Figlio di
Giapeto e Asia, fu condannato a sorreggere il cielo con la testa e le mani a causa della sua alleanza coi Titani nella lotta contro
Zeus .
Ebbe diverse relazioni amorose: con Pleione da cui nacquero le
Pleiadi (perseguitate da Orione vennero mutate in stelle da Zeus ), con Etna da cui ebbe le Iadi (il sorgere della loro costellazione indicava l'inizio della stagione delle piogge) e con Esperide da cui ebbe le
Esperidi (dimoravano nel giardino della Mauritania ove cresceva l'albero dei pomi d'oro).
A volte si
distinguono tre Atlanti: quello africano, quello italiano e quello arcade,
padre della ninfa Maia e quindi nonno di Mercurio; la tradizione classica lo
considera un gigante figlio di Giapeto e di Climene. Secondo una leggenda,
poiché aveva partecipato alla rivolta dei giganti contro
Giove, fu condannato a reggere il peso del cielo che, come racconta
Omero reggeva grazie a due colonne poste al centro dell'Oceano Atlantico.
Atlante
è presente in numerose leggende, tra le quali ricordiamo quella in cui
Ercole, per superare l'undicesima fatica, gli chiese aiuto per raccogliere
tre mele d'oro dal giardino delle Esperidi. Il gigante acconsentì e per
raccogliere le mele chiese ad Ercole di reggergli momentaneamente il cielo.
Ma una volta liberatosi di quel peso, Atlante non volle più saperne di
riprenderselo. A questo punto Ercole si finse sconfitto, chiese solamente al
gigante di riprendersi un attimo il peso giusto il tempo per sistemarsi
sulle spalle un guanciale: Atlante ingenuamente fece quanto richiesto ed
Ercole poté allontanarsi tranquillamente in libertà.
Un'altra leggenda racconta che Atlante fu tramutato in roccia da
Perseo che
gli aveva mostrato la testa della Medusa.