Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Conclusione?

Angelo_colomba

Questo Mondo non è Conclusione.

Un seguito è al di là

invisibile come la Musica

forte come il Suono.

Fa segno e poi sfugge. 

Filosofia non lo sa.

È l’Intuizione, alla fine, a penetrare l’Enigma.

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È una poetessa a me molto cara, vissuta nell’Ottocento nella provincia americana, nella casa paterna, relegata spesso nella propria stanza in un isolamento volontario: come ho fatto qualche altra volta, propongo oggi alcuni versi di Emily Dickinson che ben s’adattano ai giorni severi e radicali della quaresima in cui siamo spiritualmente collocati. La poetessa del Massachusetts non si accontenta del pur mirabile e immenso orizzonte del mondo: non abbiamo qui la nostra «Conclusione» (si noti la maiuscola). C’è un Oltre «invisibile come la Musica», eppure reale, pieno di significato e di fascino, proprio come accade quando l’armonia musicale ci invade lo spirito e il corpo. 
Scoprire ciò che ci attende oltre la frontiera della morte, in «quel punto di intersezione tra tempo ed eternità» – per usare le parole di un altro poeta americano a me molto caro, Eliot – non si ottiene con un risultato filosofico evidente. È solo l’Intuizione che ci aiuta «a penetrare l’Enigma». Sappiamo, infatti, che la persona umana non conosce solo con la logica razionale ma ha aperto nella sua mente un altro canale di conoscenza, quello dell’amore, della sapienza, della poesia, della fede. È appunto l’Intuizione, e nei versi che seguono la Dickinson parla proprio della fede che «scivola, ride, si rialza», eppure prosegue quel suo viaggio nel mistero che ci avvolge, scoprendo orizzonti che la ragione non «intuisce». Certo, si può cercare di non porsi queste domande ultime ma, continua Emily, «i narcotici non possono placare il dente che rode l’anima».

Gianfranco Ravasi

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Bello, belle le parole e bello il commento a questa poesia.
Mi sento profondamente vicino ai concetti espressi da chi ha scritto.

E’ vero, lo so da sempre, che non esiste solo la “logica razionale”; esiste una zona del nostro inconscio che agisce secondo schemi che non sono codificabili e nemmeno comprensibili ad altri perchè a volte sono incomprensibili perfino a noi stessi. Ma se non ci fosse questa zona eterea, impercettibile ma presente saremmo solo degli automi i cui comportamenti sarebbero prevedibili e privi di originalità. A volte comprendiamo non perchè “capiamo” ma perchè “intuiamo”. C’è una parte del nostro cervello che sfugge alle regole e fa da complemento indispensabile all’altra parte razionale. E’ la combinazione delle due cose che ci da la conoscenza, ma le cose più recondite, quelle apparentemente non spiegabili trovano giustificazione solo con la parte non razionale di noi.
Sono felice di possedere tutte e due queste componenti, e nessuna di loro nega l’altra.

Pegaso

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Il toccante racconto di un amico italo/americano che, nel giro di pochi giorni, ha perso una figlia ed il suocero

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Caro Gaetano,
il Buon Dio veramente lavora misteriosamente.  La tua immagine dell’Angelo con la Colomba racconta di un fatto accaduto a me e Taylor domenica scorsa, il 4 di Marzo. 
Il funerale di mio suocero fu il Sabato e nel pomeriggio del giorno dopo durante un intermezzo dalle visite Taylor mi domandò:
– nonno mi porti al negozio PetCo (per animali domestici) per vedere se hanno ancora quel Corn Snake .  

serpenteE’ parecchio che mi porta a vederlo perché lo voleva.  Ed io gli risposi subito:
– si andiamo ma solo per guardare e lui buono come il pane con il viso un po’ scoraggiato (come sempre quando me lo domanda) mi disse:
– va bene solo per guardare. 

Arrivati al PetCo i serpenti di granturco/mais non c’erano più, e ancora il viso gli si abbassò di più.  Ed io subito:
– ma Taylor ci sono tanti altri animali da vedere andiamo in tutti i reparti e lì che finimmo nell’aviario.  

Dopo visto i vari Canarini, Pappagalli, Fringuelli ecc. vide tutta sola in una gabbia separata una Colomba Bianca come la neve e subito:
– guarda nonno un Angelo! 

Dopo il primo shock gli domandai se la voleva portarla a casa e nella sua camera, vidi finalmente un sorriso da una orecchia all’altra.  Quando chiamai per il commesso ci volle un po’ perché arrivasse (una cosa non normale in America) e una volta arrivato mi cominciò a dissuadermi sulla colomba con tante storie banali incluso una assurda minima temperatura e gli risposi:
– guarda, io ho avuto piccioni, tortore e colombe con mio suocero nel prossimo paesetto in un aviario fuori e sotto zero di temperatura, quindi sarà il nostro problema.
Dopo calmato mi aiutò a scegliere una gabbia, mangime, giocattoli ecc..  
Taylor tutto contento (meno male non pensava più al Corn Snake) mi domandò se lo poteva chiamare Angel (Angelo) ed accennai positivamente.  
doveQuando andammo alla cassa, il totale era troppo poco e subito gli dissi che c’era uno sbaglio e non mi avevano caricato per il Ringneck Dove, e mi risposero:
– No Signore, il Colombo e’ per adozione e non era in vendita!  

Wow!  una volta arrivati verso la porta un quattro dipendenti ci fermarono perché volevano dire Good Bye al Colombo. Ebbene questo Angelo veramente è ben voluto da tutti, Taylor gli copre la gabbia e lo scopre per la sera e la mattina, lo porta sulla spalla nella sua camera, gli apre la porta che ha un gancio per mantenerla parallela proprio per la sua camminata. Io sono il contadino che gli do da mangiare, da bere e pulisco la gabbia. Rita, quando Taylor è a scuola ed io al lavoro gli porta un piattino con acqua per fargli fare il bagno e gli parla.  E’ una cosa immaginabile, fa’ un po’ i suoi tipici gurugu ma in più fa dei suoni che debbo interpretare come risate….
Chi e’ questo Angelo?                     

Salutoni,
John   

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Caro John
Dammi il tempo di riprendermi dall’emozione e di asciugarmi alcune lacrime. Mio caro, tu sai chi è quell’Angelo, tu lo sai…
Gaetano 

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