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Hapy, il dio delle inondazioni del Nilo
Erodoto ha
scritto: "L'Egitto è un regalo del
Nilo". Prodigio non spiegato fino al
XIX secolo della nostra era, il Nilo
aumenta enormemente di flusso in
estate poiché le sorgenti si trovano
nella zona equatoriale ed, in
occasione della stagione
piogge, inonda ogni estate le valli
del Sudan e dell'Egitto.

Ritirandosi, le acque lasciano
un limo fertile. L'irrigazione è
possibile tutto l'anno grazie
ad un'organizzazione meticolosa
così vecchia come la
civilizzazione egiziana. Gli
Egiziani ringraziano
religiosamente Hapy, il dio
delle inondazioni del Nilo,
poiché, se la piena è troppo
debole, la carestia e la penuria
minacciano il paese.
Hapy
è rappresentato come un uomo
dalle forme androgene il cui
petto è il simbolo della
produttività. È anche dotato
di un ventre arrotondato e
la testa coperta di piante
acquatiche. Il colore blu
della sua pelle è in
collegamento con il mezzo
idrico. È anche
rappresentato sotto forma
gemellare: da un lato egli
ha la carnagione più scura e
il suo capo è cinto da fiori
di loto, simbolo dell'Alto
Egitto, dall'altra, invece,
è di carnagione chiara e la
sua testa reca fiori di
papiro, simbolo del Basso
Egitto. Questa immagine
raffigura, in modo
simbolico, l'unione tra Alto
e Basso Egitto per
dimostrare l'unione del
paese. Il mito di
Osiride, gradito
dagli Egiziani, spiega
questa dualità ed ha
conosciuto un grande
successo nell'antichità fino
ai primi secoli dell'era
cristiana. Questa storia
portava una traccia delle
lotte che divisero l'Egitto
prima dell'unificazione.
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