
Cristoforo Colombo in un ritratto postumo eseguito da Ridolfo Ghirlandaio, circa 1520 – Wikipedia, pubblico dominio
Cristoforo Colombo, celebre navigatore ed esploratore italiano, nacque a Genova nel 1451, in una famiglia di umili origini. Fin da giovane dimostrò grande curiosità intellettuale: imparò a leggere e scrivere con i frati e si dedicò allo studio della cartografia, del disegno, del calcolo e della geometria.
Durante l’adolescenza seguì il padre, lanaiolo e piccolo commerciante, in brevi viaggi lungo le coste liguri. A partire dal 1470 iniziò a navigare professionalmente per conto delle grandi famiglie genovesi come i Centurione, gli Spínola e i Di Negro, che possedevano importanti interessi commerciali nei principali porti europei, in Spagna, Portogallo e nell’isola di Madera. Fu a bordo della nave Roxana che, nel 1473, raggiunse l’isola greca di Chio, all’epoca ancora sotto il controllo di Genova. Vi restò un anno intero, perfezionando le sue competenze marinaresche e l’uso degli strumenti nautici.
Sempre più affascinato dalla vita di mare, Colombo compì numerosi viaggi tra l’Africa e il nord Europa.
Nel 1476 sopravvisse a un naufragio, causato da un attacco piratesco, un evento tutt’altro che raro in quell’epoca. Stabilitosi in Portogallo nel 1486, approfondì lo studio delle carte nautiche grazie al fratello Bartolomeo, cartografo.
Si appassionò ai testi dei geografi antichi e mantenne contatti con Paolo dal Pozzo Toscanelli, convinto assertore della sfericità della Terra e della possibilità di raggiungere l’Asia navigando verso ovest.
Colombo fece propria questa ipotesi, credendo che tra le coste europee e l’estremo oriente non vi fossero terre intermedie.
Per realizzare il suo ambizioso progetto, però, aveva bisogno di navi e finanziamenti. Si rivolse senza successo alle corti di Portogallo, Inghilterra e Francia, fino a quando, nel 1492, i sovrani di Spagna. Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona. decisero di sostenerlo, nel tentativo di anticipare i portoghesi nella conquista di nuove rotte commerciali verso le Indie.

Cristoforo Colombo in ginocchio davanti alla regina Isabella I. – Immagine tratta dalla Library of Congress (LC) – Wikipedia, pubblico dominio
Colombo fu nominato Ammiraglio e Viceré delle terre che avrebbe scoperto, con il diritto a un decimo di tutti i profitti. La spedizione fu affidata a tre caravelle: la Santa Maria (la nave ammiraglia), la Pinta e la Niña, fornite dagli armatori Pinzón. Il 3 agosto 1492 salparono dal porto di Palos con un equipaggio di circa 120 uomini.

I tre velieri in una stampa di Gustav Adolf Closs del 1892 – Wikipedia, pubblico dominio
Dopo una sosta alle Canarie, dal 12 agosto al 6 settembre, le navi affrontarono l’ignoto Oceano Atlantico. La traversata fu lunga e difficile: durò più di un mese e il malcontento a bordo crebbe al punto che Colombo dovette spesso nascondere la reale distanza percorsa per non demoralizzare gli uomini.
Il 12 ottobre 1492 giunse finalmente la svolta: la presenza di uccelli migratori annunciò l’avvistamento di terra. Era l’isola di Guanahani, nelle attuali Bahamas, che Colombo battezzò San Salvador.
Seguendo la rotta, scoprì Cuba (che identificò erroneamente come la Cina) e Hispaniola (oggi divisa tra Haiti e Repubblica Dominicana), dove fondò una piccola colonia e costruì una fortezza.
Convinto di aver raggiunto le Indie, Colombo definì quelle terre Indie Occidentali e chiamò i loro abitanti indiani. Tuttavia, con grande sorpresa, non trovò le ricchezze descritte da Marco Polo ne Il Milione. Il 16 gennaio 1493 ripartì verso la Spagna, riportando con sé alcuni “indiani“, prodotti esotici e un carico di novità che, seppur affascinante, non soddisfò le aspettative economiche dei sovrani.

IVAN AIVAZOVSKY – Lo sbarco di Cristoforo Colombo con i compagni su tre lanci, venerdì 12 ottobre 1492, all’alba, su un’isola americana chiamata da lui San Salvador lo stesso giorno – Wikipedia, pubblico dominio
Negli anni successivi, tra il 1493 e il 1500, Colombo organizzò nuove spedizioni. Tuttavia, la sua gestione delle colonie fu criticata: pur essendo un navigatore abile, non possedeva le qualità necessarie per governare. I sovrani inviarono Francisco de Bobadilla per amministrare la giustizia. Colombo, rifiutando la sua autorità, fu arrestato e rimandato in Spagna in catene. Presto liberato, nel 1502 partì per il suo quarto e ultimo viaggio.
Durante questa spedizione, un violento uragano affondò tre delle quattro navi.

Carl von Piloty – Cristoforo Colombo – Wikipedia, pubblico dominio
Colombo esplorò le coste dell’America Centrale, tra Honduras e Panama, dove incontrò per la prima volta popolazioni indigene più sviluppate. Dopo un lungo periodo trascorso in Giamaica, rientrò in Spagna nel 1504.
Stanco e malato, Colombo si stabilì a Valladolid. L’atmosfera era ormai ostile: la regina Isabella, sua principale sostenitrice, era morta, e la corte spagnola non riconosceva più il valore delle sue imprese.
Colombo morì il 20 maggio 1506, quasi dimenticato e convinto, fino alla fine, di aver raggiunto le Indie orientali navigando verso occidente.
Il suo merito, però, resta immenso: Colombo fu il primo a compiere una traversata oceanica guidata da un’intuizione straordinaria, aprendo le porte a una nuova era di scoperte, scambi e trasformazioni che cambiarono per sempre la storia del mondo.
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