La figura di Ignazio di Loyola (nato Inigo Lopez de Loyola, presso Azpeitia nel 1491 e morto a Roma nel 1556) è stata spesso idealizzata o distorta nei secoli, a seconda delle simpatie verso il carisma militante del fondatore della Compagnia di Gesù.

Peter Paul Rubens – Sant’Ignazio di Loyola, 1600 – Wikipedia, pubblico dominio

Ultimo di una nobile famiglia basca, ricevette la tonsura a 14 anni, ma non fu attratto dalla carriera ecclesiastica. Scelse invece la vita del cavaliere. Durante la difesa del castello di Pamplona contro le truppe di Francesco I di Francia, fu gravemente ferito a una gamba. L’episodio che cambiò la sua vita, però, non fu il colpo subito in battaglia, ma la lettura – durante la convalescenza – di due testi religiosi: la Vita di Gesù e la Leggenda aurea. Quei libri lo spinsero a una profonda conversione.

Inizialmente visse come un penitente estremo, lasciandosi crescere barba e capelli, senza mai cambiare abito e desiderando il ritiro in eremitaggio. Era animato da fervore ma privo di discernimento, come ammise lui stesso: “Non sapevo cosa fosse l’umiltà, l’amore, la pazienza o la discrezione”. Virtù che avrebbe poi imparato attraverso l’esperienza e gli errori.

Dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, abbandonò gli eccessi ascetici e tornò a studiare, prima a Barcellona, poi ad Alcalá e infine a Parigi. Qui ottenne il titolo di maestro in filosofia, cambiò il suo nome in Ignazio e cominciò a radunare attorno a sé un gruppo di compagni destinati a fondare la Compagnia di Gesù: i “soldati di Cristo“, uniti sotto il motto Ad maiorem Dei gloriam (Per la maggior gloria di Dio).

Accolto con affetto in molti ambienti, fu però sospettato d’eresia in Spagna e imprigionato. Scrisse: “Non ci sono abbastanza ceppi e catene a Salamanca che io non ne desideri di più per amore di Dio”.

Frontespizio della prima edizione a stampa degli Esercizi spirituali – Wikipedia, pubblico dominio

Il 3 settembre 1539 Paolo III approva oralmente la Formula instituti di Ignazio – Wikipedia, pubblico dominio

L’anima spirituale dell’ordine gesuita si riflette negli Esercizi Spirituali, opera breve ma intensa, nata dall’esperienza personale di Ignazio nella solitudine di Manresa. Più che un libro, è un metodo di discernimento, preghiera e formazione interiore che ha plasmato generazioni di religiosi e laici.

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