Molti credevano che Giovanni il Battista fosse il Messia promesso, ma egli precisava sempre che colui che doveva venire non battezzava con l’acqua, bensì in Spirito Santo. Dopo l’incontro di Gesù con Giovanni nelle acque del Giordano, il Battista inviò i suoi discepoli a seguirLo, indicando in Lui il vero Messia.

Il tetrarca Erode, severamente rimproverato da Giovanni per aver sposato Erodiade, vedova di suo fratello, temendo la portata rivoluzionaria del suo annuncio, lo fece invece imprigionare, ma non osò togliergli la vita, riconoscendone l’integrità morale.
In occasione del suo compleanno, tuttavia, offrì un banchetto a dignitari e ufficiali di Galilea (Marco 6, 21‑22).

Salomè, figlia di Erodiade, danzò talmente bene da ottenere dal re la promessa di esaudire qualunque richiesta. Istigata dalla madre, chiese la testa di Giovanni Battista: Erode, vincolato dal suo giuramento davanti agli ospiti, non poté rifiutare.

Masaccio – Martirio di San Giovanni Battista – Wikipedia, pubblico dominio

Una guardia condusse Giovanni nel carcere, lo decapitò e portò la sua testa su un vassoio, che Salomè consegnò a Erodiade.

Bernardo Strozzi – Salomè con la testa di Giovanni Battista – Gemäldegalerie Berlino – Wikipedia, pubblico dominio

La Chiesa ricorda la decollazione di san Giovanni il 29 agosto, probabilmente in corrispondenza del ritrovamento della sua reliquia, oggi custodita nella chiesa di San Silvestro a Roma. Giovanni morì solo due anni prima di Gesù, e per questo Dante, nel XXXII canto del Paradiso, afferma che egli “soffrì … l’inferno da due anni”, cioè rimase nel Limbo, insieme alle anime di tutti coloro che credettero nel “Cristo venturo“,,fino al passaggio di Cristo tra i morti, che liberò anche le anime dei giusti credenti.

NOTA
L’espressione “Cristo venturo” (letteralmente “il Cristo che verrà”) compare proprio in quel canto dantesco per indicare la futura venuta di Gesù nel Giudizio Universale.
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