Lutero e la Riforma protestante

 

La vita di Lutero ha un'importanza capitale perché è divenuta esemplare per ognuno dei suoi seguaci. In questo senso Lutero è davvero il creatore della Germania moderna e ciò è indiscutibile soprattutto per la lingua scritta: dopo Lutero, la Germania ebbe una lingua letteraria perfetta.

Giovinezza di Lutero

I genitori di Martin Lutero erano contadini. Il padre aveva fatto una certa fortuna come piccolo impresario di miniere: volle che il figlio seguisse gli studi di diritto.

La vocazione monastica di Lutero, nato in Sassonia nel 1483, si concretò nel 1505, forse favorita dalla morte di un amico in duello. Ma non è corretto banalizzare la vocazione di Lutero, facendola dipendere dall'emotività giovanile.

Lutero era realmente un uomo religioso; semmai si deve rilevare il suo soggettivismo, il fatto che volesse sentire dentro di sé gli effetti della grazia, che fosse cocciuto, quasi incapace di prendere per guida un criterio di giudizio che non fosse il proprio.  Dotato di notevoli capacità intellettuali e dialettiche, non era una persona semplice da trattare.

 

Lutero monaco

 Nei primi anni di vita monastica apparve irreprensibile, ma le sue doti intellettuali non furono disciplinate da doti morali altrettanto forti: il conflitto fu sopito ma non risolto e alla fine esplose.

Il problema della giustificazione

Il problema affrontato da Lutero è il più arduo della teologia, ossia il problema della giustificazione: come può l'uomo, che è peccatore, essere liberato dalla sua colpa? La teologia che Lutero aveva appreso gli rispondeva: tutti gli uomini in Adamo hanno peccato contro Dio e meritano la dannazione; ma Dio, per amore degli uomini si è incarnato in Cristo, assumendo la natura umana e divenendo simile a noi, tranne per il peccato. La morte in Croce di Cristo è stato il sacrificio espiatorio, accettato da Dio Padre, che ha riscattato gli uomini dalla loro condizione di schiavi senza speranza. La Chiesa istituita da Cristo, mediante i sacramenti amministra i meriti della passione e morte di Cristo a vantaggio di tutti i cristiani, facendo loro pervenire, come attraverso canali, la grazia divina che li sorregge in ogni momento della loro vita. Lutero, che era un monaco agostiniano, conosceva un'osservazione capitale di sant'Agostino: "Dio che ti ha creato senza di te non ti salva senza di te", e perciò non doveva avere dubbi circa la necessità dello sforzo che ogni cristiano deve compiere mediante le opere buone (mortificazione, elemosine, pellegrinaggi...) che, sebbene oggettivamente povere di fronte alla maestà infinita di Dio, soggettivamente rivelano la volontà di cooperare alla propria salvezza. Il dramma di Lutero è stato di non riuscire a fidarsi di questa dottrina, di aver condotto il suo confronto con Dio da solo, escludendo la mediazione della Chiesa.

La coscienza soggettiva

Esclusa la Chiesa, rimaneva Dio e la propria coscienza. Lutero si confessava, ma subito dopo chiedeva a se stesso: ma io mi salverò? che si può tradurre in altri termini: io non sento l'azione della grazia in me, dunque io non so se sono stato giustificato. Anzi, continuo a sentire inalterata la forza della concupiscenza, perciò la corruzione della natura umana mi appare insuperabile. A Lutero occorreva una certezza di tutt'altro ordine, un principio più solido e più certo.

Volontarismo di Lutero

Lutero aveva studiato solo la scolastica della decadenza, la filosofia di Guglielmo di Occam che aveva falsato il rapporto normale tra intelligenza e volontà. L'intelligenza che si fa misurare dal reale e scopre i rapporti realmente presenti nelle cose, deve comandare la volontà indicandole gli obiettivi da raggiungere. Gli occamisti sostenevano, al contrario, che la ragione si riduce a logica, a mera tecnica del discorso e che la salvezza è opera della volontà.

L'esperienza della torre

Lutero fu dunque un volontarista: la ragione fu ridotta alla funzione di fornire giustificazioni alla volontà. La spinta definitiva della nuova teologia luterana fu la cosiddetta esperienza della torre, un'illuminazione che gli fu suggerita dalla frase di san Paolo nell'Epistola ai Romani: "Il giusto vive di fede". Tanti avevano meditato quelle parole, ma in Lutero produssero un'impressione che sconvolse la teologia, ossia l'uomo è giustificato solo dalla fede e a nulla valgono i suoi sforzi soggettivi: homo semper peccator. Lutero, dunque, è pessimista circa la natura umana, che secondo lui rimane radicalmente corrotta anche dopo la redenzione. La giustificazione dell'uomo avviene unicamente per iniziativa divina: Cristo prende su di sé il pesante fardello dei peccati degli uomini, accentrando su di sé i rigori della giusta e terribile collera di Dio Padre. Si può comprendere a questo punto la famosa affermazione di Lutero: pecca fortiter, crede firmius che significa: per quanto tu sia peccatore, se la tua fede è più grande del tuo peccato, Cristo ti giustifica.

Le 95 tesi di Wittenberg

L'affermazione è eccessiva perché nel pensiero del riformatore tedesco è esclusa da parte del peccatore la possibilità di contribuire al proprio emendamento. La scelta di questo senso avvenne dopo la ribellione formale del 1517, quando Lutero rese note a Wittenberg le 95 tesi ostili alla Chiesa e alle dottrine circa le indulgenze, i suffragi per i defunti, il culto delle reliquie, i pellegrinaggi ecc.

Successo delle tesi di Wittenberg

Il successo esplosivo delle tesi di Lutero in tutta la Germania, meravigliò, inorgoglì, commosse il loro autore. Seguirono aspre dispute dottrinali con Johann Eck e col Caietano che per primi compresero a fondo la pericolosità e il radicalismo dei nuovi princìpi teologici. Al principio della sola fides seguì ben presto il principio della sola scriptura, ossia Lutero non accettava altra autorità che la Bibbia. In questo periodo Lutero lesse la letteratura antichiesastica che finì per fargli apparire la Chiesa come un complesso di deviazioni dal Vangelo. La riforma da lui promossa doveva cancellare quella storia di iniquità per tornare alla purezza evangelica: solus Christus.

Libertà di interpretazione della Bibbia

La Tradizione non aveva più alcun valore se non trovava conferma esplicita nei testi scritti della Bibbia, sui quali Lutero pretendeva il diritto di interpretazione. Quando gli fu obiettato che con la negazione della Chiesa e della tradizione si negava l'interprete autentico della Bibbia, Lutero ribadì che lo Spirito Santo ispira direttamente il fedele e gli fa intendere il senso delle Scritture, negando di conseguenza che esista un sacerdozio ministeriale che tra i fedeli distingue i laici dai sacerdoti: tutti i cristiani col battesimo acquistano un sacerdozio fondamentale. Ma con ciò è sancito il pluralismo delle confessioni religiose protestanti, perché, come Lutero era soggettivamente convinto di possedere la verità, così anche altre scuole teologiche sarebbero nate con la medesima persuasione soggettiva: "Ma la riforma non avrebbe potuto vincere, e nemmeno venire alla luce del sole, senza quest’assoluta persuasione di detenere la verità; persuasione che costituisce la sua sola legittimazione" (G. Ritter).

Scomunica di Lutero

Nel 1520, quando la situazione politica permise alla Chiesa cattolica di giudicare Lutero, il movimento della riforma aveva ormai attecchito. A dicembre, quando gli fu notificata la scomunica, Lutero reagì bruciando pubblicamente la bolla del Papa a Wittenberg. L'anno successivo fu chiamato a discolparsi di fronte a una dieta imperiale convocata a Worms da Carlo V.

Dieta di Worms

Si difese affermando che avrebbe accettato solo le confutazioni della sua dottrina ricavate dalla Bibbia. Poi lasciò Worms "rapito" dai cavalieri di Franz von Sickingen inviati a proteggerlo dalle reazioni di Carlo V. Nei due anni trascorsi dal 1521 al 1523 nel castello di Wartburg tradusse in tedesco il Nuovo Testamento e qualche anno più tardi anche l'Antico Testamento. Ormai la Germania era in piena rivoluzione: per primi insorsero i cavalieri, che si gettarono sui beni ecclesiastici, perché Lutero dichiarò nulli i voti monastici e il celibato opera del demonio. Dopo i cavalieri si ribellarono i contadini: Lutero rimase atterrito dalla prospettiva del radicalismo religioso degli anabattisti di Thomas Müntzer e, più tardi, di Giovanni di Leida che predicavano un sorta di comunismo dei beni e la poligamia a imitazione di ciò che fecero i patriarchi dell'Antico Testamento: fu terribile nei loro confronti, raccomandando ai prìncipi di assumere il potere nelle loro mani e di "battere, picchiare, passare a fil di spada, impiccare senza misericordia" i ribelli.

Sviluppi politici della riforma

Con ciò furono poste le premesse dell'assolutismo dei prìncipi e della formazione delle Chiese di Stato: per mantenere l'ordine pubblico il principe deve avere il potere di scegliere la confessione religiosa da rendere obbligatoria ai sudditi: la già ricordata formula della pace di Augusta del 1555 appare l'opposto della "Libertas christianorum" o del "los von Rom" (via da Roma) che avevano segnato l'inizio della riforma. Dopo il massacro dei contadini avvenuto a Frankenhausen in Svevia (1525), Lutero non ebbe più una parte di primo piano e la direzione del movimento passò nella mani dei prìncipi. Lutero continuò la sua operosissima vita fino alla morte avvenuta nel 1546.


 

Nota di colore

 

LUTERO ED IL DIAVOLO


Ai visitatori del castello di Wartburg, in Germania, viene mostrata una macchia d'inchiostro sul muro, che si dice sia la conseguenza di uno scontro tra Martin Lutero e il diavolo. Sembra che una sera, gli sia apparso il demonio per tentarlo e che Lutero, furioso, gli abbia scagliato contro il calamaio. Può trattarsi di una leggenda, ma resta il fatto che egli descrisse certi eventi soprannaturali che gli erano capitati.

Nel 1521, proprio nel castello di Wartburg, dove si era nascosto in seguito al suo attacco al papato corrotto, Lutero scrisse cosa gli era accaduto con un sacchetto di nocciole. Si era da poco coricato, quando le nocciole cominciarono a saltare nel sacchetto; il letto
prese a vibrare e le nocciole a volare. Poiché non gli facevano del male, Lutero si addormentò, ma fu nuovamente svegliato da un forte rumore, come di centinaia di barili che rotolassero giù per le scale. Eppure, la porta di ferro di fronte alle scale era chiusa con il catenaccio e nessuno poteva essere entrato.

Successivamente, quando Lutero si spostò in un'altra ala del castello, la sua stanza fu occupata da un donna e anche lei sentì un rumore come di mille diavoli scatenati. Lutero ebbe altre due esperienze nel suo monastero, a Wittenberg. Qui egli insegnava teologia, quando, nel 1517, diede inizio alla riforma protestante, affiggendo sulla porta della cattedrale di Ognissanti le sue 95 tesi per un dibattito pubblico sulla condotta della chiesa. "Il diavolo entrò nella mia cella, interrompendo i miei studi, e fece rumore
dietro la stufa, come se stesse trascinando della legna sul pavimento".
Così disse Lutero in quell'occasione, tuttavia anche volte aveva sentito il diavolo sopra la sua cella, "ma sapendo che era il demonio, non gli davo retta e andavo a dormire". Lutero, che credeva di essere guidato da entità invisibili, ebbe premonizioni sulle
proprie malattie e sulla propria morte, dovette combattere contro voci e visioni diaboliche, come quando il diavolo gli apparve sotto forma di una scrofa in cortile o cane sul letto, benché al castello di Wartburg non vi fossero animali.