Immagine che rappresenta il Caos Magnum, il ‘grande abisso’ (Luca 16:26). Intarsi nel coro di Santa Maria Maggiore, Bergamo. Opera di Giovan Francesco Capoferri su un progetto di Lorenzo Lotto. – Wikipedia, pubblico dominio
William-Adolphe Bouguereau – Emera, la dea del giorno – Wikipedia, pubblico dominio

Erebo (in greco antico “tenebre”) è una figura presente nei miti della religione greca.
Divinità ancestrale, figlio di Caos e fratello della Notte, è la personificazione dell’oscurità, e con il termine “Erebo” infatti si possono indicare anche gli Inferi.

Con la sorella generò Emera (personificazione del giorno) ed Etere (personificazione del cielo più alto, dove c’è la luce pura), Ipno (dio del sonno) e anche Caronte.

Oltre a questi, Erebo generò con la Notte anche le tre Moire, ovvero:

  • Cloto, la tessitrice del filo della vita degli uomini;
  • Lachesi, la misuratrice del filo stesso; 
  • Atropo, colei che recide il filo (la più temibile delle tre perché era considerata come colei che recide il filo della vita).

Questo mito simbolizza, secondo i filosofi antichi, la manifestazione del cosmo a partire dal caos o essenza immanifesta. La luce dell’etere e del giorno è il Logos; essendo il caos l’ombra del principio supremo la luce è il principio spirituale, sua prima manifestazione.

Oltre ad Etere e ad Emera, Erebo ebbe dalla Notte altri figli (*)…

 

Stralcio testo tratto dalla pagina: miti-e-leggende-da-tutto-il-mondo sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

(*) Erebo ebbe dalla Notte altri figli, non vere e proprie divinità ma personificazioni di astrazioni, fra cui si annoverano:

  • Apate, l’inganno 
  • Eris, la discordia 
  • Geras, la vecchiaia 
  • Hypnos, il sonno, gemello di Thanatos 
  • Ker, la morte violenta 
  • Momo, il biasimo, cacciato dall’Olimpo per aver criticato aspramente Zeus
  • Moros, il destino 
  • Nemesi, la vendetta 
  • Oizys, la miseria 
  • Philotes, l’amicizia e la tenerezza 
  • Thanatos, la morte

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