Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Eleanor Cobham, la duchessa accusata di stregoneria e negromanzia.

Tra i più celebri processi per stregoneria svoltisi alla fine del XV secolo in Inghilterra, vi fu quello di Eleanor Cobham, Duchessa di Gloucester. Era il 13 Novembre 1441, quando la nobildonna, a capo scoperto e vestita di chiaro, sfilava sotto gli occhi della folla londinese, attorno alla Cattedrale di St. Paul, con un’espressione definita dai testimoni tutt’altro che penitente.

 

Illustrazione di James William Edmund Doyle che mostra Eleanor Cobham umiliata per aver cospirato contro Enrico VI

Prima di addentrarci nei dettagli delle vicende che la resero da nobildonna a prigioniera, occorre analizzare quella che fu la sua vita di corte. Eleanor Cobham nacque nel Kent attorno al 1400; figlia di Sir Reginald Cobham, III Barone Sterborough, crebbe circondata dai fasti delle corti inglesi. All’età di circa vent’anni, Eleanor prese servizio presso Jacqueline di Hanault, la quale la desiderava come dama di compagnia.

Nel 1423, Jacqueline, fuggita in Inghilterra dopo l’annullamento del suo precedente matrimonio con Jean de Brabant, sposò uno dei figli di Re Enrico IV, Humphrey di Lancaster, Duca di Gloucester. Dopo alcuni viaggi in Francia, effettuati nel 1425 per recuperare alcuni possedimenti della moglie Jacqueline, Humphrey fece di Eleanor la sua amante. Nel 1428, quando la loro relazione venne allo scoperto, Jacqueline e Humphrey si separarono, permettendo così al duca di Gloucester di sposare l’amante Eleanor Cobham, incinta del primo dei loro due figli.

 

Una miniatura tratta dal “Liber Benefactorum”, di Thomas Walsingham, mostra Humphrey duca di Glouchester con Eleanor

Quando i due si stabilirono presso Palace of Placentia, a Greenwich, Humphrey rese la sua corte un via vai di artisti, poeti e musicisti. Egli era infatti noto come ‘il buon Duca Humphrey’ per via del suo mecenatismo. Nonostante ciò, alcune fonti lo ritraggono come un uomo impulsivo e vendicativo, o addirittura come un donnaiolo.

Nel 1435, il fratello maggiore, Enrico V, perì, lasciando il trono a suo figlio, il giovanissimo Enrico VI, del quale Humphrey era stato nominato Lord protettore. Poiché troppo giovane per regnare, Humphrey, memore delle volontà del fratello maggiore, si propose come sovrano reggente. Sebbene vi fosse il sostegno da parte del sovrano appena defunto, l’intero consiglio di corte, di cui Humphrey era a capo, si oppose alla sua nomina con forza.

 

Nonostante ciò, Humphrey ottenne la reggenza del regno, la quale fu favorita anche dal grande affetto che il giovane Enrico VI provava nei confronti dello zio. In tutto questo, Eleanor non passò inosservata. A corte si diffusero maldicenze sul suo conto, tra chi la giudicava immorale per il suo passato, e chi la considerava avida.

Alcuni storici sostengono che, alla fonte della bufera che di lì a poco avrebbe colpito Eleanor Cobham, vi fu la manipolazione dell’ingenuo Enrico VI da parte di alcuni alti membri del consiglio di corte. Essi, decisi a far cadere il regno di Humphrey di Lancaster, credettero che la pedina da far vacillare non fosse direttamente la sua, ma quella della moglie, così influente sulle decisioni del marito.

Nel 1441, a Londra si sparse la voce che due uomini vennero arrestati per cospirazione ai danni del re. Essi, Thomas Southwell e Roger Bolingbroke, due chierici adepti all’astrologia e alla necromanzia, vennero interpellati da Eleanor Cobham per far sì che le divinassero il futuro di Enrico VI. Ciò che venne predetto fu che, a partire da quell’anno, il giovane principe sarebbe caduto vittima di una malattia che lo avrebbe afflitto tutta la vita, a partire da quell’estate.

Un disegno mostra la presunta cospirazione contro Enrico VI

Il fatto venne allo scoperto poiché, dopo essere stati condotti alla Torre di Londra e dopo essere stati, probabilmente, torturati, i due chierici confessarono ciò che la Duchessa aveva domandato loro.

Le autorità, spinte dal preoccupatissimo principe che temeva per la propria salute, avvisarono il consiglio di corte, il quale consultò altri astrologi per verificare la veridicità della profezia, che (ovviamente) risultò essere falsa.

Dopo esser stata catturata a Winchester, in seguito a un tentativo di fuga, fu il turno del processo di Eleanor, la quale venne portata di fronte alla corte ecclesiastica per rispondere alle accuse di stregoneria e negromanzia.

Venne prodotta una testimone, ovvero una strega, Margaret Jourdemayne, la quale asserì di aver fornito alla Duchessa delle pozioni per rimanere più facilmente incinta. Eleanor scansò le accuse che la vedevano cospirare ai danni di Enrico VI, ma non negò di aver richiesto alla strega un ausilio per aumentare la sua fecondità, riconoscendo dunque l’accusa di “ricorso alle arti oscure”.

Il rituale di “Hanged, drawn and quartered – Impiccato, sventrato e squartato”, cui fu sottoposto Bolingbroke

In seguito, i due chierici vennero condannati, ma solo Bolingbroke venne giustiziato (secondo la tremenda pena che va sotto il nome di “Impiccato, sventrato e squartato”) poiché Southwell morì di stenti ancora detenuto alla Torre di Londra. Margaret Jourdemayne venne invece condannata e bruciata viva sul rogo a Smithfield.

 

Dopo aver subito la pubblica umiliazione per tre volte, recandosi in processione attorno a St. Paul, Eleanor Cobham fu “aiutata” da Humphrey di Lancaster, il quale fece il possibile per lenire la sua pena. Fu confinata a vita in prigione, che però non vide mai poiché, per via della volontà di Humphrey, scontò le sue colpe reclusa all’interno di varie residenze reali. Morì poi il 7 Luglio 1452 ad Anglesey, cinque anni dopo il suo ex-marito Humphrey.

 

La Duchessa di Glouchester viene forzata a camminare per le strade di Londra. Dipinto del 1900 conservato al Carnegie Museum of Art

Nonostante il ricorso alle cosiddette “arti oscure” fosse frequente all’interno delle corti inglesi, come passatempo, era tuttavia rischioso parlarne apertamente, poiché, all’epoca, alla corte dei Lancaster, correvano maldicenze e invidie in quantità, le quali se scatenate avrebbero facilmente portato alla disgrazia e alla morte.

La caduta di Eleanor Cobham sconvolse l’opinione pubblica del tempo. Nonostante le accuse di stregoneria, per queste nobildonne, si rivelarono storicamente fasulle, quelle di Eleanor Cobham furono verificate dall’accusata stessa, evento più unico che raro.

Il fascino per le conoscenze occulte era in voga già ai tempi di Omero, quando i negromanti si muovevano tra le ombre della società, sostenendo di essere messaggeri delle forze dell’aldilà.

I negromanti si diffusero largamente anche in epoca romana e greca, e successivamente agli albori del Medioevo, quando vennero redatti i primi veri manuali che trattavano argomenti allora proibiti.

Va detto che, coloro i quali praticavano la negromanzia, erano spesso uomini di chiesa, poiché per impararla, era necessaria la conoscenza del latino, lingua in cui i testi antichi di astrologia, alchimia e negromanzia erano scritti.

Durante il XV secolo, tra le corti europee, impazzò la moda delle arti oscure; astrologia, alchimia, e negromanzia, rappresentavano vie di fuga dalla pesante dottrina Cattolica, la quale adombrava il paese con pesanti repressioni morali.

E, nonostante il dilagare di certi argomenti fosse un vero e proprio tabù, una cosa era certa: bastava commettere un piccolo errore per compromettere la propria vita, o quella degli altri.

Un solo giudizio sbagliato era in grado di distruggere e, all’epoca, alla corte dei Lancaster, correvano maldicenze e invidie in quantità. Con queste premesse, il palcoscenico per la strana storia di Eleanor Cobham era pronto per andare in scena.

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articolo di Cecilia Fiorentini  tratto da: vanillamagazine.it

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