Molti gli aneddoti su questo antipasto tipico delle zone delle Madonie. 
Ma il più noto racconta la storia di un argentiere palermitano che, caduto in bassa fortuna, vi ricorreva spesso in quanto piatto “povero” ed incantava tutto il quartiere con il profumo che si sprigionava durante la sua preparazione. 
Altro aneddoto riguarda la moglie dell’argentiere, cuoca formidabile, capace di far produrre profumi irresistibili a tutte le pietanze che preparava, anche alla più umili. 
I vicini addirittura, chiamavano “coniglio all’argentiere” (cunigghiu all’argintera) il cacio cucinato dalla donna, perché non aveva nulla da invidiare, per odore, a pietanze più pregiate.

cacio

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INGREDIENTI
Per 4 persone:

  • 400 grammi di caciocavallo freschissimo
  • 2 spicchi di aglio
  • olio d’oliva extravergine
  • 1 cucchiaio d’aceto.
  • sale e pepe quanto basta
  • origano a piacere

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Fate imbiondire gli spicchi d’aglio in una padella con olio caldo. 
Tagliate il formaggio a fette sottili. Rosolatele per cinque minuti nell’olio della padella, assieme ai due spicchi d’aglio. 
Togliete dall’olio l’aglio ed aggiungete il cucchiaio d’aceto. Fate evaporare l’aceto e spolverate i pezzi di caciocavallo con l’origano. 
Coprite la padella con un coperchio e lasciate sul fuoco ancora per circa cinque minuti. Togliete dal fuoco la padella e sistemate le fettine di formaggio su un piatto abbastanza largo. Servitele ben calde.