Atum, dio principale di Eliopoli e creatore per eccellenza, fu in seguito identificato con il sole al tramonto. Tra i suoi animali sacri figuravano il leone, il serpente e l’icneumone.
Illustrazione di Atum dal Pantheon Egyptien (1823-1825) di Leon Jean Joseph Dubois (1780-1846). Migliorato digitalmente da rawpixel – Wikipedia, autore Rawpixel, opera propria rilasciata con licenzaCC BY-SA 4.0
Divinità solare di epoca predinastica, Atum era venerato nell’antica città di Iunu, che i Greci chiamarono Heliopolis e che compare nella Bibbia col nome di On. Il suo nome deriva dalla radice tm, che racchiude un duplice significato: “totalità” e “nulla”.
Secondo i sacerdoti di Eliopoli, il suo nome significava “colui che ha compiuto”, in riferimento alla sua auto-creazione dalle acque primordiali, avvenuta attraverso un atto di pura volontà o grazie al potere creativo della parola. Era noto anche con il titolo Neb-er-djer, ovvero “Signore fino all’estremo confine”.
La dottrina eliopolitana lo poneva all’origine di tutto: Atum era il fondatore dell’Enneade, la grande famiglia divina. Fu il primo essere nato dal caos primordiale e generò poi Shu, dio dell’aria, e Tefnut, dea dell’umidità, i primi elementi del mondo materiale. In origine era considerato una divinità bisessuale, capace di generare da sé la prima coppia divina, anche se in epoche successive venne associato come sposo a Nebhet-Hotep.
Nel sistema trinitario legato al ciclo solare, Atum rappresentava il sole al tramonto, affiancato da Khepri, simbolo dell’alba, e Ra, personificazione del sole allo zenit. Come recitava un antico detto: “Io sono Khepri al mattino, Ra a mezzogiorno e Atum alla sera.”
Atum era raffigurato con sembianze umane, spesso come un uomo maturo, a volte con la barba. Portava talvolta la doppia corona dell’Alto e Basso Egitto, altre volte il disco solare circondato dall’ureo, il serpente sacro. Nelle mani reggeva l’ankh, simbolo della vita, e lo scettro uas, emblema di potere. Secondo alcune leggende, Atum avrebbe regnato sulla terra, divenendo per gli Egiziani l’archetipo del re saggio.
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