Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Donna Franca Jacona Florio

Nella memoria collettiva la famiglia Florio viene identificata con gli anni in cui raggiunse il suo apogeo economico, d’immagine e di influenza quando Ignazio junior successe al padre e sposò la nobile e bella Franca Jacona di San Giuliano, colei che D’Annunzio chiamerà “donna Franca”.

Franca Florio, l’affascinante moglie di Ignazio Florio, protagonista indiscussa della “Bella epoque” palermitana, all’inizio degli anni venti posò per il celebre pittore Giovanni Boldini, che per lei realizzò un ritratto molto bello.
In seguito, quando la famiglia Florio si avviò verso il declino, quel ritratto, insieme ad altre opere, fu venduto e dopo la seconda guerra mondiale se ne persero le tracce.

Recentemente è stato messo all’asta dalla importante casa d’aste Sotheby’s e un imprenditore siciliano se lo è aggiudicato per novecentomila euro. Il suo intento è quello di riportarlo a Palermo e di esporlo in una sala di Villa Igiea, costruzione in stile Liberty realizzata agli inizi del XX secolo dall’architetto Ernesto Basile per incarico dei Florio.

Ma torniamo alla Belle Epoque… I sintomi che si fanno sentire della Grande Depressione della fine dell’800 che immiserisce le campagne (soprattutto quelle meridionali), vengono cancellati in una frenesia mondana che renderà celebre la coppia.
In questi anni la storia coincide con il mito. Ignazio junior svolgeva la sua vita mondana nei migliori salotti dell’aristocrazia europea, non lesinando le corti reali.

La bellezza di donna Franca fu immortalata da molti pittori, di cui il più celebre fu il Boldini; nei versi di D’Annunzio corre negli apprezzamenti e negli inviti di Vittorio Emanuele di Savoia Aosta, o del Kaiser Guglielmo II.

L’imperatore di Austria in occasione di un viaggio di donna Franca a Vienna le regalò una tromba per auto, identica a quelle in dotazione sulle sue auto, cosicché usandola per le vie di Vienna la popolazione deferiva verso di lei, scambiandola per l’imperatore.

Lo stesso Re d’Italia aveva offerto al commendatore Florio il titolo di principe delle Egadi creato per l’occasione; ma questi gentilmente rifiutò, orgoglioso delle proprie origini borghesi e sicuramente soddisfatto dell’essere riferimento quanto a gusto, munificenza ed immagine per tanta aristocrazia italiana ed europea. 

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fonte: tanogaboblog.it

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