Barbara nacque a Nicomedia (oggi Ismit o Kocael in Turchia) nel 273 d.C. La tradizione invoca Barbara contro i fulmini, il fuoco e la morte improvvisa. Secondo la tradizione cristiana, Santa Barbara è patrona degli Artificieri, delle Armi di Artiglieria e Genio, della Marina Militare Italiana, dei Vigili del Fuoco e dei Minatori.

Santa Barbara, incisione di Israhel van Meckenem – Wikipedia, pubblico dominio

La tradizione biografica di Santa Barbara, martire, ha conosciuto sviluppi talmente ampi e complessi da rendere pressoché impossibile l’individuazione dei rapporti fra le varie redazioni sia greche sia latine e l’identificazione di volta in volta dell’ambiente in cui queste vennero alla luce. 

Un dato è comunque certo: l’assoluta mancanza di uniformità nelle coordinate storico – geografiche entro le quali viene collocato il martirio di Barbara, variamente posto sotto l’impero di Massimino il Trace (235-238), di Massimiano (286-305) e di Massimino Daia (308-313) ora ad Antiochia, ora a Nicodemia, ora ad Elaiopoli e, secondo alcune tradizioni latine, addirittura in Toscana. 

Domenico Ghirlandaio – Santa Barbara schiaccia il padre infedele, con un donatore in ginocchio – Wikipedia, pubblico dominio

Il racconto narra che il padre di Barbara, Dioscoro, di religione pagana, ordinò la costruzione di una torre per rinchiudervi la bellissima figlia, onde proteggerla dagli sguardi degli uomini. Quando, poi, la invitò a prendere in considerazione le proposte di matrimonio, ella, intenzionata a consacrarsi a Dio, espresse la propria contrarietà.

Durante una momentanea assenza del padre, Barbara ordinò ai costruttori della torre di aprire in essa tre finestre, simbolo della Trinità, contrariamente al volere del genitore che ne aveva commissionate due, e nello stesso tempo si autobattezzò.

Al ritorno del padre, venuto a sapere dalla figlia alla sua adesione alla fede cristiana, decise subito di ucciderla, ma ella riuscì miracolosamente a mettersi in salvo. Ritornata dal padre, venne da questi consegnata al governatore per essere sottoposta a crudeli tormenti e poi uccisa.

Al rifiuto di Barbara ad abiurare, seguirono atroci supplizi: fu flagellata, avvolta in panni talmente ruvidi da farle sanguinare in tutto il corpo e rinchiusa in carcere ove, durante la notte, fu miracolosamente risanata. All’indomani però fu sottoposta ad altri tormenti assieme ad una certa Giuliana, che in quel frangente si era professata seguace di Cristo. 
Le furono recise le mammelle e venne trascinata nuda per le contrade, ma pregando Dio ottenne una copertura per la sua nudità.

Infine fu condannata alla decollazione, eseguita dallo stesso padre, il quale, subito dopo l’uccisione della figlia, fu colpito da un fulmine che l’annientò disperdendone qualsiasi traccia.

Lucas Cranach il Vecchio – Il martirio di Santa Barbara – Wikipedia, pubblico dominio

La festa della Santa è celebrata il 4 dicembre. 

Il suo culto ebbe grande diffusione specie al partire dal IX sec. In Italia esso è particolarmente vivo a Venezia (Torcello) e in Toscana, in Umbria, nella Sabina, in Sicilia. 
Fu inclusa nel gruppo dei 14 santi ausiliatori e viene invocata contro la morte improvvisa. Per questo fu scelta come patrona degli artiglieri, dei minatori, dei vigili del fuoco e di quanti corrono il rischio di venire uccisi dal fuoco e dal fulmine, sorte toccata al padre di Barbara. 
Diversi sono gli attributi rappresentati nelle arti figurative: la corona, la palma e la spada indicano il martirio; il pavone fu scelto in ricordo della miracolosa metamorfosi delle verghe con le quali fu battuta da padre in penne di pavone; la torre allude chiaramente alla sua prigione; la pisside, infine, fa di Barbara la portatrice dei sacramenti a chi è in punto di morte. 
Singolare l’episodio dell’autobattesimo, che rafforza in lei il modello della laica vergine e martire dei primi secoli cristiani.

 

Stralcio testo tratto dalla pagina: accademiadeisensi.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…