Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Appunti sul Codex Sinaiticus

Il giornale “la Repubblica” del due settembre 2009 ha pubblicato un articolo che riguarda il  Codex Sinaiticus e che mi ha dato lo spunto per condividere con voi questa paginetta.

. .

Sinaiticus_text

,

Egitto, scoperto in una biblioteca un frammento della Bibbia più antica

.

Il pezzo del Codex Sinaiticus era nascosto in un volume del 18° secolo custodito nel monastero di Santa Caterina sul Sinai ed è stato riconosciuto da un ricercatore greco

.

IL CAIRO – Uno studente greco, alle prese con le ricerche per il suo dottorato, ha scoperto in Egitto un frammento disperso della Bibbia più antica finora conosciuta. Il frammento del Codex Sinaiticus, il manoscritto considerato la Bibbia più antica ancora esistente, è stato trovato al monastero di Santa Caterina sul Sinai, in Egitto, uno dei luoghi dove le pergamene del manoscritto del IV secolo D.C. sono custodite. Era stato riciclato per la rilegatura di un volume del 18° secolo da due monaci che non riuscivano a procurarsi dell’altra pergamena, ed era scomparso. 
Nikolas Sarris, uno studente greco che sta completando il suo dottorato in Gran Bretagna, ha riconosciuto per caso il frammento della Bibbia del Sinai mentre esaminava una serie di fotografie di manoscritti presso la biblioteca del monastero. Le pergamene della Bibbia del Sinai sono ripartite tra il monastero di Santa Caterina sul Sinai in Egitto, la Biblioteca Russa di San Pietroburgo, la British Library di Londra e la Biblioteca dell’Università di Lipsia in Germania e di recente sono state digitalizzate e messe online in un progetto al quale hanno preso parte esperti provenienti dai quattro Paesi. 
Sarris ha collaborato alla digitalizzazione per la British Library ed è perciò stato in grado di riconoscere all’istante il pezzo di manoscritto. “E’ stato un momento molto emozionante. Anche se non è la mia specializzazione, avevo lavorato al progetto online e il Codex mi era rimasto impresso nella memoria. Ho controllato l’altezza delle lettere e delle colonne e in breve ho realizzato che avevo davanti una parte mai vista del Codex”.

Lo studioso ha quindi contattato Padre Justin, il bibliotecario del monastero, che ha confermato che si trattava di un pezzo di pergamena appartenente all’antica Bibbia che corrisponderebbe al capitolo 1 e al verso dieci del libro di Giosuè. Solo una parte del frammento trovato da Sarris è visibile sulla superficie della rilegatura, ma altre parti potrebbero essere nascoste negli strati inferiori. La biblioteca di Santa Caterina non ha gli strumenti necessari per esaminare la rilegatura senza danneggiare la pergamena ma, ha sottolineato Padre Justin, potrebbe presto dotarsi delle tecnologie adatte.

.

linea separatrice

.

Il Codice Sinaitico o Codex Sinaiticus è un manoscritto in greco onciale (cioè maiuscolo) datato tra il 330-350. Originariamente conteneva l’intero Antico Testamento nella versione greca della Settanta, l’intero Nuovo Testamento, e altri scritti cristiani (Lettera di Barnaba, Pastore di Erma) e  fu ritrovato da Konstantin von Tischendorf presso il Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai, in Egitto, tra il 1844 e il 1859.

Durante il primo viaggio presso il monastero, nel 1844, trovò in un cesto 43 fogli di pergamena contenenti testi di Geremia, Neemia, 1 Cronache ed Ester. Un monaco gli disse che “erano rifiuti che dovevano essere distrutti bruciandoli nel forno del monastero”. 
I monaci, diffidenti, pure conoscendo l’esistenza di altre pagine del Codice, si rifiutarono di fargliele esaminare. Tischendorf ottenne però in dono i fogli ritrovati che pubblicò in fac-simile nel 1846. 
Nel 1853 una seconda spedizione si rivelò infruttuosa, tranne che per il ritrovamento di due frammenti del Libro della Genesi.

Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai

Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai

Nel 1859 Tischendorf effettuò una terza visita al convento grazie all’aiuto dello Zar Alessandro II di Russia, dal quale dipendevano allora tutti i monasteri greco-ortodossi. 
Un monaco mostrò allo studioso un manoscritto che aveva trovato casualmente nella sua cella, nascosto tra vari oggetti. Si trattava di un’altra parte del Codice, contenente gran parte dell’AT e tutto il NT con l’Epistola di Barnaba e parte del Pastore d’Erma. 
Tischendorf che non era riuscito a convincere i monaci a lasciargli il manoscritto iniziò a trascriverlo nel Monastero stesso. Successivamente riuscì a farselo inviare al Cairo in un altro monastero greco-ortodosso per continuare a copiare il testo. Infine Von Tischendorf riuscì a far ‘regalare’ il manoscritto allo Zar, dietro a un compenso di 9000 rubli. 
Nonostante questo pagamento, il Codice è attualmente considerato dal monastero come rubato, un punto di vista contestato da molti studiosi in Europa.
Nel maggio 1975, durante dei lavori di ristrutturazione nel monastero, venne scoperta una camera sotto la cappella di San Giorgio, nella quale erano contenuti molti frammenti pergamenacei tra cui 12 pagine del Codice Sinaitico.

Per diversi decenni il codice è stato conservato presso la Biblioteca Nazionale Russa di san Pietroburgo. Nel 1933 l’Unione Sovietica vendette il codice alla British Library per 100,000 sterline.

Il codice è attualmente diviso in 4 porzioni ineguali: 347 fogli sono presso la British Library a Londra; 12 fogli e 14 frammenti (a cui bisogna aggiungere un frammento individuato da uno studente greco tra la rilegatura di un manoscritto del XVIII secolo) sono presso il monastero di Santa Caterina; 43 fogli sono nella Biblioteca della Università di Lipsia; frammenti di 3 fogli sono presso la Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo.

 

fonte Wikipedia

 

 

Similar posts