Da “buon palermitano”, fino ad ieri mattina sconoscevo l’esistenza della chiesa di Santa Maria La Nuova. Casualmente sono passato da piazza San Giacomo La Marina, e sono entrato in questo luogo di culto per una breve visita.
Ho ammirato il magnifico interno e mi sono ulteriormente reso conto di quanto noi palermitani sconosciamo la nostra città.
Forte dell’auto rimprovero, mi sono collegato ad internet e ho cercato notizie ed immagini sia per mia conoscenza sia per creare questa paginetta per il frequentatori del mio sito.

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Ecco, in sintesi, ciò che ho trovato on line

Sul luogo dove ora sorge la chiesa vi era un oratorio con un ospedale risalente al 1339. In seguito ad un fatto miracoloso, del quale non ci sono giunte notizie, nel 1522 viene decisa la costruzione di una chiesa.

Santa Maria della CatenaI lavori, iniziati nel 1534, si protrassero per molti anni, tanto che l’edificio presenta una interessante commistione di stili.
La parte inferiore della facciata è costituita da una loggia a tre arcate policentriche che, come struttura, richiama la chiesa di Santa Maria della Catena.
La chiesa fu, dunque, eretta durante quasi tutto il cinquecento e vi lavorarono famosi architetti dell’epoca.

L’interno della chiesa Santa Maria La Nuova è costituito da un corpo longitudinale, diviso in tre navate da colonne che sorreggono archi a tutto sesto, che si innesta in uno spazio centrico, di evidente sviluppo verticale, costituito dalla tribuna ottagonale coperta da una cupola, progettata da Giorgio Di Faccio e aggiunta nel 1568.

interno_chiesadis_marialanuova2Nelle navate e nell’abside si conserva una decorazione a stucco attribuita a Procopio Serpotta e databile alla seconda metà del ‘700.
Interessanti opere sono conservate nella chiesa: nella navata di sinistra troviamo presso l’ingresso una tavola in ardesia dipinta con Cristo e la Vergine, ascrivibile al tardo Cinquecento.

Antonio Manno_Sacra_Famiglia e Santa RosaliaNella prima cappella vediamo la Vergine e S. Rosalia, tela attribuita ad Antonio Manno. Seguono un crocifisso ligneo del XVIII secolo e la Madonna di Monserrato con i SS. Ninfa, Antonio Abate, Nicola di Bari e Sebastiano (1774) di Antonio Manno. Sull’altare maggiore l’Immacolata di Pietro Albina (1623) e infine il Ritrovamento della Croce (1592-95) di Giulio Musca.

Antonio Manno_Transito della vergineNella navata destra, nella terza cappella, vediamo il Transito della Vergine, tela del Manno del 1774. La successiva cappella conserva tre monumenti funebri manieristici di esponenti della famiglia Giancardo e una interessante tela del secolo diciottesimo.
La piazza nella quale sorge la chiesa deve il suo nome al fatto che ivi sorgeva, fino al 1860 circa, la trecentesca Chiesa di S. Giacomo la Marina, demolita in seguito ai danni subiti per i bombardamenti borbonici.

Nel corso del XVI secolo la chiesa era sede di un’arciconfraternita  incaricata di raccogliere elemosine per il riscatto dei cristiani presi prigionieri dai Turchi.

Attualmente nella chiesa si custodisce la statua in legno della Madonna Addolorata, dello scultore Girolamo Bagnasco, portata in processione dalla confraternita dei “Cassari” il Venerdì Santo

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