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Santa Chiara

Aveva appena dodici anni Chiara quando Francesco d'Assisi compì nella pubblica piazza il gesto di spogliarsi di tutti i vestiti per restituirli al padre Bernardone. Conquistata dall'esempio di San Francesco, la giovane Chiara, della nobile e ricca famiglia degli Offreducci, sette anni dopo lo raggiunse alla Porziuncola. Fondò l'Ordine femminile delle «povere recluse di San Damiano» (chiamate in seguito Clarisse) di cui fu nominata badessa e di cui Francesco dettò una prima Regola. Chiara scrisse poi la Regola definitiva chiedendo ed ottenendo da Gregorio IX il «privilegio della povertà». Per aver contemplato, in una Notte di Natale, sulle pareti della sua cella il presepe e i riti delle funzioni solenni che si svolgevano a Santa Maria degli Angeli, è stata scelta da Pio XII quale protettrice della televisione. Erede dello spirito francescano, si preoccupò di diffonderlo, distinguendosi per il culto verso il SS. Sacramento che salvò il loro convento dai Saraceni. (Avvenire)



Cattedrale di San Rufino

Chiara nasce da una nobile famiglia nel 1194, da Favarone di Offreduccio di Bernardino e da Ortolana. 
La madre, recatasi a pregare alla vigilia del parto nella Cattedrale di San Rufino, sentì una voce che le predisse:
"Oh, donna, non temere, perchè felicemente partorirai una chiara luce che illuminerà il mondo". 
La bambina fu chiamata Chiara e battezzata in quella stessa Chiesa.
Si può senza dubbio affermare che una parte predominante della educazione di questa fanciulla è dovuta proprio alla Cattedrale di San Rufino, la sua Chiesa, dove poco distante sorgeva la casa paterna. L'ambiente familiare di Chiara era pervaso da una grande spiritualità. La madre educò con ogni cura le sue figlie e fu tra quelle dame che ebbero la grande fortuna di raggiungere la Terra Santa al seguito dei crociati.

L'esperienza della completa rinuncia e delle predicazioni di San Francesco, la fama delle doti che aveva Chiara per i suoi concittadini, fecero sì che queste due grandi personalità s'intendessero perfettamente sul modo di fuggire dal mondo comune e donarsi completamente alla vita contemplativa.
La notte dopo la Domenica delle Palme (18 marzo 1212) accompagnata da Pacifica di Guelfuccio (prima suora dell'ordine), la giovane si recò di nascosto alla Porziuncola, dove era attesa da Francesco e dai suoi frati.
Qui il Santo la vestì del saio francescano, le tagliò i capelli consacrandola alla penitenza e la condusse presso le suore benedettine di S. Paolo a Bastia Umbra, dove il padre inutilmente tentò di persuaderla a far ritorno a casa.


Chiesina di San Damiano

Consigliata da Francesco si rifugiò allora nella Chiesina di San Damiano che divenne la Casa Madre di tutte le sue consorelle chiamate dapprima "Povere Dame recluse di San Damiano" e, dopo la morte della Santa, Clarisse.
Qui visse per quarantadue anni, quasi sempre malata, iniziando alla vita religiosa molte sue amiche e parenti compresa la madre Ortolana e le sorelle Agnese e Beatrice.
Nel 1215 Francesco la nominò badessa e formò una prima regola dell'Ordine che doveva espandersi per tutta Europa. La grande personalità di Chiara non passò inosservata agli alti prelati, tanto che il Cardinale Ugolino (legato pontificio) formulò la prima regola per i successivi monasteri e più tardi le venne concesso il privilegio della povertà con il quale Chiara rinunciava ad ogni tipo di possedimento.

La grande personalità di Chiara non passò inosservata agli alti prelati, tanto che il Cardinale Ugolino (legato pontificio) formulò la prima regola per i successivi monasteri e più tardi le venne concesso il privilegio della povertà con il quale Chiara rinunciava ad ogni tipo di possedimento.
Nel 1243 durante un'incursione di milizie saracene nel Monastero di San Damiano, Chiara scacciò con un atto di coraggio la soldatesca.

La fermezza di carattere, la dolcezza del suo animo, il modo di governare la sua comunità con la massima carità e avvedutezza, le procurarono la stima dei Papi che vollero persino recarsi a visitarla.
La morte di San Francesco e le notizie che vari monasteri accettavano possessi e rendite amareggiarono e allarmarono la Santa che sempre più malata volle salvare fino all'ultimo la povertà per il suo convento componendo una Regola (simile a quella dei Frati Minori) approvata poi dal Cardinale Rainaldo (futuro papa Alessandro IV) nel 1252 e alla vigilia della sua morte da Innocenzo IV, recatosi a S. Damiano per portarle la benedizione e consegnarle la bolla papale che confermava la su a regola; il giorno dopo (11 agosto 1253) Chiara muore, officiata dal Papa che volle cantare per lei non l'ufficio dei morti, ma quello festivo delle vergini.

Il suo corpo venne sepolto a San Giorgio in attesa di innalzare la chiesa che porta il suo nome.
Nonostante l'intenzione di Innocenzo IV fosse quella di canonizzarla subito dopo la morte, si giunse alla bolla di canonizzazione nell'autunno del 1255, dopo averne seguito tutte le formalità, per mezzo di Alessandro IV.


Basilica di Santa Chiara


Basilica di Santa Chiara
 

Quando viveva Francesco, nella zona dove è l’attuale Basilica di Santa Chiara (area esterna, allora, alle mura di Assisi), sorgeva la chiesa di San Giorgio, ora incorporata nella Basilica stessa.
E’ in San Giorgio che San Francesco, fanciullo, aveva imparato a leggere e a scrivere; è in San Giorgio che le sue spoglie riposarono dal 1226 al 1230; è in San Giorgio che Gregorio IX lo canonizzò nel 1228. Sempre in San Giorgio fu seppellito il corpo di Santa Chiara, che vi restò sino a quando non fu ultimata l’odierna Basilica. Della primitiva chiesa resta, probabilmente, solo una parte del muro sud delle cappelle laterali.
Dopo la canonizzazione di Chiara (1255), assieme al monastero per le clarisse, fu eretta, quindi, la Basilica a lei dedicata (1257-1265).
Nel tempio gotico è custodito il “Crocifisso”, che parlò a Francesco presso la chiesetta di San Damiano. Nella Basilica sono sepolte: Santa Chiara, Santa Agnese, la beata Beatrice e la loro madre Ortolana. Esse furono tutte monache nel monastero di San Damiano. Nel Tempio sono conservate opere pregevolissime su tavola, affreschi di notevole importanza e splendore, come pure alcune reliquie dei Santi Francesco e Chiara.

 

  
Basilica di Santa Chiara: corpo della Santa
(a sinistra: foto anni ’70, a destra: foto attuale)

 


Capelli di Santa Chiara

Camicie confezionato da Santa Chiara

Il cilicio e la tonaca di Santa Chiara

Indumenti dei Santi Francesco e Chiara

Varie reliquie di Santa Chiara

Saio e mantello di Santa Chiara