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Eris, la dea
della discordia
Secondo
Omero, Eris era sorella di Ares, e dunque figlia di
Era e Zeus, mentre secondo
Esiodo era figlia della dea Notte che la generò
senza bisogno di accoppiarsi. Eris era considerata
la madre del dolore, della carestia e di altre
pestilenze.
Suscitava battaglie, litigi ed
anarchia.
Nell'Iliade accompagna Ares nei suoi
combattimenti e tiene in mano l'emblema della
guerra. Omero, nel capitolo IV dell'Iliade la
descrive così:
............ A questi Marte,
a quei Minerva è sprone, e quinci e quindi
lo Spavento e la Fuga, e del crudele
Marte suora e compagna la Contesa
insazïabilmente furibonda,
Furiosa per non essere stata invitata alle nozze di
Peleo e Teti, la dea gettò, nella sala del
banchetto, una mela d'oro su cui erano scritte le
parole: "Alla più bella". Questo "pomo della
discordia" si rivelerà fatale. La disputa che sorse
fra Era, Atena
e Afrodite per l'assegnazione della
frutto e del relativo titolo, condusse al giudizio
di Paride e in seguito al ratto di Elena che originò
la guerra di Troia
Eris fu accanto a Tifone durante la
battaglia del mostro contro Zeus, che invece era
fiancheggiato da Nike ed ebbe un ruolo anche nella
vicenda del vello d'oro, nell'epoca in cui questo
era entrato in possesso di Tieste, consentendogli di
diventare re di Micene, ai danni dell'altro
pretendente al trono, Atreo. Zeus, che prediligeva
quest'ultimo, ottenne da Tieste la promessa che
avrebbe ceduto il trono se il sole avesse cambiato
il suo corso. Quindi, il dio inviò Eris sul cammino
del carro di Elios, e la dea pose il sentiero della
sera sotto gli zoccoli del cavallo dell'alba, di
modo che il sole quel giorno, giunto a metà della
volta celeste, invertì il suo normale tragitto e
tramontò a oriente.
Infine, quando Politecno e Aedona di
Colofone vantarono di amarsi più di Zeus e Era, la
dea infuriata inviò Eris fra di loro per far nascere
una disputa, il cui esito finale fu l'assassinio del
marito da parte di Aedona
Tuttavia Eris rappresenta anche
l'aspetto positivo dell'emulazione: al capitolo
XI dell'Iliade, Zeus la invia a risvegliare
l'ardore al combattimento dei capi greci. E'
lei, secondo Esiodo, che Eracle (Ercole) sceglie
quando incontra due donne all'inizio delle sue
imprese .
Il
nome della dea Eris ha dato origine al termine
"eristica", l'abilità di prevalere nelle contese
verbali; termine che può anche intendersi come
tecnica di confutare argomenti o proposizioni
senza tener conto della loro verità o falsità.
Lo scolaro di Protagora e Gorgia, Isocrate
considerava l'antica sofistica un aspetto
importante della grande tradizione greca e la
distingueva dall'eristica, una
degenerazione recente che distoglieva i giovani
dalle cose utili e vere. Isocrate poneva tra gli
eristi anche i socratici, ai quali attribuiva
tesi paradossali sull'unità delle virtù e sul
sapere.

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