Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Coniglio alla cacciatora

In ogni tempo, cacciagione (animali selvatici da pelo) e selvaggina (animali selvatici da “penna”), sono stati ritenuti carne afrodisiaca, e rigeneratrice del sangue.
Pur essendo difficile oggi, procurarsi un coniglio selvatico (tutt’al più si potrà sopperire con uno domestico), è questa una ricetta tra le più classiche e antiche.
Nelle partite di caccia che prevedevano un’intera giornata fuori casa, il primo coniglio ucciso era destinato al pranzo di mezzogiorno dei cacciatori: sventrato e svuotato delle interiora, gli si riempiva la pancia con la profumatissima saùtaredda (timo selvatico). La ricetta che viene proposta, comunque è la più classica.

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INGREDIENTI
Per 6 persone:

  • 1 coniglio
  • 1 cipolla
  • 1 sedano
  • 200 gr di olive verdi
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 1/2 kg di pomodori maturi
  • 1 tazza di brodo
  • Farina q.b.
  • 1 bicchiere di aceto
  • 1 cucchiaio di miele
  • Olio q.b.Sale e pepe.

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Tagliate il coniglio a pezzi, lavatelo, asciugatelo ed infarinatelo. Mettete sul fuoco una padella con olio e fate soffriggere i pezzi di coniglio lentamente, affinchè anche l’interno sia ben cotto ed all’esterno prenda un bel colore dorato. Inumidite con l’aceto nel quale precedentemente avevate diluito il miele e fate prendere sapore.
A parte preparate il condimento facendo soffriggere per 15 minuti una cipolla tagliata finemente, il sedano a pezzetti, le olive snocciolate, il pomodoro a pezzetti, i capperi dissalati, sale e pepe. Aggiungete una tazza di brodo e portate ad ebollizione nello stesso tegame.
Adagiatevi a questo punto i pezzi di coniglio ed il sugo ottenuto precedentemente e fate cuocere per altri 15 minuti. Servite caldo.

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