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Premessa tratta da:
http://it.wikipedia.org/wiki/Nibiru_%28astronomia%29
Nella ufologia contemporanea Nibiru ha un posto
importante, in quanto sarebbe il pianeta di origine di extraterrestri (Annunaki
in sumero) che colonizzarono la Terra 445.000 anni fa e che si ibridarono
con l'Homo Erectus locale per generare l'Homo Sapiens Sapiens (secondo le
teorie del sumerologo Zecharia Sitchin). Inoltre secondo la contattista
americana Jelaila Starr Nibiru sarebbe ora praticamente traformata in
un'immensa nave spaziale (tipo la "morte nera" di Guerre Stellari) al
servizio della Federazione galattica e in comune con altre razze aliene come
i Rettiliani e i Grigi.
Nibiru, il pianeta X ?
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Nibiru,
per gli antichi Babilonesi, era il corpo celeste associato al dio
Marduk. Il nome viene dalla lingua degli Accadi e significa punto di
attraversamento o di transizione. Nella maggior parte dei testi
babilonesi è identificato col pianeta Giove; nella tavoletta n. 5
dell'Enûma Elish potrebbe essere la Stella Polare, che a quel tempo
non era quella di oggi, ma Thuban o forse Kochab.
Secondo gli scrittori Zecharia Sitchin e Burak Eldem, gli scritti
Sumeri quando parlano di Nibiru si riferiscono ad un pianeta del
nostro sistema solare oggi sconosciuto (grande 2 volte la terra, di
colore rosso-oro, di periodo orbitale 3600 anni, perielio tra Marte
e Giove e afelio molto più in là di Plutone, di orbita inclinata di
11° rispetto all'eclittica), ma l'archeologia e l'astronomia
ufficiali non prendono sul serio quest'ipotesi.
Per misurare la precessione degli equinozi, tra gli antichi sumeri e
in Babilonia, il cielo veniva diviso in 7 spicchi, ciascuno dedicato
a uno dei 7 maggiori Anunnaki, ogni spicchio misurava circa 50 gradi
sull'equatore celeste. Con la precessione l'equinozio di primavera
si sposta nel corso dei secoli lungo l'eclittica, attraversando via
via i vari spicchi in cui era diviso il cielo. Il passaggio del
punto equinoziale da uno spicchio all'altro determinava
l'attraversamento di una fascia di confine di circa 1,5 gradi,
corrispondente a circa 3 volte il diametro apparente della Terra
proiettata sulla Luna durante un'eclissi. Tale fascia di
attraversamento era Nibiru, nella quale la sovranità del cielo non
apparteneva ad alcun Annunaki particolare, e dunque gli dei potevano
scendere sulla terra. Ogni 3600 anni si ripete il passaggio tra uno
spicchio di cielo e l'altro, e si ha il ritorno di Nibiru.
Dopo i sumeri, i babilonesi indentificarono a volte con Nibiru anche
i pianeti Mercurio o Giove o Marte, che passavano in coincidenza
nella zona crepuscolare verso sud all'alba e apparivano
rosseggianti, sul cielo diviso in due dal sorgere del sole, ad est
la luce e a ovest le tenebre, come simbolo del dio Marduk che divide
in due il cielo. La posizione della fascia di attraversamento era
misurata dai Babilonesi con uno strumento astronomico primitivo
fatto a croce, che nel medioevo un astronomo ebreo fece conoscere in
Europa e che è denominato Bastone di Giacobbe. |
Primi Indizi
sull'esistenza di Nibiru
© L. Scantamburlo - www.angelismarriti.it Reproduced by permission
<<Originariamente pubblicato su UFO Notiziario, Giugno-Luglio 2006, nr.63>>
Ma che dire al riguardo dell’esistenza del
dio-pianeta Nibiru degli antichi Sumeri, corpo planetario più grande
della Terra che attraverserebbe una volta ogni 3600 anni circa il
Sistema Solare secondo un orbita molto eccentrica ed inclinata di alcune
decine di gradi sull’eclittica? Se la possibile visita sul nostro
pianeta di velivoli extraterrestri costituisce ovvia materia di
sicurezza nazionale (violazione non autorizzata dei cieli da parte di
specie aliene invasive e potenzialmente pericolose anche dal punto di
vista biologico, come già ben sottolineato dall’Ordine Esecutivo sulle
“Specie Invasive” firmato dal presidente Bill Clinton il 3 febbraio
1999, che alla Sezione 1 parla proprio di “Alien Species”),
dovrebbe essere legittimo interrogarsi su come sia possibile il silenzio
da parte della comunità scientifica astronomica su un presunto oggetto
celeste della Fascia di Edgeworth-Kuiper davvero di considerevoli
dimensioni e prossimo al suo perielio (e conseguentemente perigeo),
probabilmente lo stesso oggetto di cui parla l’orientalista Zecharia
Sitchin. Ammesso che esso sia già stato individuato da terra, presso
siti osservativi civili, oltre che dai telescopi orbitali
all’infrarosso.
Ebbene, a parte
gli studi teorici condotti dall’astronomo Robert Sutton Harrington
(21 Ottobre 1942 – 23 gennaio 1993)
del Naval Observatory degli Stati Uniti d’America, ufficialmente
a caccia di un cosiddetto Pianeta X (o Decimo Pianeta del Sistema
Solare) responsabile delle perturbazioni gravitazionali di Urano e
Nettuno, troviamo un piccolo aiuto in un poco noto film di fantascienza
americano diretto da Rudolph Maté e prodotto nel 1951 dal celebre George
Pal, lo stesso di La Guerra dei mondi; s’intitola
When Worlds Collide
(in italiano
Quando i mondi si scontrano) e tratta proprio l’arrivo nel nostro
Sistema Solare dallo spazio remoto di ben due corpi (la stella Bellus e
Zyra, suo pianeta compagno) che minacciano l’umanità a causa delle
gigantesche forze di marea gravitazionale esercitate sul nostro pianeta.
L’incipit della datata ma ancora oggi efficace pellicola (vinse un Oscar
per gli effetti speciali) mostra proprio il problema politico generato
dalla sensazionale scoperta astronomica dei mondi intrusi. Ed infatti la
scienza è prassi sociale, ci ricorda il francese Morin; pertanto la sua
divulgazione e la sua attività più in generale sono influenzate da tutta
una serie di fattori che apparentemente sembrano esulare dalla
metodologia e dalla preparazione scientifica tout court, ma che in
realtà la condizionano profondamente.
In When Worlds Collide la scoperta degli oggetti celesti in
rapido avvicinamento alla Terra ed in rotta di collisione con essa
avviene in Sud Africa (presso il Mount McKenna Observatory) e viene
inzialmente mantenuta segreta dagli stessi astronomi (nel film
coordinati dal Dr. Hendron, personaggio di fantasia), sbigottiti e
profondamente turbati per le implicazioni che essa comporta.
Ci chiediamo:
cosa accadrebbe se l’anomala rilevazione strumentale dell’anno 1983
effettuata dal satellite-telescopio IRAS avesse veramente dato il la a
tutta una serie di attività d’intelligence nello spazio, cioè a
missioni classificate targate NASA, CIA ed NSA, inclusa la presunta
missione Siloe del Vaticano? È verosimile pensare che qualcuno dei più
sofisticati siti astronomici di terra, in almeno uno degli emisferi,
abbia una parte del personale che è informato almeno sommariamente, se
non addirittura coinvolto nell’osservazione strumentale, sulla questione
del Decimo Pianeta. Che alcuni di essi siano dunque già stati allertati,
catechizzati nel mantenere la riservatezza e segretamente seguano, per
quanto è possibile, l’avvicinarsi del Pianeta X il quale (secondo gli
antichi testi sumeri tradotti da Sitchin) sarebbe inclinato sul piano
dell’eclittica di una trentina di gradi?
Andiamo avanti
nella nostra disamina: esistono altri indizi, oltre alla già citata
identificazione dell’IRAS nel lontano 1983 e comunicata in conferenza
stampa dal JPL della NASA? Il clima geo-politico da allora è molto
cambiato; Ronald Reagan fu presidente degli Stati Uniti d’America
dal 1981 al 1989, mentre Michail Sergeevič Gorbaciov lo fu per
l’URSS dal 1985 al 1991, e non credo sia un azzardo affermare che la
fine del bipolarismo potrebbe essere stata addirittura innescata dalla
notizia di una minaccia aliena (vedi in proposito le sibilline parole di
“pianeta alieno” e “minaccia aliena proveniente dal di fuori di questo
mondo” pronunciate pubblicamente e proprio da Reagan rispettivamente il
4 dicembre 1985, in un liceo del Maryland, ed il 21 settembre 1987 alla
42° Assemblea Generale delle Nazioni Uniti, a New York). Ma non è tutto.
Addirittura il Presidente Gorbaciov così si espresse il 17 febbraio 1987
di fronte al Comitato Centrale del Partito Comunista, al Gran Palazzo
del Cremlino:
“Al nostro
incontro di Ginevra, il Presidente americano ha detto che se la Terra
affrontasse un’invasione da parte degli extraterrestri, gli Stati Uniti
e l’Unione Sovietica unirebbero le loro forze per respingere una tale
invasione. Non discuterò l’ipotesi, sebbene penso che sia ancora presto
per preoccuparsi di una simile intrusione…”
Tuttavia
l’autorevole voce dei leader politici da allora ai giorni nostri non ha
avuto seguiti. Oggi sembrano sulla via del tramonto sia l’epoca dei
grandi statisti sia quella della trasparenza politica ed amministrativa,
requisiti essenziali per il mantenimento di un funzionale e sano ordine
democratico e costituzionale di un Paese. Oggi, probabilmente, le poche
notizie che sembrano essere trapelate sulle osservazioni scientifiche
del Decimo Pianeta di cui parlano gli antichi Sumeri sembrano dovute più
all’azione individuale di pochi addetti ai lavori (in campo scientifico
o religioso o in entrambi in casi, e che operano come “schegge
impazzite” del sistema)
più che ad una reale volontà di divulgazione da parte delle autorità.
Vediamo in dettaglio le più significative in cui mi sono imbattuto.
1)
Nel 1987
H.S. Stuttman (Westport, Connecticut, USA.) pubblica un’enciclopedia
intitolata New Science and Invention Encyclopedia.
A pagina 2488, accanto ad un’illustrazione della sonda spaziale
Pioneer 10 della NASA (la prima sonda spaziale ad uscire dal Sistema
Solare per entrare nello spazio interstellare, proprio nel 1983 ci dice
la didascalia), c’è
un diagramma che mostra l’itinerario delle due
sonde Pioneer 10 ed 11. Ma contestualmente vengono
rappresentati anche due oggetti anomali: quello indicato come una stella
morta (“Dead Star”), posta a 50 miliardi di miglia, ed il Decimo Pianeta
(“Tenth planet”), a 4,7 miliardi di miglia, senza tuttavia specificare
di quale distanza si tratti (perielio o afelio o distanza attuale di
allora?). Se l’oggetto alla distanza di 50 miliardi di miglia potrebbe
proprio essere l’anomalo corpo celeste individuato dall’IRAS (una stella
nana bruna o Nibiru, il dio-pianeta adorato dagli antichi Sumeri?), che
cosa dire dei dati relativi al Decimo pianeta? Da dove saltano fuori? Si
tratta di una mistificazione? Di un errore? Di uno dei tanti oggetti
della Fascia di Kuiper (ma il primo ad essere scoperto risale però al
1992, cinque anni dopo)? Singolare che questa illustrazione evochi il
già citato film When Worlds Collide, in cui proprio una stella
compagna del Sole ed un misterioso pianeta erano alla base della trama.
2) Presso un
sito governativo dell’Australia deputato alla ricerca astronomica dei
corpi asteroidali e cometari in possibile rotta di collisione con la
Terra (i cosiddetti NEOs, Near Earth Objects) che
costituiscono una reale minaccia per l’umanità, c’è un’anomala
didascalia che illustra una delle diverse foto del
Learmonth Solar Observatory, sulla
costa occidentale australiana (http://www.ips.gov.au/IPSHosted/neo/des/overview.htm),
nato nel 1979 e gestito dai Governi australiano e statunitense. Il sito
parla del programma di “Difesa Planetaria” (per Planetary Defense
s’intende difesa planetaria da un bombardamento alieno, ma in senso
asteroidale e cometario, non da una minaccia aliena: “Not from an
alien aggressor” si specifica). Uno dei sottoprogrammi si chiama,
curiosamente,
Project Wormwood, che significa
“Progetto Assenzio”. Assenzio è proprio uno dei termini usati
nell’Apocalisse di San Giovanni e, cosa ancora più curiosa e sinistra,
il passo biblico in questione è incredibilmente citato accanto ad una
fotografia dell’osservatorio: "The third angel sounded his trumpet,
and a great star, blazing like a torch, fell from the sky on a third of
the rivers and on the springs of water - the name of the star is
Wormwood. Revelation 8:10-11. Ecco come lo stesso passo è stato
tradotto in una bibbia italiana: “Il
terzo angelo suonò la sua tromba: e dal cielo cadde una grande stella,
ardente come una fiamma, e cadde sulla terza parte dei fiumi e sulle
sorgenti delle acque. Il nome della stella è “Assenzio”.
Il passo è significativo perché Nibiru nel corso del suo attraversamento
nel Sistema Solare viene descritto nelle antiche tavolette d’argilla
proprio come una stella di colore rossastro e visibile inizialmente nei
cieli australi, anche secondo gli studi dello scomparso astronomo Robert
S. Harrington, cieli verso cui guarda proprio il Learmonth Solar
Observatory. Ancora più singolare è che il Project Wormwood sia
nato, secondo quanto è riportato on line sul sito, grazie alla
“generosa assistenza del U.S. SpaceWatch Project (un programma
di monitoraggio spaziale degli Stati Uniti), che seguì alla visita nel
2001 di due ufficiali dell’Ufficio dell’Aeronautica Americana preposto
alla ricerca scientifica: il dr. Clifford Rhoades ed il Maggiore (Dr.)
Paul Bellaire. Ma la cosa forse ancora più sconcertante è che nel
paragrafo dedicato alle attività dell’osservatorio si dice testualmente:
“Ci
concentreremo particolarmente su quelle aree del cielo con declinazione
Sud di -30°”. Sembra proprio il
valore di declinazione a cui fa riferimento l’orientalista russo Z.
Sitchin.
Che questo
strano accostamento di sacro e profano sia un segnale (tollerato
dall’ambiente dell’intelligence e dai vertici governativi perché
ambiguo e polisemico) di qualche tecnico o scienziato dell’osservatorio
australiano che, lacerato da dubbi analoghi a quelli di Antigone, vuole
comunicare in chiave cifrata avvertendo per quanto gli è consentito
fare? Non lo sappiamo con certezza, ma tutto il quadro da noi delineato
sembra proprio puntare verso questa ipotesi.
3) Esiste un
logo della NASA chiamato PDS (Planetary Data
System),
sconosciuto ai più ma in ogni caso ufficiale, che rappresenta
iconograficamente l’archivio dei dati astronomici osservativi, inclusi
quelli delle missioni spaziali. Si tratta di un globo azzurro circondato
da alcune sfere diversamente colorate, quasi che esse fossero satelliti
o pianeti attorno ad un corpo celeste privilegiato (la Terra?). Il logo
è stato segnalato dal chimico britannico Andy Lloyd il quale sostiene la
teoria secondo cui Nibiru è un pianeta che funge da traghetto spaziale
per i suoi abitanti (“ferry” lo chiama),
ed il quale orbiterebbe nell’usuale senso antiorario attorno ad una
stella compagna del Sole (Dark Star Theory), e pertanto nel
transitare nel Sistema Solare sembra che esso orbiti in senso retrogrado
rispetto a noi. Anche qui, nel contesto del logo della NASA, il colore
di una delle sfere attorno a quella azzurra è di un bel rosso vivo
(proprio il colore del Decimo Pianeta descritto dai Sumeri) e, cosa
ancora più significativa, essa presenta l’abbozzo di quella che sembra
essere una coda cometaria. Semplice coincidenza o un occulto segno
lasciato dall’Ente Spaziale Americano della conoscenza dell’imminente
arrivo di Nibiru?
Documenti Presidenziali: Executive Order 13112 del 3
Febbraio 1999, Federal Register/Vol. 64, No. 25/Monday,
February 8, 1999/Presidential Documents, pagine 6183-6185.
Vedi l’articolo
scientifico intitolato
The location
of Planet X,
Autori:
Harrington, R. S., Journal: Astronomical Journal
(ISSN 0004-6256), vol. 96, Oct. 1988, p. 1476-1478. E l’articolo
Search for planet X, Harrington, Robert S.,
Naval Observatory, Washington, DC. In NASA, Washington, Report
of Planetary Astronomy, 1991, p 53 (vedi N92-12792 03-89),
10/1991.
[
A questo proposito si consiglia la lettura del saggio La
struttura delle rivoluzioni scientiche, 1962, del fisico e
filosofo della scienza statunitense Thomas Kuhn.
Vedi in proposito il servizio-intervista a cura di Luca
Scantamburlo ed intitolato Secretum Omega, che contiene
un’esclusiva intervista al free-lance Cristoforo Barbato
(pubblicato sul nr. 62 di Ufo Notiziario, Aprile-Maggio
2006).
La Sacra Bibbia, pag. 1376, Edizioni Paoline, Pia Società
San Paolo, Roma, 1976
“We will concentrate particularly on those
areas of the sky with declinations south of -30 degrees”
Source:
www.ips.gov
Fonte: http://nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary/pdslogo.gif
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