In , il pesce è un “segno” positivo e vederlo in sogno, nella tradizione popolare, porta bene. In alcune località dello stretto di Messina, per esempio, si fanno dei biscotti duri al miele con le forme dei pesci che sono considerati benaugurati.
La cernia alla matalotta è un secondo di Favignana. E’ ricordato come “addòttu a siciliana” e discende da una vecchia ricetta popolare.
Pesci squisiti e privi di lische, le cernie popolano i nostri mari in molte varietà: quella alla “cirenga”, di colore rossastro; quella di fondale, detta “di sciumi”; la dorata del palermitano, “precchia ‘mpiriali”, e del messinese, “jatta”; la bianca “tincuni”; e la nera “vranca”.
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INGREDIENTI
Per 6 persone:

  • 1 kg 1/2 di cernia
  • 1 anguilla di 300 gr
  • 6 pomodori
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 3 foglie d’alloro
  • 50 gr di mandorle
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • olio d’oliva
  • sale e pepe

Tritate finemente la cipolla e soffriggetela in un tegame con l’olio. Aggiungete l’aglio schiacciato e i pomodori spellati, tritati e privi dei semi.
Dopo cinque minuti unite la cernia e l’anguilla tagliate a piccole trance.
Salate, pepate e bagnate con mezzo bicchiere di vino allungato con acqua. Lasciate cuocere per venti minuti a fuoco moderato con le foglie di alloro.

Sgusciate le mandorle e fatele sbollentare, pelatele, tritatele e aggiungetele alla cernia a metà cottura.
Appena il pesce sarà cotto toglietelo dal tegame ed adagiatelo su un piatto di portata largo.
Nel frattempo continuerete a far cuocere il seghetto per farlo restringere. Servite quindi la cernia, irrorata con il suo sugo e spolverando con abbondante prezzemolo.