Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Dal mito all’accorato pianto: ecco ciò che mi ricorda il melograno

Giove voleva porre rimedio facendo tornare Proserpina sulla terra ma ella non volle tornare, perchè aveva provato il dolce sapore del melograno, simbolo d’amore, donatole da Plutone.
(da:  Proserpina ed il clima mitologico)

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Veniamo ora alla poesia

“Pianto antico” è una delle più famose poesie carducciane, scritta in memoria del figlioletto Dante, morto a soli tre anni. La scelta dell’aggettivo “antico” nel titolo sta a sottolineare il suo valore universale, è il pianto dei padri di ogni tempo di fronte alla morte di un figlio. Le principali caratteristiche di questa lirica sono date dalla sua semplicità ed essenzialità. La poesia sviluppa la riflessione sul rapporto tra la vita e la morte che si sviluppa attraverso l’antitesi tra le immagini luminose e chiare (luce, calor) proprie della vita e i motivi oscuri e desolati che connotano la morte. (stracio da: parafrasando.it)

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Pianto antico

L’albero a cui tendevi
La pargoletta mano,
Il verde melograno
Da’ bei vermigli fiori
Nel muto orto solingo
Rinverdì tutto or ora,
E giugno lo ristora
Di luce e di calor.
Tu fior de la mia pianta
Percossa e inaridita,
Tu de l’inutil vita
Estremo unico fior,
Sei ne la terra fredda,
Sei ne la terra negra;
Né il sol piú ti rallegra
Né ti risveglia amor.

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Giosuè Carducci

 

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