Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Appunti su: mitologia, cosmologia, cosmogonia e decadenza

Brani estratti da un’intervista al Professor Manlio Triggiani dal titolo: “La mitologia è lo studio dei miti e il mito è la base della Tradizione”  (leggi tutta l’intervista)

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Stanisław Wyspiański – Eos, Phosphoros, Hesperos, Helios – Disegno a matita, Museo Nazionale di Varsavia.

La mitologia è lo studio dei miti e il mito è la base della Tradizione: è una narrazione che esprime una storia sacra che si situa nel tempo primordiale, il famoso tempo favoloso delle origini, quello della Tradizione primordiale, di millenni e millenni fa. In senso più ampio si riferisce a tutto ciò che comincia, che comincia a essere. Tutto grazie alla volontà di dei o di esseri soprannaturali. Ecco perché i miti sono sacri.

Brevemente, la cosmologia è quel settore della metafisica che affronta i principii più generali dello studio del mondo fisico. Sul versante filosofico si chiama anche fisica, riguarda la filosofia della natura e riguarda il problema dell’esistenza della materia, la formazione dei mondi e del nostro sistema solare, la natura e l’origine della vita ecc.
Cosmogonia è la dottrina dell’origine dell’universo: dalla dottrina delle quattro età indù alla dottrina di Esiodo (che prevedeva anche una quinta età di transizione, l’era degli eroi) e tutte le religioni di tutti i continenti hanno la propria cosmogonia che viene espressa in maniera esoterica ed essoterica. E non solo è riportata nei grandi testi dell’umanità ma è stato elemento di riflessione dei primi filosofi da Talete ad Anassimandro, ad Anassimene.

Da un punto di vista tradizionale stiamo vivendo l’età del ferro, il Kali Yuga, l’epoca di decadenza e quindi gli uomini si sono allontanati da una visione spirituale, dal richiamo metafisico. E’ il ragna rökkr, l’oscuramento degli dei. Dalla Tradizione iranica a quella azteca, da quella ebraica a quella indoeuropea, è la decadenza prevista già millenni fa.
Nei testi tradizionali (a esempio i Veda) ci sono tanti esempi di lotte senza quartiere fra razze civilizzatrici e razze animalesche, ciclopiche e demoniache. Per fare esempi pratici, a un netto miglioramento della tecnica negli ultimi secoli è corrisposto un depauperamento della dimensione spirituale. Si è diffusa una certa massificazione, una globalizzazione che intende cancellare valori, tradizioni, usi, costumi, lingue per creare una marmellata indistinta di sradicati.
La diffusione del pansessualismo, in un’epoca in cui il sesso non viene vissuto ma visto come merce, realtà da consumare (social, siti internet, telefoni erotici) proprio quando diminuiscono le nascite e si registra il calo del desiderio. Si diffonde un relativismo che viene spacciato per democrazia e autodeterminazione ma in realtà ha lo scopo di abbattere tutte le regole e tutti i valori. Tutto questo sullo sfondo degli elementi che caratterizzano la postmodernità: tecnica (molto criticata da autori come Heidegger, Jünger, Evola, Guénon, Spengler ecc.) ed economia (il versante materialista secondo il quale i soldi sono la misura di tutto).

 

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