
Caronte, il traghettatore
«E 'l duca
lui: "Caron, non ti crucciare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non
dimandare".»
(Inferno III 94-96)
Nella mitologia
greca, Caronte o Caron (in greco antico Χάρων/Kharon,
"ferocia illuminata"),
era "il traghettatore dell'Ade" figlio di Erebo
(tenebre) e Nyx (notte). Il suo ruolo era di
traghettare i morti di là del fiume Acheronte (o secondo altre fonti, lo
Stige) per farli accedere agli inferi.

Caronte era un uomo
dall'aspetto burbero; un
vecchio
sempre arrabbiato, con i
capelli bianchi e gli
occhi rossi
e poco conciliante verso
le anime di chi non
pagava alcun obolo per
il suo
servizio. Indossava un
passamontagna e
sceglieva i suoi
passeggeri tra la folla
di anime ammucchiate
sulla riva. Traghettava
solo quelli che
meritavano una degna
sepoltura e solo se
potevano permettersi di
pagare, tra un centesimo
e tre oboli, il
passaggio per accedere
all'Ade.
Nella Grecia antica,
vigeva la tradizione di
mettere una moneta sotto
la lingua del cadavere
prima della sepoltura.
La tradizione rimase
viva in Grecia fino a
epoche abbastanza
recenti ed è
probabilmente molto
antica. Qualche autore
sostiene che il prezzo
era di due monete,
sistemate sopra gli
occhi del defunto.
Coloro che non potevano
pagare erano costretti a
vagare sulle sponde del
fiume per cento anni.
Raramente Caronte traghettava un vivente e ci viene da
ricordare Eracle che, quando discese
agli inferi senza morire, sarebbe passato usando la sua forza
per costringerlo ad attraversare il fiume in entrambe le
direzioni.
Anche Orfeo
entrò nell’Ade per volere degli dei, per riportare indietro
Euridice, che però svanì nell’esatto istante in cui questi si
voltò a guardare se l’amata lo seguisse.
Anche Enea,
Persefone, Teseo e la
Sibilla Cumana riuscirono a entrare da
vivi nel regno dei morti e tutti pagarono Caronte per essere
trasportati.
Infine ricordiamo la bella Psiche che, pur vivendo, dovette
pagare due volte (l'andata e il ritorno) per entrare nel palazzo
di Persefone, in nome di Venere, come
racconta Apuleio nelle Metamorfosi.
Omero ed Esiodo non fanno alcun
riferimento al personaggio come traghettatore infernale. La
prima menzione di Caronte nella letteratura greca sembra essere
in una poesia, come citato da Pausania. Secondo Diodoro Siculo,
la poesia che da il là alla leggenda di Caronte è di origine
egiziana. Gli Etruschi hanno anche fatto menzione di Caronte (Charun)
che accompagnava Marte sul campo
di battaglia.
Caronte, come Minosse, Cerbero,
Gerione e Plutone e Flegias, è uno dei
demoni pagani passati nell'inferno cristiano di Dante e
collocati poi come guardiani dei vari cerchi, dopo essere stati
trasformati in esseri demoniaci sulla traccia
dell'interpretazione, figurale dei Padri della Chiesa,
concludendo, così, il processo di assimilazione della cultura
classica, iniziato fin dalle origini del cristianesimo.
Ritroviamo
nel canto III dell'inferno delle terzine che descrivono Caronte
nei
differenti aspetti della sua figura:
-
come vecchio e canuto;
« Ed ecco verso noi venir per nave
un vecchio, bianco per antico pelo,
gridando: "Guai a voi, anime prave! »
(Inferno III 82-84)
- come nocchiero con la barba e gli occhi infuocati;
« Quinci fuor quete le lanose gote
al nocchier de la livida palude,
che ’ntorno a li occhi avea di fiamme rote. »
(Inferno III 97-99)
- come demone severo, ordinato e sistematico.
« Caron dimonio, con occhi di bragia
loro accennando, tutte le raccoglie;
batte col remo qualunque s’adagia »
(Inferno III 109-111)
http://it.wikipedia.org/wiki/Caronte_(mitologia)
Caronte, sino al
2005, era l'unico
satellite conosciuto di Plutone,
l'allora pianeta più lontano del sistema
solare dal
1930 al 2005.
Storicamente Plutone è
stato il nono pianeta
del nostro sistema
solare dal 1930 al 2006,
quando al congresso di
Praga l'Internationa
Astronomical Union ha
ridefinito il concetto
di pianeta, introducendo
la nuova classe deipianeti
nani (dwarf planets),
nella quale ha inserito Plutone, 2003
UB313 e
l'ex asteroide della
Fascia Principale Cerere.
Con la scoperta di S2005/P1 e S2005/P2 anche Caronte ha
perso la sua unicità, ma
resta sempre il maggior
satellite come diametro
del sistema solare,
rispetto al pianeta (o
pianeta nano) attorno al
quale orbita. I due
corpi scoperti
nel 2005 hanno diametri
molto minori e inoltre
non dispongono di
un'atmosfera, che Caronte invece
ha, per quanto
rarefatta. La tabella di
The Nine Planets qui
sopra è stata aggiornata
nel marzo 2006, quando
sono stati pubblicati i
dati ricavati dalle
misure effettuate l'11
luglio 2005, quando Caronte occultò
una debole stella,
fenomeno osservabile da
una stretta fascia del
Sud America.
(tratto
da:
http://www.castfvg.it/sistsola/plutone/caronte.htm
)

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