(revisione novembre 2025)
Nel mondo celtico e gaelico la figura della “strega” nasce in un contesto molto diverso da quello mediterraneo. Qui la donna non era vista con sospetto, ma riconosciuta come parte fondamentale della vita del clan.

Streghe attorno al calderone per prevenire l’arrivo del gelo, xilografia del 1489. – Wikipedia, pubblico dominio.
I Celti veneravano la Dea Madre, legata ai cicli della natura, e affidavano spesso alle donne la cura, la medicina erboristica e perfino pratiche chirurgiche.
Da questo ruolo nascono le wicca, donne sacre e guaritrice.
Erano figure rispettate, custodi dei ritmi stagionali e dei segni della natura. Non praticavano magie oscure: accompagnavano la comunità, “indirizzavano i destini”, guidavano riti propiziatori.
Diversamente dalla strega demoniaca della tradizione latina, la wicca era considerata figlia eletta della Dea.
Quando questi culti incontrarono il monoteismo mediterraneo, molte pratiche legate alla terra vennero interpretate come stregoneria malefica. Tuttavia il loro radicamento era così forte che neppure la cristianizzazione dell’Irlanda riuscì a cancellarle: persino la festa di san Patrizio fu sovrapposta al solstizio di primavera, mantenendo elementi pagani.

Maestro del Basso Reno (XV secolo) – La magia dell’amore – Wikipedia, pubblico dominio.
Samhair: la vera origine di Halloween
La celebrazione più importante dell’anno celtico era Samhair, la notte tra il 31 ottobre e il 1º novembre.
Segnava l’inizio dell’inverno e, secondo la tradizione, il momento in cui il mondo dei vivi e quello dei morti si sfioravano. Per non attirare gli spiriti, le wicca consigliavano di spegnere i fuochi domestici; all’alba un grande falò riaccendeva simbolicamente il ciclo della vita.

Albrecht Dürer – Strega che cavalca all’indietro su una capra – Wikipedia, pubblico dominio.
Molte usanze di quella notte sono sopravvissute nei secoli, trasformandosi nella moderna festa di Halloween e nella commemorazione dei defunti. Segno di quanto i culti legati alla natura abbiano lasciato un’impronta profonda e duratura nella cultura europea.
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