Jean-Auguste-Dominique Ingres – La Vergine del velo azzurro – Wikipedia, pubblico dominio

Si parla spesso di Maria e molti pensano di conoscerne la storia. Eppure, questa certezza è spesso il risultato di una fusione inconsapevole tra fatti storici e convinzioni teologiche.
In realtà, sappiamo ben poco della sua vita, almeno dal punto di vista storico. Le poche informazioni disponibili provengono dai testi canonici, che, nonostante i numerosi tentativi di discredito nel corso dei secoli, restano le fonti principali anche per chi cerca una lettura più storica della figura di Maria.

Il nome “Maria” deriva dall’aramaico Miryàm, che significa “amata da Dio”. Da lì, attraverso il greco Maryàm e il latino Mariam, è giunto fino a noi come Maria.

Nei primi capitoli dei Vangeli di Matteo e Luca, i soli che raccontano l’infanzia di Gesù, troviamo i primi cenni alla figura di Maria. Questi testi, seppur complessi da inquadrare storicamente, costituiscono la base scritturistica della dottrina sulla maternità verginale di Maria.
Il Vangelo di Matteo, ad esempio, la presenta come promessa sposa di Giuseppe e afferma chiaramente (1,18) che “prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo”. L’episodio del turbamento di Giuseppe (1,19-21), che pensa di ripudiarla in segreto, è seguito dall’intervento di un angelo che lo convince del carattere divino di quella nascita.

Beato Angelico – Annunciazione, Museo del Prado – Wikipedia, pubblico dominio

Subito dopo l’annunciazione, Maria si reca a visitare la parente Elisabetta, incinta di Giovanni Battista.
Da quell’incontro nasce il Magnificat, il canto con cui Maria esprime la sua gioia e quella di tutto il popolo di Abramo.

In seguito, a causa di un censimento voluto forse dall’imperatore Augusto, Maria e Giuseppe si recano in Giudea. A Betlemme, in una grotta, Maria dà alla luce Gesù.

Jacopo Tintoretto – Nascita di Gesù – Museum of Fine Arts Boston – Wikipedia, pubblico dominio

Il Vangelo di Luca racconta l’apparizione degli angeli e la visita dei pastori (Lc 2,1-20). Otto giorni dopo, la coppia si reca al tempio di Gerusalemme per la presentazione del neonato. Lì incontrano Simeone, un anziano giusto e devoto, che predice a Maria il dolore che l’aspetta: “una spada ti trafiggerà l’anima” (Lc 2,33ss), in riferimento alla futura passione di Gesù.

Ogni anno, Maria si reca al tempio con la famiglia. Quando Gesù ha dodici anni, viene smarrito e ritrovato dopo tre giorni nel tempio, mentre discute con i dottori della Legge (Lc 2,41-52).

Dopo lunghi anni di vita semplice e silenziosa, Maria riappare a Cana di Galilea, dove invita Gesù a compiere il miracolo del vino alle nozze. Da quel momento, segue il Figlio nel suo percorso pubblico, quasi sempre silenziosa, confusa tra la folla (Gv 2,12; Lc 11,27-28; Mt 12,46-50).

Jacopo Tintoretto – Compianto sul Cristo morto (La Pietà) – Museo d’arte di San Paolo – Wikipedia, pubblico dominio

Infine, la ritroviamo sul Calvario, ai piedi della croce. Lì, nel suo dolore più profondo, Gesù le affida il discepolo Giovanni come figlio, e a Giovanni affida Maria come madre (Gv 19,25-27). Dopo la resurrezione, gli Atti degli Apostoli (1,14) la ricordano presente tra i discepoli alla vigilia della Pentecoste.

Vetrata pentecoste – Foto di AJ jaanko da Pixabay

È interessante notare che il Vangelo di Giovanni la nomina solo due volte (2,1-5 e 19,25-27), sempre come “madre di Gesù” e mai per nome, mentre Marco (6,3) la menziona chiamando Gesùil figlio di Maria”.

Da quel momento in poi, i testi canonici non forniscono ulteriori dettagli sulla sua vita. E così si chiude questa breve panoramica sulla figura di Maria secondo le fonti ufficiali. In Italia, è più comunemente conosciuta con il titolo di “Madonna”, che deriva dal latino mea domina, ovvero “mia signora”.

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