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I
Sumeri e le origini dell'uomo
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Kramer,
professore di
assiriologia,
ritiene che la
civiltà dei Sumeri
sia la prima
civiltà, fra l’altro
una civiltà molto
evoluta. Nel suo
saggio I Sumeri alle
radici della storia,
Kramer parla di
prima cosmologia,
primi princìpi
morali, prime leggi,
prime ricette
mediche ecc.
Oggi ci sono
però tesi
differenti che
asseriscono che
la civiltà dei
Sumeri, per
quanto antica,
non sia stata la
prima civiltà:
essa è oggi
costretta a
cedere il passo
alla più antica
India. In
realtà si può
affermare che,
per quanto
concerne la zona
europea del
Mediterraneo, la
civiltà più
antica fu quella
sumera ma dire
quale sia la
civiltà più
antica in
assoluto non è
semplice sia per
le divergenze
delle tesi in
materia sia
perché
potrebbero
crearsi
confusioni anche
sulla
provenienza dei
vari popoli. La
civiltà sumera è
stata
indubbiamente
molto evoluta
per il periodo
in cui è sorta,
tant’è che Z.
Sitchin ha
elaborato una
teoria diversa
sulle loro
origini ma di
questo parleremo
in seguito.
I
Sumeri
occupavano il
territorio della
Mesopotamia, a
sud dell’attuale
Iraq. Le più
antiche
testimonianze
scritte
(tavolette
d’argilla)
risalgono al
3.500 a.C. In
questo periodo
in Mesopotamia
sorgevano già
delle piccole
città stato come
Ur, Lagash,
Nippur e Eridu
con a capo un
lugal, cioè un
principe locale.
Non bisogna
confondere la
cultura sumera
con quella degli
Assiro-babilonesi
che vennero
posteriormente,
vale a dire
attorno al IV
millennio a.C.
Oltre ai Sumeri
vi erano altre
civiltà
ugualmente
evolute nello
stesso
territorio ma
non ebbero la
loro medesima
importanza
storica.
 Il
primo re di cui
si hanno
iscrizioni certe
è Enmebaragesi
di Kish e siamo
nel 2.650 a.C.
circa. La città
che emerge è
Lagash, su cui
ruota per
diversi decenni
tutta la
politica del
tempo,
considerando per
esempio che un
suo lugal,
Urukagina, fu
conosciuto anche
come grande
legislatore.
Egli detenne il
potere sul
territorio fino
all’avvento
della città di
Umma il cui capo
Lugalzaggisi
sconfisse
Urukagina.
Lugalzaggisi
pensava in
grande, egli
volse il suo
sguardo tanto ad
occidente, verso
le regioni
mediterranee,
quanto ad
oriente: abbiamo
con lui il primo
pensiero di
“monarchia
universale” che
la storia
conosca e questo
determinò una
grande
evoluzione nella
vita sociale,
economica ed
istituzionale.
Il sistema di
numerazione sumero
era sessagesimale
cioè in base 60. Le
tavolette del 3.000
a.C. dimostrano che
era presente un
simbolo per l’1, uno
per il 10, uno per
il 60, uno per il
600 e uno per il
3.600. Il sistema
era posizionale,
dunque il numero si
evinceva in base
alla posizione dei
simboli stessi.
A partire dal
2.000 a.C. si
affermò un nuovo
sistema di
numerazione che
utilizzava solo
due simboli: uno
per
rappresentare
l’1 e l’altro
per il 10. Il
sistema era
sempre
posizionale (in
parte anche
additivo, usato
ad esempio per
scrivere numeri
grandi) e
sessagesimale.
Lo svantaggio di
questo sistema
numerico era
costituito dal
fatto che
mancavano sia lo
zero, sia un
simbolo per
separare i
numeri (tipo la
nostra virgola),
dunque le cifre
potevano dare
adito ad
ambiguità. In
realtà il
separatore c’era
ma non veniva
utilizzato. Come
mai il popolo
della
Mesopotamia
aveva scelto
proprio un
sistema
sessagesimale?
Perché era un
sistema
piuttosto
semplice da
utilizzare, non
soltanto per le
frazioni quanto
in campo
astronomico.
L’evoluzione di
questo sistema
numerico è
attestato dalle
tavolette
d’argilla e da
testi matematici
che contengono
nozioni di
carattere
commerciale e
legale.
Da
questo sistema di
numerazione
nacquero, dal 2.400
a.C., le prime
tabelle per la
moltiplicazione, la
divisione ed altre
operazioni. In
seguito si sviluppò
l’algebra e lo
studio
dell’astronomia.
Riguardo la
disciplina
astronomica sono
state scritte da
parte di questo
popolo opere di una
certa importanza.
La scrittura
sumera (e
babilonese) era
di tipo
cuneiforme ed è
molto difficile
decifrarne i
caratteri. Verso
il 2.400 a.C. i
Sumeri furono
assaliti dagli
Accadi, un
popolo
proveniente dal
deserto vicino e
guidato da
Sargon I il
quale istituì un
vasto impero i
cui centri di
potere erano Ur
e Agade. Gli
Accadi
assimilarono
molti tratti
della cultura
sumera come la
scrittura e il
sistema
numerico.
Tuttavia già dal
II millennio
a.C. le città
stato tornarono
ad essere
indipendenti.
 Intorno
al 2.460 a.C.
nuove
popolazioni
sopraggiunsero:
quella dei
Semiti,
proveniente dal
deserto arabo e
guidata
successivamente
dal grande
Sargon di Akkad
che sconfisse
Lugalzaggisi e
divenne
fondatore
dell’impero; poi
(intorno al
2.300-2.100
a.C.) i Gutei
che portarono
distruzione e
fame e
sconfissero i
Semiti.
Lentamente,
sotto la
sovranità di
Gudea, Lagash
rinacque e poi
anche Ur con la
sua dinastia che
regnò sulle
quattro parti
del mondo ma in
cui il monarca
assume un titolo
molto
significativo:
“Re di Sumer e
di Akkad” vale a
dire che i due
popoli, Sumeri e
Semiti, si erano
uniti
storicamente.
I successivi
invasori dei
Sumeri furono
gli Ittiti che
affidarono il
ruolo di
capitale a
Babilonia. Tra
il 1.793 e
1.750 a.C. la
città di
Babilonia estese
il suo dominio
sotto la guida
di Hammurabi,
videro così la
luce le prime
impostazioni
giuridiche
codificate.
Vennero poi gli
Assiri (885
a.C.) che furono
a loro volta
conquistati dai
Caldei, una
popolazione
della
Mesopotamia
meridionale. Nel
311 a.C. si
stabilì la
dinastia dei
Seleucidi,
chiamata così da
Seleuco, uno dei
generali di
Alessandro
Magno. Fu così
che i Sumeri
entrarono in
contatto con la
cultura greca.
COSMOLOGIA E
MITOLOGIA
 I
Sumeri non
avevano una
filosofia vera e
propria ma
avevano
riflettuto ed
indagato sulla
natura
dell’universo ed
erano talmente
convinti delle
loro idee che
non hanno mai
sentito il
bisogno di
formularle per
iscritto infatti
il loro modo di
vedere
l’universo e la
vita si devono
estrapolare dai
miti e dagli
inni.
La religione dei
Sumeri era
politeista. Essi
avevano circa un
centinaio di
dei, alcuni più
importanti,
altri meno.
Secondo il
popolo sumero
l’universo
visibile si
presentava sotto
forma di
semisfera, alla
cui base c’era
la terra e sopra
il cielo. Questa
semisfera si
chiamava An-Ki
(An= cielo, Ki=
terra). Intorno
alla terra c’era
il mare e al di
sotto di questo
mare, nella
parte
diametralmente
opposta del
cielo, vi erano
gli inferi che
loro
denominavano
Kur. Oltre al
mare, tra il
cielo e la
terra, loro
posizionavano il
vento, lil,
vocabolo che
significa anche
soffio, aria,
spirito.
Di questo
universo, i
Sumeri
sostenevano che
il primo
elemento ad
essere creato
fosse il mare
(l’Oceano
primigenio
infinito). Dal
mare nacquero il
cielo e la terra
e dal cielo e la
terra nacquero
gli dei.
Gli dei più
importanti erano
quattro: An
(dio del cielo),
Enlil (dio
dell’aria), Enki
(dio dell’abisso
e dell’oceano) e
Ninhursag
(dea nota come
la signora
maestosa. Si
sostiene che in
origine il suo
nome fosse Ki,
terra, la sposa
di An, cielo).
Molto
probabilmente in
epoca arcaica il
dio più
importante era
An, ritenuto il
supremo re del
pantheon,
tuttavia già da
fonti che
risalgono al
2.500 a.C.
possiamo
apprendere che
questo ruolo sia
stato
successivamente
assolto da Enlil
che venne
considerato il
Padre degli dei.
I motivi di
questa
sostituzione ci
sono ignoti.
Per i Sumeri gli
dei erano
immortali ma
vivevano
comunque come
gli uomini:
avevano bisogno
di mangiare, di
bere e potevano
anche essere
uccisi. Essi
sostenevano che
gli dei si
comportassero in
modo virtuoso ma
che, allo stesso
tempo, questi
stessi dei
avessero
introdotto il
male, la
violenza, la
menzogna e
l’oppressione
nel mondo al
fine di
mantenere
l’ordine
cosmico. Il male
quindi viene
visto dai Sumeri
come un
principio
necessario e
questo stesso
assunto lo
ritroviamo nel
vedismo e nel
taoismo.
 Gli
inni per gli dei
esaltano bontà,
rettitudine e
giustizia,
questo
testimonia che
la civiltà dei
Sumeri era una
civiltà con
grandi ideali
morali infatti
essi avevano un
dio (Utu, dio
del sole) il
quale aveva come
compito proprio
quello di
mantenere
l’ordine morale.
Oltre a Utu
anche la dea
Nanshe non
tollerava offese
alla verità e
alla giustizia.
Alcuni elementi
della mitologia
sumera li
ritroviamo anche
in quella greca,
ad esempio il
fatto che il dio
del Sole
viaggiasse su
di un carro.
I Sumeri inoltre
credevano, come
generalmente
tutti i popoli
antichi, in una
perduta età
dell’oro, un’età
di abbondanza e
di pace e in cui
tutti parlavano
una lingua
comune. Per i
Sumeri questa
età dell’oro
sarebbe
terminata a
causa della
gelosia del dio
Enki nei
confronti del
dio Enlil. Enki,
a causa della
sua rabbia,
sostituì il
linguaggio
comune con la
molteplicità
delle lingue,
tema analogo a
quello delle
torre di Babele.
LE
ORIGINI DEI
SUMERI SECONDO
SITCHIN
 Decifrare
le tavolette
d’argilla non è
impresa facile.
Uno dei pochi
che possiede
questa capacità
è il famoso
studioso e
professore
Zecharia Sitchin,
autore di libri
sulla civiltà
sumera, tra cui
Il pianeta degli
dei e Le
astronavi del
Sinai. Sitchin
sostiene che i
Sumeri siano il
prodotto
dell’accoppiamento
con una razza
aliena di
aspetto simile
al nostro
(perché noi
siamo “a loro
immagine e
somiglianza”).
Si tratterebbe
di esseri
intelligenti che
i Sumeri
chiamavano
Anunnaki (figli
del dio An) e
che la Bibbia
chiama Nephilim.
Erano giganti
(Genesi 6,4) e
venivano da un
pianeta che ha
un’orbita
ellittica simile
a quella delle
comete, che
transita tra
Marte e Giove
ogni 3.600 anni:
il dodicesimo
pianeta.
Praticamente
secondo il
professor
Sitchin la
selezione
naturale di
Darwin c’è stata
ed ha prodotto i
primati
superiori dai
quali
discendiamo.
 Poi,
grazie agli
Anunnaki, c’è
stato il salto
verso l’Homo
sapiens.
Secondo la sua
teoria le cose
sarebbero andate
così: gli
Anunnaki
avrebbero
iniziato a
visitare la
terra mezzo
milione di anni
fa e le loro
gesta sono
quelle che
leggiamo
nell’Antico
Testamento o nel
poema di
Gilgamesh. In
seguito
avrebbero
colonizzato la
terra. Avendo
bisogno di
persone che
lavorassero
nelle miniere in
Africa avrebbero
creato “l’uomo”
che corrisponde
all’Homo
sapiens, il
quale fu
generato
appositamente
per lavorare
nelle miniere.
L’uomo sarebbe
nato quindi
nell’attuale
Africa, in
corrispondenza
con la teoria
darwiniana.
Una
volta creato,
l’uomo avrebbe
avuto due
opportunità:
1) avrebbe
carpito agli
alieni il
segreto per
evolvere, cioè
per non essere
solo un
lavoratore;
2) le donne
terrestri si
sarebbero
accoppiate con
gli
extraterrestri,
infatti la
Bibbia riporta
che: “gli dei si
innamorarono
delle figlie
degli uomini”.
In Genesi (6, 2)
leggiamo che “i
figli di Dio,
vedendo che le
figlie degli
uomini erano
adatte, si
presero in
moglie tutte
quelle che loro
piacevano”. Da
questo
accoppiamento
sarebbero nati,
secondo
l’autore, i
giganti, cioè
una razza
perfetta (gli
atlantidei erano
dei giganti e
forse anche i
lemuri) e molti
di questi esseri
divini (alieni)
sarebbero ancora
qui sulla terra.
Alcuni
sostengono che
dall’accoppiamento
tra un essere
divino e un uomo
nasca un
individuo biondo
con gli occhi
azzurri. Altri,
di contro,
sostengono che
questo tipo di
individuo nasca
dall’accoppiamento
di due semidei.
Cioè:
alieno + uomo=
semidio 1
altro alieno +
altro uomo=
semidio 2
semidio 1 +
semidio 2=
essere
biondissimo con
gli occhi
azzurri.
(Naturalmente
ciò non deve
portarci a
supporre che
tutte le persone
bionde con gli
occhi azzurri
siano semidei,
anche se in
questi ultimi
anni,
avvicinandoci
alla quarta
dimensione,
stanno nascendo
molti individui
con queste
caratteristiche).
Qui si rendono
necessarie
alcune
riflessioni. Sul
libro
Antropologia
degli alieni (M.
Centini, D.
Grezzo e D.
Tacchino) vi è
una parte
(scheda 9) in
cui si parla di
una tipologia di
alieni descritti
come esseri
biondi e
asessuati,
simili agli
angeli. Troviamo
anche
un’immagine ed è
sorprendente
constatare come
l’espressione
del viso di
questi alieni e
in particolare i
loro occhi
(molto grandi)
somiglino alle
raffigurazioni
dei Sumeri
presenti nel
libro di Kramer.
Le foto
riportate nel
saggio di
Kramer, nonché i
miti dei Sumeri,
lasciano molto
spazio per
pensare che la
teoria di
Sitchin non sia
affatto
fantasiosa.
 Drunvalo
Melquizedeq
invece, in
L’antico segreto
del fiore della
vita propone una
visione simile a
quella di
Sitchin ma con
una leggera
variante: per
lui noi siamo
nati
dall’accoppiamento
di due razze
aliene: gli
Anunnaki
(tridimensionali)
e i Siriani
(quadrimensionali);
anche questi
ultimi erano dei
giganti. Duemila
anni dopo questo
accoppiamento
sarebbero nati i
primi individui
umani,
precisamente a
Gondwana, isola
(o area, non si
sa di preciso se
fosse un isola o
un insieme di
terre) posta ad
ovest
dell’Africa e
che oggi non
esiste più. Non
a caso i miti
della creazione
di popoli
occidentali
africani
asseriscono che
essi hanno avuto
origine da
un’isola,
Gondwana,
appunto. Ciò
troverebbe
conferma ancora
una volta nella
tesi che
sostiene che la
razza umana sia
nata in Africa.
Secondo Sitchin
la razza umana è
nata 300.000
anni fa. Secondo
Melquizedeq
200.207 anni fa.
Nel testo di
Kramer leggiamo
che “alla base
delle idee e
dell’ideale
etico dei Sumeri
era il ‘dogma’
che l’uomo fosse
stato fatto di
argilla per
servire gli
dei”.
 I
Sumeri hanno due
poemi mitici che
rispecchiano
pienamente
l’assunto di
Sitchin. Di
questi poemi uno
è interamente
dedicato alla
creazione
dell’uomo,
l’altro illustra
perché l’uomo è
stato creato e
parla di un
contrasto tra
due divinità
minori. Il primo
poema spiega che
prima della
nascita
dell’uomo furono
creati sei tipi
di esseri
imperfetti: gli
ultimi due tipi
erano una
femmina sterile
ed un essere
asessuato.
Questi esseri
imperfetti
potrebbero
essere quelli
che noi
conosciamo come
uomini
primitivi?
Il secondo poema
mitico invece
parla di due dei
(il dio del
bestiame Lahar e
sua sorella
Ashnan, dea del
grano) che
furono creati
nella sala di
creazione degli
dei affinchè gli
Anunnaki
avessero di che
nutrirsi e
vestirsi.
Questo poema ha
dunque portato i
Sumeri a
ritenere che
l’uomo fosse
nato per servire
gli dei e da ciò
scaturì la loro
devozione verso
le divinità.
Come possiamo
notare, quindi,
i miti dei
Sumeri lasciano
largo spazio
affinché le
teorie di
Sitchin e di
Melquizedeq
circa la
creazione
dell’uomo non
vengano
accantonate come
frutto di pura
fantasia, anzi,
comparando le
varie fonti
possiamo notare
che tutti i
pezzetti del
puzzle
coincidono.
Per
la realizzazione di
questo articolo si
ringrazia Enrico
Pantalone
(http://www.enricopantalone.com/)
per avermi aiutata
nella parte storica
fornendomi preziose
nozioni.
Bibliografia:
Centini M., Grezzo
D., Tacchino D.
(1998) Antropologia
degli alieni, ed.
Meb, Santarcangelo
di Romagna, (RN)
Kramer, S. N. (1975)
L’histoire commence
à Sumer, Librairie
Arthaud, Paris;
trad. it. (1997) I
Sumeri alle radici
della storia, Grandi
tascabili economici
Newton (divisione
della Newton e
Compton), Roma
Melquizedeq, D.
(1998)Ancient secret
of the flower of
life, vol. I, Light
Technology Publ.
trad. it. (2001)
L’antico segreto del
fiore della vita –
vol. I, Macro
edizioni, Diegaro di
Cesena (FC)
Sitchin, Z. (1976)
The 12th Planet;
trad. it. (1998) Il
pianeta degli dei,
ed. Piemme, Casale
Monferrato (AL)
Storia e teoria dei
sistemi di calcolo e
di comunicazione
(materiale di
supporto del corso
omonimo, Università
degli studi di
L’Aquila, facoltà di
Lettere e filosofia,
prof. Mario Di
Gregorio, A.A.
2004-2005)
Articolo:
Foschi, V. La Genesi
http://www.daltramontoallalba.it/speciali/genesi.htm
Webgrafia:
http://www.lostinn.com/lworld/giganti.htm
Per
approfondimenti:
Sublash K, Frawley
D, Feurstein G
(1995), In search of
the cradle of
civilization; trad.
it (1999) Antica
India la culla della
civiltà, Sperling &
Kupfer editori,
Milano
Immagini liberamente
tratte dal web.
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vedi anche:
Brevi
appunti storici sui Sumeri
Nibiru, il pianeta X ?
Lo
Stendardo di Ur

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