre concordano da documenti solo di recente resi pubblici dal Public Record Office britannico; fra essi un carteggio composto da diari e lettere consegnato dopo la sua morte alla Bodleaian Library di Oxford dal fratello Arnold.

Si è saputo così di rimesse di denaro che Lawrence, per il tramite della RAF, fece a più riprese dal 1924 fino alla morte a favore di diverse persone, fra cui due signore, con una delle quali, un’insegnante di nome Ruby Bryant, si dice avesse contratto matrimonio.

Aveva scritto nei I sette pilastri della saggezza: « Non tutti gli uomini sognano allo stesso modo … Io intendevo creare una Nazione nuova, ristabilire un’influenza decaduta, dare a venti milioni di Semiti la base sulla quale costruire un ispirato palazzo di sogni per il loro pensiero nazionale … »

La prima importante vittoria, Lawrence la conseguì il 6 luglio 1917 con la conquista del porto di Aqaba, sul Mar Rosso. Da quel momento, preso il comando del contingente arabo con i gradi di tenente colonnello, e ormai diventato Lawrence d’Arabia, si unì al generale Edmund Henry Hynman Allenby, capo delle forze britanniche in Medio Oriente, giungendo 1919 a Damasco.

La vittoriosa campagna di Palestina non porterà però agli uomini di Lawrence e Faysal la tanto sospirata unificazione in nazione araba. Infatti, con gli Accordi Sikes-Picot, Francia e Gran Bretagna attribuiranno così i territori conquistati: Libano e Siria, staccati dalle nazioni arabe, verranno posti sotto Mandato francese; la Palestina, la Transgiordania e l’Iraq, sotto Mandato britannico, con l’inizio della colonizzazione del territorio

Dal 1922, in cerca di una nuova identità, Lawrence cancella letteralmente la propria, diventando via via il soldato carrista T.E. Smith, quindi l’aviere T.E. Shaw ed infine l’aviere meccanico John Hume Ross, nome con il quale si arruola nella RAF. Da lì a sette anni sarà espulso due volte e altrettante nuovamente arruolato.

Come aviere, Lawrence fu al centro di un incidente poco conosciuto avvenuto la sera del 17 maggio 1919 all’aeroporto romano di Centocelle. Durante uno scalo tecnico nel trasferimento dall’Inghilterra verso Il Cairo, il suo aereo a causa della scarsa visibilità si capovolse: due dei membri dell’equipaggio morirono mentre gli altri, fra cui lo stesso Lawrence, rimasero leggermente feriti.

Tradito e disilluso, Lawrence si rifugia in un’ideale prigione in cui angustiarsi tra i suoi tormenti, sfugge agli effimeri onori, istituzionali, una volta congedato, si chiude nella soffitta di una sua casa lontana dalla città dedicandosi esclusivamente allo studio. L’unico diversivo che si concede sono delle folli corse in moto per le strade di campagna, Il 19 maggio 1935 un incidente, la cui dinamica resta avvolta nel mistero, risulta mortale a Lawrence. Anni più tardi testimoni racconteranno di una automobile nera impegnata in una manovra palesemente atta a causare l’incidente motociclistico a Lawrence, fuggendo ad alta velocità una volta lasciatolo privo di vita sul terriccio.

L’ipotesi di un omicidio è tutt’altro che peregrina: del resto è ormai nota agli storici l’amicizia tra Lawrence e Mosley, capo del Partito Fascista Britannico di cui Lawrence era un estimatore. Coincidenza: qualche ora prima dell’incidente, Lawrence si era recato all’ufficio postale del suo paese per inviare una lettera ad Adolf Hitler. Contenuto della missiva? Una risposta affermativa ad un precedente invito tedesco a fissare un incontro diplomatico in veste di pluridecorato da sua maestà, finalizzato a scongiurare l’ipotesi di una guerra anglo-tedesca. Fu commemorato con dei funerali di stato.

 

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elab-da g.m.s. per umsoi.org
http://www.jerusalem-holy-land.org/arabo_tra_gli_arabi.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Edward_Lawrence