Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Avebury, un antico centro della fertilità

Nel cuore della campagna inglese sorgono le rovine di un grandioso tempio megalitico.
Chi lo costruì e quando?
Quali riti religiosi vi si tenevano?
Le pietre infisse formavano forse una sorta di centro d’e­nergia preistorico?

Avebury_mappaIl gruppo più importante di monumenti neolitici inglesi si raccoglie attorno al villaggio di Avebury, nel Wiltshire settentrionale. A poca distanza l’una dall’altra sono situate: la tomba preistorica più grande d’Inghilterra, la collina artificiale più alta d’Europa e il più ampio cerchio di massi eretti del mondo. Il complesso di Avebury sorge accanto a una delle più antiche strade del paese, la Ridgeway, che collegava le vie commerciali che portavano dal Dorset ai giacimenti di silice del Norfolk.

Le proporzioni della struttura megalitica di Avebury sono strabilianti. Uno dei primi studiosi del luogo, l’antiquario John Aubrey del XVII secolo, scrisse che ‘superava Stonehenge nella stessa misura in cui una Cattedrale parigina supera una chiesa‘.

Distribuita su 11.3 ettari, la costruzione è costituita da un fossato di confine profondo 15 m., compreso tra due alti argini, avente un perimetro di oltre 1 km. In origine il monumento conteneva un grande cerchio di un centinaio di pietre erette – ne restano solo ventisette – racchiudente due cerchi più piccoli, oggi rappresentati da pochi massi sparsi. 
Nel XIV secolo, alcuni cristiani che intendevano ‘sconsacrare’ ciò che essi consideravano un tempio pagano rovesciarono sistematicamente gran parte delle pietre dentro e attorno al complesso.
L’opera di distruzione proseguì nel XVII e XVIII secolo, quando alcuni massi furono ridotti in pezzi con il fuoco, l’acqua fredda e i martelli. Molti vennero utilizzati per la costruzione di case, in special modo nel villaggio di Avebury che si era venuto costituendo all’interno della struttura preistorica.

Le annotazioni dell’opera su vasta scala, compiuta dall’antiquario del XVIII secolo William Stukeley, hanno consentito agli archeologi di ricostruire il cerchio e i suoi dintorni. Nel suo libro Avebury descritta, Stukeley scrisse che Avebury dava prova di ‘una giustamente rinomata grandiosità di gusti, un’esattezza di progetto, un’evidente simmetria e una discreta gradevolezza di esecuzione…‘.

Avebury - aspetto originario
Avebury faceva parte di un grande complesso religioso?

La campagna del Wiltshire che circonda la costruzione di Avebury è cosparsa di resti preistorici. Nei pressi di Avebury ve ne è una ricca concentrazione, giacché la zona era molto importante dal punto di vista religioso. L’insieme del fossato e degli argini presenta quattro entrate. Dall’accesso sud un doppio viale di pietre erette, la Kennet Avenue, si estendeva in origine per 2,4 km e terminava in corrispondenza di due piccoli cerchi di pietre e di parecchi edifici circolari di legno. Da un’altra entrata partiva la Beckhampton Avenue, lunga 2 km e contenente circa 200 massi, di cui oggi ne rimane uno soltanto. Altri importanti siti delle vicinanze sono il Windmill Hill, un campo percorso da strade lastricate, costruito nel 3350 a.C., prima che fosse concepito il progetto di Avebury; Silbury Hill, la più alta collina artificiale d’Europa, di cui s’ignora la destinazione; e la più ampia tomba preistorica d’Inghilterra, il tumulo di West Kennet lungo 104 m. Avebury era quasi sicuramente il principale centro di attività religiosa della regione, ma è la forma assunta dai riti qui praticati ad aver sconcertato generazioni di antiquari e archeologi.

Avebury - La via delle pietre

Avebury – La via delle pietre

Proprio come per Stonehenge, anche per Avebury sono state avanzate le più disparate teorie sull’uso cui era adibito il complesso. Le ipotesi formulate sono molte: un tempio romano, un consesso di Druidi, la rappresentazione dell’uovo e del serpente sacro, un calcolatore astronomico, un planetarium, un anfiteatro. 
Gli archeologi hanno dimostrato che il cerchio era in uso tra il 2600 e il 1600 a.C. – molto tempo prima che i Romani giungessero in Inghilterra e depredassero i sacerdoti celti noti come Druidi. Ma, se esistono molte prove che Stonehenge servisse da osservatorio, ad Avebury non sono stati individuati allineamenti astronomici significativi.

Avebury - Porzione del cerchio esterno

Avebury – Porzione del cerchio esterno

Una spiegazione è proposta dall’archeologo britannico Michael Dames nel suo libro II ciclo di Avebury. A suo parere, esso fu ‘creato quale complesso coerente per inscenare un dramma religioso esteso a un intero anno; ciascun edificio offriva a turno una speciale ambientazione per celebrare dati avvenimenti dell’anno agricolo, associati ai corrispondenti eventi del ciclo vitale dell’uomo‘.


Celebrazioni rituali ad Avebury

In mancanza di una documentazione scritta sui rituali preistorici, per tentare di stabilire lo scopo di Avebury dobbiamo rifarci ai resti frammentari di questo luogo. In coincidenza con le date significative del calendario agricolo, qui si celebravano delle feste con danze, processioni lungo i viali e offerte votive di oggetti agli spiriti e agli dei della fertilità. Venivano forse compiuti anche sacrifici di animali, se non, addirittura, umani. I vasi rotti, le nocciole, i rami di alberi da frutto e gli utensili di pietra danneggiati, disseppelliti nella Kennet Avenue, erano forse tutti doni rituali. Presumibilmente anche i vari reperti provenienti dalla costruzione, come i coltelli e le ossa umane, rivestivano un significato cerimoniale. La vicinanza d’importanti e lunghi tumuli ha indotto i ricercatori a supporre che i resti degli antenati fossero trasportati dalle tombe fino ad Avebury lungo i viali. Probabilmente veniva invocato l’aiuto degli avi in riti aventi lo scopo di assicurare la fertilità del bestiame e delle donne e l’abbondanza dei raccolti. Può darsi che le celebrazioni comprendessero atti sessuali, poiché spesso la magia di tipo mimetico era considerata utile per incrementare la fertilità. Alcune usanze tradizionali britanniche, tramandate fino ai nostri giorni, e molte altre non più praticate, contengono del simbolismo sessuale. Forse le pratiche moderne sono versioni mitigate di rituali preistorici. La danza attorno al palo, ad esempio, ha associazioni sessuali e legami con la fertilità. Il fatto che i bambini del XIX secolo ballassero attorno a un palo eretto entro la recinzione di Avebury è forse da ricollegarsi direttamente ai riti di 4000 anni fa.

Avebury - veduta aerea
Perché i costruttori di Avebury profusero tanto impegno nell’allestire uno scenario di tale grandiosità? È comprensibile che avessero bisogno di un’ambientazione chiaramente definita per i loro riti, ma perché innalzare dei massi tanto giganteschi? Oltre a simboleggiare gli elementi maschili e femminili, le pietre avevano presumibilmente una funzione più importante durante le festività religiose di Avebury.
La ricerca moderna sta analizzando la possibilità che le pietre verticali fungessero da punti di accumulo e trasmissione delle energie terrestri naturali. Queste energie sono già state rivelate dagli strumenti scientifici e dalle bacchette da rabdomante. Alcuni individui dotati di particolare sensibilità sono in grado di percepirle a mani nude. Le genti preistoriche, che vivevano in armonia con la natura, erano probabilmente assai più ricettive delle popolazioni odierne alle sottili influenze emanate dalla terra. È suggestivo supporre che le pietre svolgessero durante le cerimonie di Avebury un ruolo attivo, rendendo accessibile ai partecipanti, affinché la utilizzassero, l’energia terrestre. Se la ricerca moderna dovesse dimostrare che i massi eretti cedevano effettivamente energia, il passo successivo, forse piccolo ma logico, sarebbe quello di dedurre che il luogo era non solo un centro della fertilità ma anche una centrale energetica preistorica.

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