Uno dei grandi benefici della meditazione è l’accesso al proprio Sé interiore, una fonte di conoscenza che la mente cosciente, limitata ai cinque sensi, non può raggiungere. Il Sé esteriore raccoglie informazioni dal mondo materiale, mentre il Sé interiore vive in una dimensione più elevata, la cosiddetta quinta densità.
Entrare in contatto con questa parte profonda di sé significa aprirsi a una conoscenza vastissima: non solo quella delle esperienze terrene, ma anche quella accumulata nelle esistenze vissute tra un’incarnazione e l’altra, nei regni spirituali e mentali.
Dopo la morte, l’anima abita un corpo sottile, detto corpo astrale. La proiezione astrale permette di spostarsi in un attimo in qualsiasi luogo della Terra, mentre per raggiungere altri pianeti serve maggiore preparazione. Per viaggi interplanetari, infatti, si procede a tappe: una serie di “salti” che consentono al gruppo di esploratori di sostare e poi ripartire verso la destinazione successiva.
Un esempio straordinario è quello di Michael Faraday, il naturalista inglese morto nel 1867. Attraverso un medium, egli continuò a comunicare, raccontando di spedizioni compiute in spirito su altri pianeti. Immaginate: un naturalista vittoriano, un secolo prima della corsa allo spazio, che esplora mondi lontani e li confronta con la vita sulla Terra.

Michael Faraday, (1791 – 1867) verso la fine degli anni Trenta – Wikipedia, pubblico dominio
Nella quinta densità, quella del Sé interiore, non solo lo spazio ma anche il tempo diventa esplorabile. È qui che si progettano le future incarnazioni, le quali non seguono sempre un ordine cronologico: una vita successiva può svolgersi nel futuro, ma anche in quello che percepiamo come passato.
Lo psicologo Michael Newton, nel libro Journey of Souls, riporta il caso di un soggetto che, affascinato dai Padri Fondatori degli Stati Uniti, si preparava a reincarnarsi proprio come uno di loro. Un salto all’indietro nel tempo, scelto consapevolmente per vivere quell’esperienza.
Una scansione mistica dell’universo
In stati profondi di meditazione, è possibile persino investigare fenomeni cosmici come i buchi neri, cogliendone il senso nel Disegno del Creatore.

Un buco nero in una rappresentazione artistica della NASA – Wikipedia, pubblico dominio
Secondo antiche tradizioni mistiche, l’universo nacque da un “sole centrale”, generato dall’incontro di due vortici energetici controrotanti. Dalla loro fusione nacque un’implosione costante che, come reazione, produsse una continua esplosione di energia. Fu questa energia, invisibile e pre-fisica (eterica), a dare vita al cosmo, alimentandone l’espansione e favorendo la formazione di galassie, stelle e pianeti.
Il nostro Sole, come altri astri, funge da trasduttore di questa energia: trasmette vita (energia eterica), struttura (energia magnetica) e luce (energia elettrica).
Il segreto dell’AUM
I mistici raccontano che il Sole emette un suono sottile, un mantra cosmico composto da tre sillabe: A-U-M.
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- La “A” rappresenta l’energia eterica.
- La “U” è il suono dell’energia magnetica.
- La “M” è il suono dell’energia elettrica.
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Aum, o Oṃ – il mantra più sacro e rappresentativo dell’induismo – Wikipedia, pubblico dominio
Quando unite, queste energie costituiscono la base della vita e del movimento dell’universo. Come l’acqua di una cascata che perde potenziale man mano che scende, così anche l’energia cosmica si trasforma e viene continuamente riciclata.
La Bellezza del Creato
Nella natura tutto si rigenera: l’acqua che evapora ritorna come pioggia, l’energia che si esaurisce rinasce in nuove forme. Allo stesso modo, i buchi neri assorbono energia e materia come enormi “condotti di scarico” dell’universo, reinserendo ciò che raccolgono nel ciclo eterno della Creazione..
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