Mitologia cinese

Considerando la vastità ed eterogeneità del paese e le diverse religioni, la Cina presenta un Pantheon piuttosto ampio della mitologia cinese. Essa è ricca di figure rappresentative, tutte riconducibili a diverse aree della nazione e alle sue etnie. Come in tutte le civiltà del mondo, anche la mitologia cinese è formata da un misto di folklore, storia, religione e ambiente geografico: un lungo cammino che ha plasmato l'attuale mondo dei miti e delle leggende in Cina.

Si suole dare inizio alla mitologia cinese nel XII secolo a.C. periodo dal quale si è tramandata una ricca tradizione orale durata millenni. La tradizione scritta inizia successivamente, è il caso per esempio del libro di Shan Hai Jing (libro dei Monti e dei Mari), una delle più note raccolte di mitologia oltre che un resoconto geografico, storico, medico e culturale della Cina prima dell'avvento della dinastia Qin. Ad esso, si aggiungono altre raccolte di carattere mitologico, dalle quali derivano molti dei miti e   delle leggende cinesi: il Libro delle Odi (tra il XII e il VII secolo a.C), il libro intitolato Questioni celesti,  il Heu'an Zhuan (raccolta di epiche e leggende dell'etnia Han della regione montagnosa di Hubei) e i libri di carattere filosofico, tra cui quelli di Zhuangzi o di Lie zi, due dei più grandi filosofi riconducibili al taoismo.

Un altro libro di sicuro interesse storico e mitologico è il Fengshen Yanyi (La creazione degli Dei e noto anche con il nome di Fengshen Bang), una delle maggiori raccolte letterarie di novelle scritte durante la dinastia Ming (1368-1644) sulla fondazione della dinastia Zhou. Nonostante il carattere prevalentemente storico-narrativo, vengono inclusi tra le raccolte mitologiche anche grandi opere come Viaggio in Occidente (di scrittore anonimo), un classico della letteratura cinese di fine XVI secolo (narra le avventure di un monaco buddista e del suo "scimmiotto" durante un viaggio in India) e La leggenda del Serpente bianco, di antica tradizione orale (incominciò ad essere scritta durante la dinastia Ming).

Gran parte della mitologia cinese è costruita in particolare intorno al culto degli antenati. Spiriti e fantasmi che irrimediabilmente fanno parte della vita dei vivi, anche in modo poco simpatico. I temi sono pertanto quelli della vita e della morte, della creazione del mondo, del continuo intrecciarsi dei rapporti tra cosmo (sole, luna, stelle), fenomeni naturali, corpo e mente. Da qui deriva tutta una serie di personaggi fantastici, creature mostruose ed eroi straordinari. La creazione di miti nella letteratura cinese appare tuttavia solo dopo lo sviluppo delle filosofie del confucianesimo, del taoismo e altre.

I miti della creazione si rifanno al principio Yang (materia leggera) che formò il cielo e al principio Yin (materia pesante) che andò a formare la terra. Prima di allora nulla esisteva, solo il caos. Dall'uovo cosmico, ebbero origine yin e yang e da essi tutto seguì: le stelle, il sole e la luna, le stagioni, gli elementi e le creature. Tra queste, troviamo Pan gu, definito come il primo essere umano nato sulla terra, nonché il creatore di tutta la mitologia cinese e colui che, separando i principi yin e yang, ottenne il perfetto equilibrio per la creazione del mondo. Agli stessi miti della creazione appartiene anche la dea Nugua (metà umano e metà serpente) a cui si deve la creazione di tutti gli altri esseri viventi. Ai miti cosmogonici appartengono personaggi come la tessitrice Zhi NuNiu Lang (il guardiano della Via Lattea), la dea bambina Na Zha. La filosofia taoista, è incentrata a sua volta su tre divinità di massimo riguardo, I tre puri (la trinità taoista): Yùqīng, Shàngqīng, Tàiqīng, pura testimonianza del Qi, l'energia primordiale.

Tra i miti dinastici, e cioè i miti regnanti fondatori dell'impero, troviamo i San Huang Wu Di (tre Augusti e i cinque imperatori), una serie di leggendari sovrani che governarono la Cina intorno al secondo millennio a.C. Essi furono i tre Augusti Fu Xi (a cui pare si deve la creazione degli otto trigrammi del I Ching), Shen Nong (inventore dell'aratro), Huang Di (il noto imperatore giallo considerato il vero fondatore della civiltà Cina) e cinque imperatori Shaohao, Zhuanxu, Ju, Yao e Shun. Tra i miti dinastici troviamo anche l'imperatore di Giada, il puro fondatore del paradiso e legato alla filosofia taoista.

Nella mitologia cinese, infine, trovano posto particolare i miti animali: il drago, la fenice (Fenghuang), la tartaruga e l'unicorno. Il drago cinese è sicuramente il più conosciuto e lo troviamo in molte leggende cinesi; cavalcato da eroi e da dei è legato essenzialmente alla simbologia reale. Considerato come il mito di maggiore potere, è capace di controllare le acque (il dio della pioggia Yinglong è infatti rappresentato da un drago). Diverse sono comunque le divinità rappresentate da un drago, tra le tante: Fucanglong (drago dei tesori),  Tianlong (drago dei cieli), Chi (il diavolo della montagna), Longma (drago cavallo).


Miti propriamente cinesi

Nell’Estremo Oriente e in Oceania, esisteva un dualismo cosmologico che metteva in opposizione due principi: da una parte la luce, il Sole e il fuoco, dall’altra il buio, la Luna e l’acqua.
Il primo principio era generalmente rappresentato da un uccello. In Cina era un corvo. L’Uccello Anale è un concetto emerso sotto la dinastia Shang, la prima attestata dall’archeologia. Il secondo principio era raffigurato da un serpente o un animale acquatico. La madre di Shun, uno dei sovrani mitici della Cina, era del clan del Serpente, il padre del clan dell’Uccello. Shun era dunque nato dall’unione dei due principi. Questo mito illustra il Totemismo dell’antica società cinese, secondo cui ogni clan aveva un animale ancestrale.


Xie era l’ancestrale degli Shang e sua madre si chiamava Jiandi. Un giorno, mentre ella si lavava in un lago sulla Collina Oscura, un uccello nero passò con un uovo multicolore nel becco. Lo lasciò cadere, Jiandi lo prese e se lo mise in bocca, facendo nascere Xie. Si tratta di un’unione particolare di principi cosmici, in cui da una parte c’è l’acqua del lago, dall’altra l’Uccello.


Il Sole risiede su un albero, chiamato Fusang o Kongsang. Si alza regolarmente da quest’albero, di mattina, per posarsi su un altro albero, a Ovest. In origine c’erano dieci soli. Un giorno sollevandosi tutti insieme, portarono agli uomini un calore intollerabile. Yao, ne abbatté nove con le sue frecce. Nella maggior parte dei testi è invece Yi l’arciere che abbatte i soli, su richiesta di Yao. Questo mito è la prova della correlazione tra la mitologia cinese e quelle indo-europee, il mito è infatti presente anche nella mitologia siberiana e in quella amerinda.



Miti di origine indo-europea

La creazione del mondo

La creazione del mondo fu dovuta alla fine del gigante Pangu. Il suo soffio divenne vento e nuvole, il suo occhio destro il Sole, il suo occhio sinistro la Luna, i suoi quattro arti i quattro angoli del mondo, il suo sangue e il suo sudore il Fiume Giallo e il Fiume Azzurro, ecc. Pangu è di tutta evidenza correlato al gigante Ymir della mitologia norrena o a Purusha della mitologia indiana. Il mito è giunto in Cina tardivamente dal Tibet, già in contatto con la civiltà tokhariana.


Il cielo

Ci sono differenti concezioni del cielo, e certe analogie con la civiltà dei Serbi: ci sono nove cieli, separati da porte sorvegliate da tigri e pantere e da uno dei guardiani di Shangdi. La concezione serba del cielo è conosciuta in forma cristianizzata: Dio ha chiuso ognuna delle sette porte del cielo e vi ha posizionato come guardiano un angelo.
 

I Tre Augusti

All’inizio della loro storia, i Cinesi, posizionano i Tre Augusti (Sanhuangwudi): Fuxi, Nüwa e Shennong. Fuxi è oggi chiamato Taihao. Le leggende vogliono che abbia insegnato la pesca e l’allevamento agli uomini. Aveva un ruolo di mediatore tra gli uomini e gli esseri divini. Sua sorella e sposa era Nüwa, una dea della fecondità: presiedeva ai matrimoni, come Fuxi, e alla nascita dei bambini. Shennong era invece un dio dell’agricoltura che aveva importanza anche nel commercio. Gli si attribuisce anche la scoperta delle piante medicinali. Le più belle raffigurazioni di Fuxi e Nüwa sono collocate nelle tombe della regione Tourfan, nell’Est della Cina. Sono datate dal IV all’VIII secolo d.C., epoca in cui la regione era tokhariana. Le due divinità hanno code di serpente. Fuxi tiene una squadra, simbolo del cielo maschile. Nüwa un compasso, simbolo della Terra, femminile. Inoltre, Fuxi e Nüwa sono accompagnati da due soli. In alcune tombe degli Ittiti datate intorno ai 4000 anni fa, si trovano raffigurazioni simili di due gemelli, maschio e femmina, accompagnati da due soli. Questi gemelli sono quelli che nei testi ittiti si identificano come dio del Sole e del Cielo e dea del Sole e della Terra.

Un paragone tra le dee Nüwa e Atena dimostra che sono praticamente identiche. Entrambe dee della musica e della fecondità (Atena lo era in tempi arcaici). La prima era inoltre qualificata come Imperatrice Divina e sposa di Yu il Grande, fondatore della dinastia Xia. Atena, le leggende vogliono fosse associata a qualche sovrano. Nüwa era inoltre considerata Grande Saggia, come Atena era la dea della saggezza.

Secondo un famoso mito cinese, una figlia di Shennong di nome Nüwa (dove la sillaba wa è rappresentata da un ideogramma diverso) annegò nel mare Orientale mentre passeggiava sulla riva. Si trasformò in un uccello, il jingwei, che somigliava a un corvo. Secondo il Shuyi ji, opera della dinastia Tang, si sarebbe piuttosto annegata in un fiume. In effetti si conosce una certa Fufei, il cui nome significa "Sposa di Fuxi" e che è quindi identificabile con Nüwa, che si è annegata in un fiume. Si può quindi affermare che queste due Nüwa sono identiche. Secondo una leggenda greca raccontata da Ovidio, una figlia del re passeggiava su una riva quando il dio del Mare cercò di violentarla. Lei si trasformò in una cornacchia, uccello simile al corvo. Questa figlia del re era associata a Atena, la quale è stata vittima di un tentativo di stupro commesso da Héphaïstos, un dio marino. Si può notare così la parentela dei miti cinesi e greci.

Si potrebbe obiettare che Atena non è affatto la sorella-sposa di un dio simile a Fuxi, il quale non ha alcun equivalente nella mitologia greca. Ciò si spiega con il fatto che aveva carattere sacerdotale (i testi cinesi gli attribuiscono l’invenzione del metodo di divinazione esposto nel I Ching) e che presso i Greci non esisteva alcuna classe di preti.


Huangdi

I letterati della Cina antica ricordavano Huangdi, l’Imperatore Giallo, come l’antenato mitico dei Rong-Chien. I Cinesi l’hanno adottato e hanno fatto di lui il successore dei Tre Augusti, considerandolo il fondatore della loro civiltà. Aveva una residenza in cima al Monte Kunlun, una montagna da cui nascevano quattro fiumi, ma si comportava come un nomade. Si spostava con un carro e il suo vero nome, Xuanyuan, significava «barella». Gli si attribuiscono talvolta quattro teste. Di grande intelligenza, sapeva parlare già a pochi giorni dalla nascita, ed era magico e divino. Uno dei suoi ministri avrebbe inventato la scrittura. Era un guerriero, che apprese «l’uso dello scudo e della lancia», secondo lo storico Sima Qian. Sapeva anche domare le bestie selvagge. I Cinesi gli hanno associato due fratelli, Shentu e Yulei, che uccidevano i demoni.

Huangdi condusse una lotta molto dura contro Chiyou, presentato come un figlio, un nipote o un ministro di Shennong. Era un forgiatore e un esperto nella fabbricazione delle armi, che d’altronde avrebbe inventato lui stesso. È stato venerato come dio della Guerra. Huangdi utilizzò contro Chiyou un esercito di animali selvaggi. L’episodio più famoso della battaglia è quello durante il quale Chiyou creò una nebbia fitta. Il Principe del Vento, spesso associato a Huangdi, fabbricò una statua montata su un carro che indicava sempre il sud con il suo braccio destro; ciò permise alle truppe di Huangdi di orientarsi in quella nebbia. In seguito, Chiyou provocò un uragano, con dei venti violenti e piogge torrenziali. Huangdi fece venire sua figlia Ba, che portava siccità. L’uragano fu sconfitto, ma Ba non poté più ritornare in cielo: suo padre la esiliò nei territori del nord, che lei trasformò in deserto. I testi cinesi situano frequentemente questa battaglia in un luogo chiamato Panquan, la "Sorgente del Talus".

Secondo il Guizang, un’opera antica conosciuta soltanto attraverso delle citazioni, Chiyou si attaccò al Kongsang per impedire al sole di sorgere, lasciando la terra in un’oscurità eterna.
Il mito del combattimento tra Huangdi e Chiyou trova anche un equivalente presso gli Slavi dei Balcani. Questi ultimi raccontavano che il dio del tuono doveva affrontare ogni mattino una creatura a forma di drago o serpente, che voleva catturare il sole per far cadere il mondo nelle tenebre. Questa creatura creava delle nebbie fitte e delle tempeste distruttive. Si tratta sicuramente del mito più importante per i Tokhariani, che erano legati alla loro venerazione per il sol levante. La menzione del Kongsang si spiega con la trasposizione cinese di questo mito, poiché per gli Indoeuropei il sole sorgeva dal mare che circondava la terra e non da un albero.

Siccome il combattimento tra Huangdi e Chiyou è spesso situato vicino ad una sorgente, può essere paragonato all’uccisione del serpente Pitone, che custodiva una fonte vicino a Delfi, per mano di Apollo. Un’analisi più approfondita di Huangdi e Apollo rivela che queste due divinità erano simili. Si può paragonare Huangdi al dio Lúg dei Celti o al dio Wotan dei Germani. Nella mitologia indiana, Indra è il vincitore di un serpente che cercava di trattenere il sole o le acque.
 

 
Xiwangmu

Un’altra divinità, Xiwangmu, la Regina-Madre d’Occidente, è sempre stata associata ai territori occidentali, dove vivevano i Tokhariani. Era una dea della fecondità, con un’intensa attività sessuale. Era la guardiana dei frutti dell’immortalità. Regnava anche sui destini umani e sull’occidente, che era considerata la terra dei morti, e poteva scatenare epidemie. La si può paragonare alla dea tedesca Frija o alla scandinava Freyja. Tutte erano probabilmente personificazioni della Terra. Sembra anche che sia stata una forma di Nüwa, altra dea della fecondità, che corrispondeva alla dea "Sole della Terra" degli Ittiti. Entrambe avevano dei legami con i serpenti; Xiwangmu, come Nüwa, aveva una relazione con gli strumenti musicali a fiato.


Yi l’arciere


La somiglianza di Yi l’arciere e dell’eroe greco Eracle è stata osservata da molto tempo. Sono entrambi eroi solitari e cacciatori di mostri. Come Eracle, Yi ha affrontato un certo numero di «fatiche». Come Yi, Eracle era un arciere. Non volendo scendere sotto terra dopo la sua morte, Yi si recò presso la Regina-Madre d’Occidente e ottenne da lei delle pillole d’immortalità, ma la sua sposa Chang’e gliele rubò. Similmente, Eracle arrivò a rubare le mele dell’immortalità, che erano proprietà della dea Hera, ma le restituì per ordine di Atena. Questi due eroi, che avrebbero potuto evitare la morte, ebbero una fine tragica. Secondo alcuni testi cinesi, Yi fu assassinato dalla sua sposa Fufei (citata sopra, che sarebbe quindi equivalente a Chang’e) e da Han Zhuo, l’amante di lei. Allo stesso modo, Eracle fu ucciso dalla sua sposa Deianira e dal Centauro Nesso, che aveva cercato di violentarla.

L’immortalità è stato un concetto essenziale della religione dei Greci e dei Tokhariens. Da Omero, i termini «immortale» e «dio» sono sinonimi. Ugualmente, il termine tokhariano per gli dei, ñäkte, significava probabilmente «immortale».

È importante anche notare che le «fatiche» di Yi sono conseguenti alla lotta di Huangdi contro Chiyou. Così, Yi ha ucciso il Grande Serpente divoratore di stelle, mentre Huangdi ha vinto Chiyou, che cercava di impedire al sole di salire in cielo. È così dunque che Yi è diventato re durante una spedizione nel bacino del Tarim e che Huangdi era la versione divina del re. Questo stesso parallelismo esiste nella mitologia greca: così come il dio Apollo ha ucciso il serpente Pitone vicino ad una sorgente, il re Cadmo ha ucciso un serpente che custodiva una sorgente nel sito di Tebe. Apollo era spesso chiamato "sovrano", il che non accadeva per suo padre Zeus.


Nella mitologia cinese il mondo si formò da un gigantesco corpo primordiale (questa versione trova origine nelle province sud-occidentali):

PANKU:
all’inizio dei tempi esisteva un grande
uovo nel quale dormiva il gigante Panku; in esso regnava il caos ed attorno ad esso c’era l’oscurità.
Quando Panku si svegliò ruppe l’uovo: il contenuto formò il cielo e la terra.
Per migliaia di anni il gigante fu occupato a tenere separati il cielo e la terra, fino a quando morì. Il suo corpo subì allora un’incredibile trasformazione: la carne divenne il terreno dei campi; la pelle, vegetazione; il sudore, pioggia; il respiro, vento e nuvole; la voce, tuono; gli occhi, sole e luna;
gli arti, montagne; i capelli, cielo e stelle; le pulci, gli antenati dell’uomo.

YU:
secondo la leggenda sfidò le acque del diluvio contenendole per molti anni, infine realizzò una rete di canali per dirigere le acque verso il mare.
E’ curioso notare come Yu non costruì un arca per salvare se stesso ma, con le sue conoscenze tecniche, aiutò tutto il popolo cinese.
Yu è considerato il padrino dell’antico principio del dovere pubblico.

NUWA:
altro eroe, in questo caso eroina, del mito cinese del diluvio. Quest’ultimo fu provocato dal dio del tuono, dal volto verde e pinne sul dorso squamoso che, per ragioni non chiare, odiava un uomo.
Questi riuscì però ad imprigionarlo. Il dio, facendo leva sull’ingenuità dei figli di quell’uomo, Huwa e suo fratello Fu Hsi, riuscì a liberarsi e per vendetta provocò il diluvio.
Il dio del tuono però, prima del diluvio, aveva donato ai ragazzi un suo dente che avrebbe dato vita ad una zucca nella quale essi avrebbero potuto rifugiarsi.
Così fu.
Furono gli unici superstiti, dai quali nacque il nuovo mondo.

HUANG TI:
leggendario imperatore, il cui nome significa “imperatore giallo”. Secondo la tradizione fu il responsabile della civilizzazione, fondando le istituzioni governative, inventando la bussola e le monete.
Huang Ti è considerato un immortale in cielo. Il primo stato fu fondato intorno al 1650 a.c. nella Cina del nord dai sovrani Shang. Le credenze dei cinesi Shang sono legate ai riti di divinazione, al culto degli antenati e alle potenze celesti.
Per consultare gli antenati, l’Imperatore ricorreva alla divinazione o oracolo, interpretando le incrinature delle ossa animali o dei gusci delle tartarughe in seguito all’infissione di un cuneo.
Gli antenati quindi anticipavano le intuizioni degli dei in tema di buoni o cattivi raccolti, sesso dei nascituri, esito delle battaglie.
D’altro canto si pensava che le catastrofi naturali e le disgrazie che si abbattevano sul regno fossero la conseguenza dell’indegnità dell’Imperatore, considerato “il figlio del cielo”.
Successivamente agli Shang, i miti e le leggende legati alle forze celesti si fecero più articolati.
Venne introdotto un elenco di sovrani divini: 12 Imperatori celesti, 11 Imperatori terrestri, 25 sovrani.
Poi vennero gli eroi culturali,
tra cui Fu Hsi e Shennong.

SHENNONG:
antico sovrano poi considerato Dio della medicina e dell’agricoltura, perché introdusse nuove tecniche per coltivare i campi ed insegnò al popolo le proprietà medicinali delle piante.
Scoprì che il tè aveva la capacità di depurare l’intestino e facilitare la digestione.
Sua moglie è invece venerata come Dea delle arti domestiche.
E’ tipicamente cinese ricercare dei metodi naturali per conservare la salute ed allungare la vita. La ricerca dell’elisir di lunga vita fu una prerogativa degli alchimisti taoisti, di maghi e stregoni. Alla corte di Shih Huang Ti (III secolo a.c.) vivevano molti di questi personaggi, a causa della superstizione dell’imperatore.
La dottrina taoista con le sue alchimie e leggende, nei primi secoli dopo Cristo, fu offuscata dalla filosofia morale confuciana (che prevedeva il rispetto per le gerarchie, le forze celesti, i culti e gli antenati) e dall’introduzione del buddismo. Questa nuova fede si diffuse particolarmente durante
la dinastia Tang (618-906 d.c.).  Al Buddismo, così come al Taoismo e al Confucianesimo, sono legati miti, leggende, personaggi, avvenimenti.
Ad esempio molte storie e personaggi sono legati a
Hsuang Tsang, monaco buddista che si recò in India per procurarsi i testi sacri.

HANUMAN:
Dio scimmia che aiutò Hsuang Tsang
nel suo pellegrinaggio in India. Ad esso sono riconosciute infinite doti e capacità; pertanto gli si attribuiscono mirabili imprese.

KUANYIN:
è la Dea della misericordia del Buddismo cinese. “Le storie che narrano degli interventi di Kuanyin
nelle questioni umane con atti di misericordia sono diffuse in tutta la letteratura cinese”.
La nascita di Kuanyin è una ricorrenza che viene festeggiata, con celebrazioni, dai buddisti cinesi.
E’ importante notare che molte divinità indiane
(tra cui Kuanyin) hanno subito profondi cambiamenti per essere adattate ad una società che dava grande importanza alla famiglia.

GUANG TI:
“insolito Dio della guerra cinese, la cui occupazione principale era prevenire la guerra piuttosto che fomentarla”, molto diverso quindi dal Marte romano o dall’Ares greco. Nel III secolo d.c. fu riconosciuto ufficialmente come un Dio. Nonostante la sua possanza e le sue doti di coraggio e forza fisica, è ricordato per la mitezza del suo carattere.

YI:
nella mitologia cinese è l’arciere
che salvò il mondo uccidendo 9 soli.
Un tempo, sotto il regno dell’Imperatore Yao, apparvero in cielo 10 soli; la temperatura era talmente alta da inaridire la terra e distruggere lentamente ogni forma di vita. I 10 soli erano figli del Dio del cielo orientale Di Jun, che stanchi della loro routine, cioè apparire uno alla volta, decisero di risplendere in cielo tutti contemporaneamente.
Il Dio del cielo, impietosito dalle preghiere dell’Imperatore, inviò l’arciere Yi armato di arco e frecce bianche.
Yi iniziò a colpire, uno alla volta, 9 soli, fino a ristabilire l’ordine naturale.

CAISHEN:
Dio cinese dell’abbondanza.
Probabilmente deriva da Pi Kan, zio di Di Hsin, ultimo imperatore Shang. Pi Kan fu ucciso per aver rimproverato il nipote per il cattivo stato di salute dell’impero. L’imperatore gli fece estrarre il cuore e, per giustificarsi, affermò di aver voluto verificare se suo zio aveva le sette cavità nel cuore che, secondo la tradizione, possedevano esclusivamente i saggi. Questo avveniva poco prima della caduta dell’Impero Shang (1027 a.C.).

DI JUN:  
Dio orientale del cielo, marito di Hsi He e padre dei 10 soli.
Si dice che dimorasse su un alto albero.

FENG BO:
Dio dei venti; il suo nome significa
infatti “conte dei venti”. Si vuole che portasse i venti in un sacco.

LEIGONG:
Dio del tuono (vedi NUWA).

SHOUSHING:
Dio della longevità.
Originariamente era un saggio che,
mangiando delle pesche magiche, ottenne l’immortalità. Viene raffigurato come un vecchio che porta due pesche.
Nella mitologia cinese il pesco è il simbolo dell’immortalità.

HAN HSIANTSI,
uno degli otto immortali taoisti,
raffigurato nell’atto di suonare il flauto, ottenne la vita eterna dopo essere caduto da un pesco.
Per i taoisti la conquista dell’immortalità era quasi un assillo; poteva essere raggiunta dopo aver gustato l’elisir di lunga vita. L’immortale veniva raffigurato con delle pesche
o presso un pesco e veniva chiamato HSIEN.
In realtà i taoisti erano divisi in due grosse categorie:
coloro che ricercavano la longevità e la vita eterna dell’anima attraverso una serie di discipline (meditazione, respirazione, alimentazione, arti marziali, ecc.) e coloro che, fraintendendo o radicalizzando il concetto di longevità ed immortalità dell’anima, credettero di poter raggiungere la vita eterna con delle pozioni magiche ed elisir.
L’Imperatore giallo, Huang Ti, è il primo immortale della mitologia cinese. Il Re Scimmia raggiunse, per la mitologia cinese, l’immortalità, dopo aver raccolto e mangiato delle pesche.

FENG-SHUI:
è l’arte geomantica praticata in Cina. Secondo il pensiero e la tradizione orientali, le case, i templi e qualsiasi altra costruzione dovevano essere orientate in modo tale da sviare gli influssi negativi e sfruttare le forze della natura e del cosmo.
In alcune abitazioni si possono notare i simboli del Feng Shui. Sopra la porta è posto lo “Specchio Geomantico”, di forma esagonale avente come disegni i trigrammi dell’I-Ching.
Draghi, fenici, ornamenti vari, servono a tener lontano il “respiro della sfortuna”.
Anche i colori hanno un significato: il rosso ad esempio rappresenta lo Yang, cioè il principio attivo. Questo colore è spesso presente nelle costruzioni cinesi.

Wu-Yuan Kuei:
nel folclore cinese un fantasma che non ha discendenti che possano offrigli cibo.

Wu-Fu:
nelle credenze popolari cinesi, le cinque benedizioni: lunga vita, ricchezza, tranquillità, amore per le virtù e una buona morte. Le cinque caratteristiche sono raffigurate sui bastoncini cinesi usati come posate.

Wu-Kuan Wang:
nella mitologia cinese, signore del quarto cielo Ti Yu (con i due puntini sulla u) l'oltretomba.

Wu Lao:
nella mitologia cinese, spiriti delle cinque forze naturali. Essi sono:
Wang Mu(metallo), Mu Kung(legno), Shui Ching-tzu (acqua), Ch'in Ching-tzu(fuoco) e Huang Lo (terra)

Wu Ta Chia:
nel folclore cinese i cinque animali più temuti:
volpe, donnola, riccio, serpente e topo.
Si crede che possano stregare gli uomini.

 


Fonti:
http://damaimandra.beepworld.it/miticinesi.htm
http://www.cina.ws/mitologia-cinese.html
http://it.wikipedia.org

 

vedi anche: Elenco delle maggiori divinità adorate dalle popolazioni cinesi e tibetane
                  Demoni e mostri della Mitologia Cinese
 

BACK

Home "Miti"

Home "Tanogabo"