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Salāh al-Dīn (Saladino):
l’eroe dell’Islam.
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Salah
al-Din Yusuf ibn Ayyub sultano di Egitto (1171-1193) e Siria (1174-1193), Il
Saladino nacque a Balbeek, in Libano, nel 1138, da Ayyub, il governatore di
origine curda della città Il vero nome del Saladino era al-Malik an-Nasir
Salah ad-Din Yusuf ibn Ayyub, “il Vittorioso Sovrano, Integrità della Fede,
Yusuf figlio di Ayyub”.
Per
noi occidentali è conosciuto come Saladino, Salah ad-Din, “Integrità della
Fede”, ma per la cerchia di persone a lui più vicine era semplicemente Yusuf
ibn Ayyub, ricevette un rigoroso insegnamento religioso in una scuola di
sufi, (ordine mistico dell’islam).
Primo
di sei fratelli, fu poi indirizzato alla carriera amministrativa e militare.
In gioventù fu messo a servizio del sultano Nur ad-Din, il quale lo
compensò facendone il suo amministratore di fiducia.
Nel
1156 assunse la carica di rappresentante del governatore militare di
Damasco.
Fisicamente non era particolarmente prestante. Corporatura longilinea,
statura nella media, pelle olivastra e occhi scuri, la barba tagliata corta,
come in uso tra i curdi.
Era appassionato di caccia al falcone e del gioco
degli scacchi, ma fu la sua spiccata religiosità e la formazione mistica
ricevuta a beek a segnarne il carattere in modo indelebile,divenne il
fondatore della dinastia degli Ayyubidi.
Il
Saladino fu personaggio di prima grandezza sulla scena della Storia
medievale, e per gli occidentali, senza dubbio il suo nome è tra i più
celebri dell’Islàm classico. |
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Sbaragliò i cavalieri crociati nella battaglia di Hittîn, senza abbandonarsi
ai massacri,cosa che impressionò i cristiani suoi avversari, perdonò i suoi
nemici, ma fu spietato con gli arroganti, i fanatici e chi tradiva. Saladino
fu nella sua aura tradizionale un grande condottiero clemente, generoso e
lungimirante,Intorno a Lui si svolgono alcune delle vicende più importanti
del confronto in Terrasanta tra Occidente e Islam, comprese le gesta di
Riccardo Cuor di Leone, dei templari. Tra la
II crociata e la III crociata riuscì a riprendere il controllo di Damasco
(1174), di Aleppo (1183) e di Mossul (1186). Attaccò quindi il Regno di
Gerusalemme e, grazie alla insipiente smania aggressiva del Reggente del
regno Guido di Lusignano, di Rinaldo di Chatillon, di Honfroi II di Toron e
del nuovo Patriarca Eraclio, arcivescovo di Cesarea , che erano riusciti a
vanificare la linea strategica del defunto re di Gerusalemme, Baldovino IV,
orientata a un accordo con le forze musulmane dell’area, Saladino colse una
schiacciante vittoria il 4 luglio 1187 ai Corni di Hattīn, che gli aprì la
strada per la riconquista di Gerusalemme, realizzata il 2 ottobre 1187.
La
Città Santa non fu sottoposta agli eccidi che avevano invece caratterizzato
la conquista turca nel 1077 e quella cristiana nel 1099, tuttavia circa
16000 cristiani abitanti di Gerusalemme furono trattenuti da Saladino e
venduti come schiavi.
Sotto
il suo potere caddero poi altre città cristiane di Outremer, come Giaffa,
Beirut e San Giovanni d’Acri, quest’ultimo diventato il principale centro di
resistenza in grado di contrastare l’avanzata musulmana ancora per circa 90
anni.
Sconfitto da Riccardo Cuor di Leone ad Arsuf ebbe col sovrano plantageneto
rapporti di stima ma il re d’Inghilterra non rimase in Terra Santa
abbastanza a lungo per mettere a frutto le sue indubbie qualità guerriere.
Saladino governò con energia ed efficienza l’Egitto, la Siria e lo Yemen,
tenendo sotto il proprio controllo anche le due principali città sante
dell’Islam, Mecca e Medina.
Saladino morì nel marzo 1193, due anni appena dopo la partenza del suo
grande antagonista, il re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone. A ereditare
i suoi possedimenti non furono tuttavia ovunque i suoi figli perché, se al
Cairo, a Damasco e ad Aleppo regnarono rispettivamente al-Azīz-Uthmān,
Al-Afdal Alī, e Al-Zāhir Ghāzī, la Jazīra fu governata invece dal fratello
al-Malik al-Ādil Sayf al-Dīn, i territori al di qua del fiume Giordano dal
nipote al-Muazzam Īsà
L’ottima fama presto conquistatasi in Occidente è ben sottolineata da Dante
che definì Saladino “grande spirito non toccato da Dio”, collocando l’ombra
del sultano nel Limbo, accanto agli eroi e agli antichi saggi che non
avevano potuto usufruire della Salvezza predicata da Gesù Cristo, figura per
altro citata nel Corano come Profeta.
L’incontro tra Francesco e il Saladino
Nel
1209 un uomo, San Francesco, che viveva i profondi sconvolgimenti che
stavano rivoluzionando l’occidente cristiano e che ne era protagonista, ebbe
piena coscienza di ciò e, trasgredendo leggi e consuetudini secolari, volle
raggiungere in oriente il principale interlocutore islamico, il Saladino. Ottenne rispetto e ospitalità. Dal loro dialogo scaturì un messaggio, che
purtroppo la storia successiva ci indica come sia rimasto inascoltato,
disatteso, dimenticato. Solo nella terra di Palestina rimase l’eco delle voci di Francesco e del
Saladino, continuando ad agire sui cuori degli uomini, cristiani ed
islamici. Si spiega così, già nel XIV secolo, la creazione della Custodia di
Terrasanta, esempio quasi miracoloso di serena convivenza, di comprensione
reciproca, di dialogo, spesso di solidarietà nelle difficoltà. Collocata
accanto ai Luoghi Santi delle tre religioni, dove più sensibile avrebbe
dovuto essere invece il contrasto.
fonte

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