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Una donna inglese diventata Papa
 Una
donna inglese, mossa dalla voglia dell'essere monaco vestì abiti maschili e
prese il nome di Giovanni Angelico. Dopo la morte di papa Leone IV (luglio
855) fu eletta papa, prendendo il nome di Giovanni VIII.
Questo l'antefatto dal quale prese il via
la leggenda della Papessa Giovanna.
Oggi la storia viene rifiutata come una bufala folkloristica: a parte
il fatto che il periodo del presunto papato femminile coincide esattamente
con il papato di Benedetto III, la leggenda andrebbe probabilmente letta
come interpretazione simbolica dello strapotere delle vere padrone di Roma:
le corrotte patrizie romane Teodora e (soprattutto) la figlia Marozia,
amanti, madri e assassine di diversi papi. Marozia, per esempio, fu madre di
Papa Giovanni XI (931-935), il cui padre era Papa Sergio III (904-911).
Il secolo X fu un'era buia della storia del papato, e fu efficacemente
denominato periodo della pornocrazia romana.
E' curioso comunque
notare che, fino al XVII secolo, venne dato ampio credito alla leggenda,
soprattutto in ambiente protestante per evidenti motivi propagandistici, e
solo grazie al lavoro, pubblicato nel 1647 dal pastore protestante francese
David Blondel, la diceria fu definitivamente scartata come priva di
fondamento, la storia della Papessa Giovanna non era altro che una satira su
Giovanni XI. Secondo la leggenda la papessa era
sessualmente promiscua e rimase incinta da uno dei suoi amanti. Durante la
processione di Pasqua, nei pressi della Basilica di San Clemente, la folla
entusiasta si strinse attorno al cavallo che portava il pontefice. Il
cavallo reagì, quasi provocando un incidente. Il trauma dell'esperienza
portò "papa Giovanni" ad un travaglio prematuro.
Scopertone il segreto, la papessa Giovanna venne trascinata per i piedi da
un cavallo, attraverso le strade di Roma, e lapidata a morte dalla folla
inferocita. Venne sepolta nella strada dove la sua vera identità era stata
svelata, tra San Giovanni in Laterano e la Basilica di San Pietro.
Sempre secondo
la leggenda, a Giovanna successe papa Benedetto III, che regnò per breve
tempo, ma si assicurò che il suo predecessore venisse omesso dalle
registrazioni storiche.
Benedetto III si considera abbia regnato dall'855 al
7 aprile 858. Il nome papale che Giovanna assunse venne in seguito assunto
da un altro papa Giovanni VIII (pontefice dal 14 dicembre 872 al 16 dicembre
882). Parte essenziale della leggenda, è un rito ovviamente mai svoltosi, ma
fantasticato dal popolino irriverente, e ripreso con molto gusto da autori
protestanti del Cinquecento in chiave antiromana: si immaginò che ogni nuovo
papa venisse sottoposto a un accurato esame intimo per assicurarsi che non
fosse una donna (o un eunuco) travestita.
Questa verifica prevedrebbe il
sedersi su una sedia dotata di un foro. I diaconi più giovani presenti
tastano quindi sotto la sedia per assicurarsi che il nuovo papa sia maschio
Il
primo a pubblicare la leggenda fu il cronista domenicano Giovanni di Metz
negli anni 1240, ripreso dal collega Martino di Troppau pochi anni dopo.
Come per tutti gli altri miti in generale, esiste una parte di verità,
abbellita da uno strato di finzione.
Una sedia simile esiste; quando un papa
prendeva possesso della sua cattedrale, San Giovanni in Laterano a Roma, si
sedeva tradizionalmente su due sedie di porfido (la pietra degli imperatori,
assimilata alla porpora) , con la seduta aperta a ciambella.
Il motivo di
questi fori è oggetto di discussione, ma poiché entrambe le sedie sono più
vecchie di secoli della storia della papessa Giovanna, essendo di età
costantiniana, esse chiaramente non hanno niente a che fare con una verifica
del sesso del papa.
Si è ipotizzato che in origine fossero dei bidet romani
o degli sgabelli imperiali per il parto, che a causa della loro età e
origine imperiale, vennero usate dai papi intenti a mettere in evidenza le
loro pretese imperiali (come fecero anche con il loro titolo latino di Pontifex Maximus).
Il D'Onofrio spiega invece convincentemente che il rito
aveva carattere essenzialmente religioso: la sedia da parto simboleggia la
madre Chiesa che genera i suoi figli alla vita eterna. Una delle due sedie è
attualmente esposta nella sala chiamata Gabinetto delle Maschere, nei Musei
Vaticani.
Gli storici concordano, in generale, che la storia della Papessa Giovanna
sia una satira anti-papale ideata per collegarsi allo scontro del papato con
il Sacro Romano Impero, facendo leva su tre paure cattoliche medioevali:
l'inganno portato nel cuore stesso della Chiesa
Ciò che potrebbe aver preso avvio
come satira da presentare nei carnevali di tutta Europa, finì comunque per
essere una realtà accettata a tal punto che alla papessa Giovanna, fanno
riferimento personaggi come Guglielmo di Ockham. Ella compare anche in
alcuni elenchi di Papi, principalmente nel Duomo di Siena, dove la sua
immagine appare tra quella dei veri pontefici. La leggenda acquisì supporto
dalla confusione sugli ordinali dati ai papi di nome Giovanni; siccome
Giovanni è il nome di papa più usato, e alcuni Giovanni erano antipapi, ci
fu confusione su quali numeri appartenessero a quali veri papa Giovanni. A
causa di ciò l'elenco ufficiale del Vaticano non comprende un papa Giovanni
XX.
(Alcuni
storici dell'XI secolo credevano che fosse esistito un di nome Giovanni, tra
l'antiBonifacio VII e Giovanni XV; quindi, la serie di Papi da Giovanni XV a
Giovanni XIX, venne erroneamente numerata da XVI a XX. Questi Papi sono
stati rinumerati da XV a XIX, comunque, i Papi da Giovanni XXI a Giovanni
XXIII vennero numerati tenedo conto di questo errore. Quindi, Giovanni XX
non esiste, essendo stato saltato nella numerazione dei Papi, e poiché
questa è oggi fermamente stabilita, è improbabile che vengano fatti
tentativi di rettifica.
vedi
http://www.tanogabo.it/Religione/Cronologia_papi.htm)

Alcuni
suggeriscono che la carta della Papessa, nei Tarocchi, sia una
rappresentazione della Papessa Giovanna.

Un
film intitolato "La Papessa Giovanna" venne realizzato nel 1971/72, con Liv
Ullmann nel ruolo di Giovanna, e con la partecipazione di Olivia de
Havilland e Trevor Howard nel ruolo di Papa Leone
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