 |
La stella
di Natale
Il primo racconto della
Stella di Betlemme si trova nel Vangelo
di San Matteo, scritto attorno al 50 d.C.:
"Nato Gesù in Betlemme di Giuda, al tempo di re
Erode, alcuni Magi, venuti da Oriente,
giunsero in Gerusalemme e chiesero "Dove è il
nato re dei Giudei? Perché noi abbiam veduto
la sua stella in Oriente e siam venuti per
adorarlo…Allora Erode, fatti venire segretamente i Magi, si fece precisare da
loro con ogni diligenza il tempo in cui la
stella era loro apparsa …… I magi, udito il re,
se ne partirono. Ed ecco la stella che avevano
visto in Oriente andar loro innanzi, finché,
giunta sopra il luogo dove era il bambino, si
fermò." (Matteo
2:1-12)
A una
prima lettura il racconto sembra scarno.
Leggendolo più attentamente possiamo però
trovarvi molti indizi. Anzitutto si parla di"alcuni
Magi" che vennero dall'Oriente per adorare
il Re dei Giudei:
Chi erano questi Magi? Da dove
provenivano e quando cominciarono il loro viaggio?
Il racconto del
Vangelo di S. Matteo sembra far riferimento a persone
di un rango superiore, come dimostrano i doni che portano.
Potevano quindi essere dei re o, più
probabilmente, dei sacerdoti: questi ultimi possedevano
infatti una buona conoscenza delle "cose del cielo”, la
stessa che, secondo il racconto di S. Matteo, dovevano avere
i Magi per essere in grado di riconoscere e seguire la
Stella, sfuggita invece all'attenzione di Erode.

Da dove venivano?
Sempre secondo Matteo, essi venivano
dall’oriente. Probabilmente la regione era la Media o l'Assiria:
in entrambi i casi, la distanza che li separava da
Betlemme era di almeno 900 chilometri.
Quanto tempo impiegarono?
Non lo possiamo stabilire
con certezza, tuttavia sappiamo che un
cammello carico può percorrere da 130 a 160
km. in 24 ore.
Se la distanza
che li separava da Betlemme era, come detto,
di almeno 900 Km. concludiamo che il
viaggio, nel migliore dei casi, potrebbe
essere durato poco meno di un mese! Quindi
la Stella che videro e seguirono fu un
evento che durò almeno qualche settimana.
Quando?
In
questo caso S. Matteo non ci è molto di
aiuto. Fortunatamente il Vangelo di Luca
ricorda che:
“In quel tempo [della
Nascita] fu emanato un editto da Cesare
Augusto per il censimento di tutto
l’Impero.”
Questo indizio è fondamentale: infatti
alcuni anni fa, ad Ankara, è stata
trovata una copia del decreto di quel
censimento, che fu ordinato nell’8 a.C..
Considerati i tempi di
preparazione, potrebbe essersi svolto in Giudea tra il 7 e
il 6 a.C.
Inoltre sappiamo che Erode
morì poco tempo dopo la visita dei Magi e dopo un’eclisse di
Luna. In effetti un'eclisse di Luna visibile in quei luoghi
avvenne il 13 marzo del 4 a.C. L’evento della Nascita, e quindi l'apparizione della Stella,
si restringe di conseguenza ad una data compresa tra il
censimento dell' 8 a.C. e la morte di Erode il Grande
avvenuta il 4 a.C.
Abbiamo così raccolto i
primi importanti indizi, ma il Vangelo di Matteo ha ancora
qualcosa da dirci...
Continuando a leggere il racconto del
viaggio dei Magi scritto nel Vangelo di S. Matteo possiamo
dedurre ulteriori e importanti informazioni. Una volta
giunti da Erode succede infatti qualcosa di curioso: "Allora Erode, fatti venire segretamente i Magi, si fece
precisare da loro con ogni diligenza il tempo in cui la
stella era loro apparsa"
Se Erode deve chiamare in segreto i Magi
e farsi spiegare da loro cosa hanno visto in cielo, la
Stella di Betlemme non doveva essere un fenomeno
particolarmente evidente. Così, pur sotto gli occhi di
tutti, aveva un significato solo per quei sapienti che gli
attribuivano qualche particolare interpretazione.
 C'è
infine un'ultima chiara indicazione presente
nel Vangelo di S. Matteo che lascia pochi
dubbi. Il racconto di Matteo era stato
redatto in aramaico intorno al 50 d.C., ma
l’originale venne perso durante la guerra
del 70 d.C. Ci è però pervenuta la sua
redazione in greco, scritta da ignoti e
ritenuta di poco posteriore al testo
originale. È comunque considerato il primo
Vangelo. Ebbene,
nel testo greco, per indicare la Stella di
Betlemme viene utilizzata la parola "astron".
Tale termine significa stella o fenomeno del
cielo stellato ma non cometa. Secondo la
cultura dell'epoca infatti le
comete erano considerate
fenomeni metorologici, e non
fenomeni del cielo stellato. La
prima testimonianza scritta ci
racconta quindi di una stella,
non di una cometa. Allora perché
al giorno d'oggi si parla sempre
della Cometa di Natale?
I primi
cristiani nelle loro
rappresentazioni disegnavano una
stella come diceva Matteo o una
cometa come facciamo noi oggi?
Se il Vangelo
di San Matteo è la prima
testimonianza scritta della
Stella di Natale, il primo
disegno conosciuto risale al III
secolo d.C. e si trova in un
affresco nelle catacombe di
Santa Priscilla.
La cosa non deve sorprendere:
infatti dal tempo dei primi
cristiani e fino al 1300, nei
mosaici e nei dipinti troviamo
sempre una normale stella, un
"astron", proprio come dice
Matteo.
Ma allora, quando e perché si
cominciò a dipingere una cometa?

Sembra che la responsabilità sia di
Giotto.
Il grande pittore, forse per primo,
raffigurò la Stella di Betlemme come
cometa nel 1303 affrescando la
stupenda Cappella degli Scrovegni a
Padova.
Perché?
Probabilmente Giotto rimase
impressionato dal passaggio della
cometa di Halley, avvenuto proprio
in quegli anni, al punto da
raffigurarla come Stella dei Magi.
La sua rappresentazione avrebbe pian
piano influenzato i pittori
successivi ma l'immagine della
Stella continuò per almeno un'altro
secolo a resistere a quella della
più appariscente Cometa
Dopo la sua prima comparsa nella
Cappella degli Scrovegni,
l'immagine della cometa fa
inizialmente fatica ad
affermarsi. Lo dimostrano,
sempre a Padova, due affreschi
realizzati solo pochi decenni
dopo la Natività di Giotto.
Il primo è la Natività del
Battistero dipinta da Giusto de'
Menabuoi nel 1370 all'interno
del Duomo di Padova Il secondo si trova nella
Cappella di S. Michele e venne
realizzato nel 1390. Pur dipinti pochi decenni dopo
quella di Giotto, in queste
Natività troviamo ancora una
stella.
Solo
nel secolo successivo cominceranno a
diffondersi immagini, quadri e altre
rappresentazioni con la cometa che, da
allora, sarebbe divenuta uno dei simboli
del Natale.
A
questo punto non possiamo che ritornare
alla domanda che ha dato inizio a questo
viaggio attraverso i secoli: cosa videro
realmente i Magi?
L'ipotesi che la
Stella di Betlemme fosse una cometa si è
rivelata poco attendibile, anche se in
quel periodo apparvero in effetti delle
comete.
Dalle antiche
cronache sappiamo che in Medio Oriente
ne fu osservata una tra il 12 e l’11
a.C. (si trattava della Halley) così
come un'altra fece la sua comparsa tra
il 5 e il 4 a.C. Tuttavia S. Matteo parla di "astron" e
prima di Giotto la Stella veniva
rappresentata come stella. Bisogna
inoltre considerare che una cometa
abbastanza evidente da essere visibile
per diverse settimane (il tempo
necessario ai Magi per raggiungere
Betlemme) sarebbe stato un fenomeno
visibile a tutti e carico di significato
anche per Erode e i suoi sacerdoti e non
solo per pochi sapienti.Ma allora cosa
potevano aver visto? Forse...una
meteora? Le meteore sono piccoli frammenti
rocciosi della dimensione del millimetro
fino a qualche centimetro che, entrando
nell' atmosfera, vaporizzano per
l'attrito con l'aria in pochi
secondi. Tali fenomeni sono a volte
appariscenti, ma comunque di brevissima
durata, mentre la Stella di Natale è
rimasta visibile per molte notti.
Si potrebbe eventualmente pensare a uno
sciame meteorico durato diversi giorni.
Ma, come nel caso di una cometa, un
simile evento sarebbe stato visto da
tutti e non solo dai Magi.
Fermo restando che sia stato un fenomeno
del cielo della durata di almeno qualche
giorno, potrebbe forse essersi trattato
di un'aurora? Le aurore sono dovute a determinate
particelle emesse dal Sole che
interagiscono con il campo magnetico
terrestre a qualche decina di chilometri
dal suolo. Il fenomeno, che pure è persistente e
può scomparire e riapparire, avviene
nelle regioni polari e non a basse
latitudini come quelle della Palestina.
Se anche, in via straordinaria, ne fosse
stata vista una, sarebbe sorta a Nord, e
non ad Oriente come dicono le scritture.
Inoltre sarebbe stata chiaramente
visibile a tutti. Escluse quindi queste ipotesi, la Stella
di Natale potrebbe essere stata
effettivamente una nuova stella comparsa
in cielo?
Fu allora una nuova
stella comparsa in cielo? Dopo quanto abbiamo letto, tutto
sembrerebbe condurre verso l'apparizione
improvvisa sulla volta celeste di una
nuova stella, la cui comparsa sarebbe
stata evidente a chi conosceva bene il
Cielo. Potrebbe allora essersi trattato
di una Nova o una Supernova? Effettivamente le cronache cinesi "delle
ventiquattro Storie" ci parlano di una
supernova apparsa nel 5 a.C. Si tratta
di stelle massicce che, giunte a una
certa fase della loro vita, esplodono
scagliando i loro strati gassosi più
esterni nello spazio circostante. Esplodendo aumentano notevolmente
la loro luminosità e così, se prima non
erano visibili da terra, possono ora
diventarlo improvvisamente. Per questo
gli antichi le chiamavano "stelle
nuove". Tuttavia una nova o una supernova si
muovono in cielo insieme a tutte le
altre stelle, quindi non cambiano di
posizione rispetto alle altre! Le
scritture invece dicono chiaramente che: "la stella, che avevano visto nel suo
sorgere, li precedeva, finché giunse e
si fermò sopra il luogo dove si trovava
il bambino" Ma allora, esclusa anche questa
ipotesi, quale possibilità rimane? Cosa ci rimane? Arrivati a questo punto, abbiamo già
scartato molti possibili candidati. Ne
rimane però ancora uno da esaminare: Una
congiunzione planetaria
I cinque pianeti
visibili ad occhio nudo (vale a dire
Mercurio, Venere, Marte, Giove e
Saturno) sembrano muoversi sulla volta
celeste in modo indipendente rispetto
alle stelle. Può capitare che nel loro
movimento apparente due o più pianeti
sembrino avvicinarsi tra loro sino quasi
a "toccarsi", come mostra la figura di
sopra. In realtà si tratta solo di
un'apparenza. I pianeti sono infatti
distanti tra loro milioni di chilometri.
Siamo noi che, osservandoli da terra e
vedendoli proiettati sullo sfondo della
volta celeste, abbiamo l'impressione che
questi possano avvicinarsi sino a
sfiorarsi. E' capitato qualcosa di simile circa
2000 anni fa? La risposta ci viene da un antico
documento Babilonese, l'almanacco di
Sippar, nel quale è registrata una
congiunzione tra tre pianeti che sarebbe
iniziata nell’8 a.C. e terminata nel 6
a.C.
Che sia la strada
giusta? Per saperlo, proviamo a ricostruire il
movimenti dei tre pianeti La congiunzione passo per passo. Alla
fine dell’8 a.C. Giove e Saturno hanno
iniziato ad avvicinarsi sulla volta
celeste. Un tale fenomeno poteva essere
sicuramente previsto con le conoscenze
astronomiche dell’epoca. All’inizio del
7 a.C. i due pianeti erano visibili nel
cielo ad oriente subito dopo il tramonto
del Sole: apparivano brillanti e vicini
tra loro. Durante l'estate di quell'anno Giove e
Saturno erano ancora più vicini
rimanendo visibili tutta la notte. Alla
fine del 7 a.C. ai due pianeti sembrò
avvicinarsene un terzo: Marte. Tutti e tre rimasero vicini fino alla
primavera del 6 a.C., quando si
allontanarono dando fine alla
congiunzione. L'evento, che capita ogni
805 anni, avvenne sulla volta celeste
avendo come sfondo la costellazione dei
Pesci. Quale significato poteva essergli
attribuito dai sapienti dell'epoca?
Un
simile evento era in effetti sotto gli
occhi di tutti ma … poteva avere qualche preciso significato
solo per dei "Magi", ovvero
astronomi-astrologi in grado di
riconoscere in cielo simboli precisi.
Giove era il simbolo della
"regalità" e della "divinità".
Saturno era il simbolo della
"giustizia". La parte centrale
della costellazione dei Pesci
era il simbolo della "casa di
Davide" e quindi di Israele
La
congiunzione era inoltre
inizialmente visibile ad
oriente, dove
sorge il Sole e quindi dove ogni
giorno sembra "nascere" la luce.
L'avvenimento poteva allora
essere interpretato come:
Un nuovo Re di
giustizia sta nascendo in
Israele
Proprio ciò che i
re Magi avevano dedotto
osservando il cielo.
Questa
congiunzione potrebbe quindi
essere la nostra Stella?
Nel 7 a.C. ha inizio
la congiunzione.
Subito dopo averla osservata i Magi
partono alla volta di Betlemme. Per
loro infatti il fenomeno ha una
interpretazione ben precisa: sta
nascendo il nuovo re di Israele. La congiunzione prosegue nei mesi
successivi, rimanendo visibile in
cielo anche durante il tempo
impiegato dai Magi per giungere a
Betlemme, presumibilmente
nell'autunno del 7 a.C.
In
quel periodo i tre pianeti, cioè
l’"aster" di Matteo, erano ormai
molto alti in cielo e nel momento di
migliore visibilità. Apparivano
quasi immobili e brillanti su
Betlemme proprio nell’autunno del 7
a.C. ! Il fenomeno venne probabilmente
visto anche dai sacerdoti di Erode,
ma la loro interpretazione era
diversa da quella dei Magi. Ciò
giustificherebbe il fatto che Erode
deve chiamare i Magi e farsi
spiegare da loro cosa hanno visto
nel cielo. Tra tutte le ipotesi possibili,
quella della congiunzione planetaria
è dunque la più probabile, sempre
ammettendo che si sia trattato di un
fenomeno celeste reale!
Solo un dubbio
rimane ancora in sospeso: che fine
ha fatto la nostra cara vecchia
Cometa di Natale? Niente
paura! E' sempre tra noi. Già perchè, nonostante tutto, la Cometa
di Natale continua e continuerà ad
essere una dolce tradizione
Presente sui nostri alberi, nei
libri e nelle cartoline la Cometa è
oggi il simbolo che augura a
tutti... buon Natale
fonti: ricerche web
e
www.pd.astro.it |
 |