Le noci
Un gustoso frutto
donataci dagli dei
Un
piacere che la tavola ci dà è la possibilità di gustare le meravigliose noci
italiane (meglio se sorrentine). Questi frutti sono un nettare per il nostro
palato ed hanno quanto di meglio ha potuto fare Dioniso che, affranto per la
morte della sua amante Caria, la trasformò in una noce per non separarsene
mai. La noce, ricca com’è di proteine, lipidi, zuccheri, vitamine e
minerali, è un alimento sufficientemente energetico, ed è anche un “cibo
benefico e benedetto”, soprattutto per gli abitanti di zone ricche di
boschi come l’incantevole penisola sorrentina.
Gli antichi romani per giocare usavano le noci, in alternativa alle biglie,
ed erano più giochi d’abilità che di fortuna. Nell’ opera: “Le noci”,
attribuita ad Ovidio, troviamo il Ludus castellarum; il gioco consisteva nel
formare un triangolo con tre noci ravvicinate e una in cima che bisognava
far cadere. Ma la fanciullezza svaniva e bisognava “relinquere nuces”
(lasciare le noci), lasciare l’infanzia.
Scrive Marziale: “Era triste lo scolaro perché aveva lasciato le noci”.
I romani riconoscevano a questo frutto non solo il potere propiziatorio di
amori felici, ma anche di favorire ottimi guadagni, considerandolo un
portafortuna da non far mancare sulle tavole delle feste ed in particolare
in occasione delle nozze. Gli sposi, per questo motivo, regalavano noci al
posto degli attuali confetti.
Non occorre andare molto indietro nel tempo perché fino al secolo scorso, in
molte regioni d’Italia, si usava piantare un noce per la nascita di una
bambina affinché, arrivata all’età da marito, poteva ricavarne del legno per
il letto nuziale, mentre i frutti, fino a quel momento, sarebbero serviti
per l’alimentazione della famiglia.
Io posso soltanto ricordare che i grassi che contengono le noci sono
insaturi, quindi buoni per la salute e validi per il colesterolo Contengono
ferro per l'anemia, magnesio e come spuntino sono una sana ricarica di
bontà… ovviamente non bisogna esagerare, bastano 3 noci al giorno e buon pro
vi faccia.
Autore: Tanogabo
tratto da http://www.ecoliberi.tk/