Charles-André van Loo (1705–1765) è stato un pittore francese di origine olandese, tra i protagonisti del Rococò europeo. Nato a Nizza in una famiglia di artisti Charles-André si formò tra l’Italia e la Francia, studiando a Roma e poi all’Académie royale de peinture et de sculpture di Parigi.
Nel 1724 vinse il prestigioso Prix de Rome, che gli permise di perfezionarsi ulteriormente in Italia. Al ritorno in Francia, la sua carriera decollò rapidamente. Divenne membro dell’Accademia Reale e ricevette importanti incarichi ufficiali, tra cui quello di primo pittore di corte sotto Luigi XV.

La sua pittura è caratterizzata da uno stile elegante, colori morbidi e un gusto teatrale, perfettamente in linea con le esigenze dell’aristocrazia francese dell’epoca. Fu molto apprezzato per i ritratti, le scene mitologiche e religiose, ma anche per le allegorie e i soggetti storici. 

Charles-André van Loo morì a Parigi nel 1765, lasciando un segno duraturo nell’arte francese del XVIII secolo.

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Di Charles-André van Loo, in questa sede ed in linea con l’indirizzo generale del mio sito, vi propongo la visione di alcuni suoi lavori a carattere mitologico..

(cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Charles-André van Loo – Nettuno e Amimone – Louvre Museum – Wikipedia, pubblico dominio

Charles-André van Loo – Perseo e Andromeda – Hermitage Museum – Wikipedia, pubblico dominio

Charles-André van Loo – L’ubriachezza di Sileno –
Museum of Fine Arts of Nancy – Wikipedia, pubblico dominio

Charles-André van Loo – Le tre Grazie – Los Angeles County Museum of Art – Wikipedia, pubblico dominio

Charles-André van Loo – Marte e Venere – Museum of Fine Arts, Houston – Wikipedia, pubblico dominio

Charles-André van Loo – Venere e Cupido – Wikipedia, pubblico dominio

Charles-André van Loo – Venere chiede a Vulcano di fabbricare armi per Enea – Hood Museum of Art, Dartmouth College – Wikipedia, pubblico dominio

Charles-André van Loo – Naiade –
Nationalmuseum – Wikipedia, pubblico dominio

Charles-André van Loo – Dio del fiume – Nationalmuseum – Wikipedia, pubblico dominio

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