Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Esperienze fuori dal corpo ed esperienze di pre-morte

Considerando che il sito ha solo scopo informativo non commerciale, ho voluto rendere noto questo importante “problema” tramite l’articolo di Lucilla Perego  pubblicato su: scienzaeconoscenza.it

Esperienze fuori dal corpo ed esperienze pre morte

“La mia coscienza rimase vigile parecchio tempo finché arrivò serenamente il processo del distacco. Quando mi trovai fuori del soma, in piedi sul letto, mi diedi uno slancio verso il davanti e verso l’alto, e uscii in direzione della finestra verso lo spazio esterno, come un pilota espulso con il suo seggiolino da un aereo.
Ed è così: a volte pare che lo psicosoma nel decollo, abbia un potente potere propulsivo. Non fu una semplice proiezione istantanea, ma una “fuga proiettiva”. La soddisfazione di espandermi nel volo libero, senza i vincoli del restringimento intrafisico e della forza di gravità, mi parve ancor più meravigliosa, forse perché mi ero coricato molto stanco. Lo stato di espansione, pienezza e libertà fuori del soma mi procurò un piacere indescrivibile.
Come vorrei in questi momenti contagiare gli altri con questa gioia! Parlare in tutti gli altoparlanti, radio, televisione, al “mondo intero” di questo mezzo pratico, e alla portata di tutti, di raggiungere la pace interiore assoluta.
Come vorrei che tutti i miei amici, parenti e conoscenti, provassero questa condizione inusuale di espansione della personalità integra oltre la materia densa!”

Waldo Vieira, Proyecciones de la Conciencia 
(trad. Italiano dalla seconda ed. spagnola, 2005, cap. 70)

Anni fa, quando lessi questo passaggio mi sentii meno sola, “Ma, allora!”, pensai, “non sono l’unica a pensare che possa esistere una natura più sottile che ancora non conosciamo”.

Incominciai a guardarmi attorno e non solo scoprii di non essere sola ma anche che era possibile studiare e ricercare gli aspetti sottili della coscienza come parte di una natura ancora non ben compresa e indagata.

Per chi, come me, non stava cercando approcci mistici era importante trovare un contesto culturale che mantenesse alto lo spirito critico e puntasse all’investigazione ma senza lo scetticismo impoverente di chi non vuole ammettere che ci sono nuovi orizzonti da scoprire.

Ci sono fatti che accadono a persone diverse, di culture diverse, epoche diverse, credi religiosi diversi, come le Esperienze Fuori dal Corpo (OBE) e le Esperienze di Premorte (NDE) le quali suggeriscono che possano esistere aspetti della natura della coscienza ancora insondati e incompresi, ma che potrebbero essere tanto oggettivi quanto lo è stato scoprire l’esistenza di vite invisibili per la medicina moderna, come è accaduto, ad esempio, con l’avvento della microbiologia.
La scienza ancora non può spiegare questi fenomeni secondo il paradigma convenzionale e, a seguito di ciò, essi vengono ignorati dai più relegandole nell’area delle stranezze di un mondo confuso, magari pensandoli prodotti da psicologie o emozionalità instabili o, al contrario, valorizzati all’interno dell’approccio mistico di turno.
Questi fenomeni sollevano interrogativi profondi sulla natura della coscienza: chi siamo noi, chi è la coscienza, se può (apparentemente) esistere, pensare, agire indipendentemente dal cervello e corpo fisici?
Il concetto di solo “spirito” in senso religioso del termine non è più sufficiente, la materia si fa più intrigante ed emerge una tensione alla articolazione e all’approfondimento che sposta più in là il confine della natura della coscienza.
Può la coscienza esistere oltre la materia? E come si manifesta, si esprime?
Il microuniverso coscienziale non può essere messo in una provetta, non può essere osservato al microscopio o analizzato da computer sofisticati.
Possiamo però cominciare a considerare i fenomeni che la coscienza stessa produce come legittimo oggetto di studio per ricavare informazioni sulla natura della coscienza stessa e i suoi comportamenti e la sua fisiologia.
I fenomeni a cui mi sto riferendo sono conosciuti come Out-of-Body-Experiences (OBE) in italiano meglio note come Proiezioni della Coscienza o Esperienze Fuori dal Corpo (EFC) e le Near Death Experiences (NDE) note anche come Esperienze di Premorte.
Si conosce con il termine OBE un fenomeno in cui il corpo fisico si trova in uno stato alterato della coscienza o assopito, e il soggetto vive una separazione del corpo non fisico (o extrafisico) da quello fisico. Se durante l’esperienza il soggetto è consapevole, questi percepisce che la propria auto-coscienza risiede nel corpo extrafisico e non in quello fisico e per esempio può osservare dall’esterno il proprio corpo fisico disteso e in stato di riposo, fenomeno questo chiamato auto-bilocazione. 
Testimonianze di ciò si trovano nei casi di esperienze di premorte (NDE), quando l’abbandono del corpo fisico è provocato da una critica condizione fisica (ad esempio un incidente o un intervento chirurgico) e il soggetto si ritrova per esempio sul soffitto di una sala operatoria od ospedaliera, osservando dall’esterno e in piena consapevolezza il proprio corpo fisico mentre viene trattato dal personale sanitario. Queste situazione stimolano sempre di più un interesse scientifico d’avanguardia a causa delle condizioni particolari e clinicamente controllate in cui avvengono, tali da rendere difficile liquidarle come immaginazione o racconti di dubbia autenticità.  
Diversamente è per le OBE pure, ovvero senza la contestuale esperienza di premorte, verso le quali esiste ancora una generale diffidenza.
Tutti noi sogniamo e anche se la scienza non ha ancora svelato in via definitiva la natura del sogno, nessuno mette in discussione il fatto che gli individui sognino e accettandoli come un fatto si sono sviluppate tradizioni psicologiche e terapeutiche basate sull’analisi dei sogni.
Non tutti però si proiettano fuori dal proprio corpo e anche tra coloro che si proiettano la qualità delle esperienze è così variabile che trarne legittimità utilizzando i criteri della scienza convenzionale diventa molto difficile.
Per la scienza convenzionale una esperienza deve essere ripetibile e osservabile da un soggetto esterno, neutro all’esperienza e le condizioni in cui eseguire l’esperimento devono essere certe  e controllate. Si può logicamente supporre che un paradigma scientifico nato con Cartesio nel ‘500, rivoluzionario in quanto ha permesso lo sviluppo di tutta la scienza, la medicina  e la chirurgia attuale e perfettamente adatto per tutto ciò che è visibile, misurabile, collocabile in tubetti e apparecchiature, potrebbe non essere più adatto per studiare le manifestazioni della coscienza la cui natura è ancora tutta da scoprire.
La diffusione sempre maggiore di testimonianze circa queste esperienze sollecitano una nuova sfida e pongono fortemente l’interrogativo su quale paradigma utilizzare per studiarle.

In filosofia della scienza, un paradigma è la matrice disciplinare di una comunità scientifica. In questa matrice si cristallizza una visione globale (e globalmente condivisa) del mondo, e più specificatamente, del mondo in cui opera e del mondo su cui indaga la comunità di scienziati di una determinata disciplina. I paradigmi cambiano col tempo e servono per spiegare i fenomeni che ci circondano.
Nelle mie ricerche mi imbattei nella proposta di una nuovo paradigma di studio attraverso il quale poter investigare e autosperimentare la coscienza in un modo integrale e globale includendo i fenomeni energetici, multidimensionali, proiettivi.
Proposto dal medico chirurgo brasiliano, Prof. Waldo Vieira nel suo trattato Projectiology, scoprivo l’esistenza di un paradigma che partendo dallo studio delle esperienze proiettive di numerose persone appartenenti a diverse culture, epoche, religioni e valori, lanciava la proposta di un corpus di teorie e principi attraverso i quali poter studiare e investigare la natura multidimensionale della coscienza e fondanti di un nuovo approccio scientifico di studio della coscienza la Coscienzio-logia appunto.

Tra i principi cardine del paradigma coscienziale c’è la valorizzazione dell’esperienza soggettiva, considerata fonte di informazioni e non rifiutata solo perché non fotografabile o misurabile da una apparecchio esterno. Viene riconosciuta legittimità alla ricerca autopartecipata in cui l’oggetto di studio è anche il soggetto che compie le analisi, le verifiche e lo studio del fenomeno. In questo paradigma la coscienza può studiare sé stessa attraverso l’osservazione dei propri fenomeni autosperimentati mediante il confronto con altri fenomeni prodotti da altre coscienze.
I fenomeni proiettivi (OBE) sono conosciuti fin dall’antichità, trovandone tracce anche nell’antico Egitto, e con questo neoparadigma, che da valore alle esperienze di tante persone studiandole con la metodologia dello studio dei casi, si possono fornire informazioni utili ad altre persone che vogliono ricercare gli stessi fenomeni, autosperimentarli e contribuire così all’avanzamento nella comprensione.

In particolare si è potuto riscontrare che i fenomeni documentati e raccontati lungo le epoche e le culture hanno in comune alcune caratteristiche tra cui:

  • Presenza di un corpo sottile, diverso dal corpo fisico, ma nel contempo “oggettivo” potendolo percepire come percepiamo il nostro corpo fisico, ma ad un livello di rarefazione differente. Un vero e proprio veicolo con cui la coscienza può muoversi libera dalle ristrettezze del corpo fisico. Questo veicolo, chiamato psicosoma (1), presenterebbe ancora sembianze antropomorfiche sebbene con un diverso livello di consistenza.
     
  • Presenza di un campo energetico retrattile che collega il corpo fisico con quello extrafisico (2), noto con il nome di filo o corda d’argento, che funge da briglie estensibili all’infinito che impediscono al corpo sottile di perdersi nelle dimensioni non fisiche. Esso rappresenta un intermediario energetico tra i due veicoli di manifestazione, il corpo fisico e il corpo extrafisico, in grado di dissolversi solo a seguito della naturale morte biologica, quando la coscienza ha terminato la sua fase fisica dell’esistenza. In taluni racconti, vari soggetti documentano di aver potuto toccare questa corda energetica.
     
  • La corda d’argento rappresenterebbe l’estensione del corpo energetico o bioenergia che l’individuo possiede normalmente durante lo stato di veglia. Esperienze di uscita fuori dal corpo accompagnate da visione extrafisica, documentano che il corpo energetico si configura come una rete di connessioni di vortici energetici specializzati e connessi con parti del corpo fisico corrispondenti, che si conoscono con il nome di chakra. 
     
  • Il corpo energetico sarebbe responsabile della vitalità dell’individuo mantenendo lo scambio energetico e informazionale tra i due veicoli di manifestazione della coscienza (il fisico e il non fisico) svolgendo un ruolo chiave nella possibilità di sperimentare esperienze fuori dal corpo. Tutti noi siamo dotati di bioenergia, ma per volte il nostro corpo energetico è così denso, cristallizzato e senza quella minima fluidità e scioltezza che, oltre a garantire un buon stato di salute complessivo, può promuovere distacchi e scoincidenze tra i due veicoli di manifestazioni.
     
  • Incontri con esseri di varia natura riconosciuti come più evoluti, saggi, caratterizzati da atteggiamenti di orientamento o di protezione, fonti di sentimenti vuoi di amore o pace o  serenità a seconda dei racconti. Per volte, tali esseri, presentano le sembianze di un parente già morto, altre di una entità sconosciuta anche con parvenze non antropomorfiche descritte come centri coscienziali (nebulose) che irradiano pensieri e sentimenti.  
     
  • Visite a dimensioni fisiche e non fisiche, nel senso attualmente conosciuto.  
     
  • In taluni racconti il soggetto si sente all’interno di un corpo totalmente amorfico (privo di forme, al di là delle forme conosciute), detto corpo mentale o mentalsoma, responsabile di esperienze conosciute come cosmocoscienza o nirvana.
     
  • Nei casi di maggiore lucidità, il soggetto avverte l’uscita dal corpo con segnali auto- percettivi molto nitidi e reali: percezione chiara del corpo sottile, della sua consistenza, densità, movimento; sensazione di un corpo sottile che si sfila da quello più denso, o che levita alzandosi sopra di esso; presenza di suoni intracranici o di un rumore come quello prodotto dalle due parti di un velcro che si separano, ma meno stridenti  e più “gelatinosi”; sensazioni di rigonfiamento, di formicolio, e ancora fenomeni di visioni doppie (fisica ed extrafisica), di chiaroveggenza, auto-bilocazione (possibilità di vedere il proprio corpo fisico che riposa sul giaciglio); e tanti altri segnali e sensazioni.
     
  • Si riscontrano frequenti effetti trasformativi sulla persona, sia a breve sia a lungo periodo. Una OBE lucida con un buon o totale ricordo produce cambiamenti nel modo in cui le persone affrontano la vita e le varie situazioni, in termini di fiducia, di altruismo, di coraggio e superamento della paura della morte. 

Nella IAC – International Academy of Consciousness, una delle organizzazioni senza fine di lucro impegnate nella diffusione e utilizzo del paradigma coscienziale, è possibile studiare ed investigare la coscienza e i suoi fenomeni, come autoricercatori che utilizzando il corpus di teorie oggi a disposizione cercando di produrre e riprodurre le esperienze (autoesperienze) dei fenomeni sottili ampliando la conoscenza di sé e nello stesso tempo contribuendo alla validazione delle teorie con un approccio empirico partecipativo. 
I fenomeni sottili non sono solo quelli di OBE ma ne esistono anche altri ad esse correlati che derivano dalla natura energetica e multidimensionale della coscienza tra i quali troviamo la  chiaroveggenza, vedere chiaro, al di là, oltre la materia; lo stato vibrazionale, una condizione energetica vibratoria che si produce spontaneamente nelle OBE ma che ha dimostrato notevoli benefici se riprodotta in modo volontario; le retrocognizioni, fenomeni di recupero di informazioni su vite passate fisiche e non fisiche; e tante altri ancora.
La proposta di questa scuola di pensiero è, quindi, impostare un ciclo virtuoso che partendo dall’acquisizione di nuove conoscenze, ci permetta di provarle in modo empirico e autosperimentale e, a sua volta, contribuire all’avanzamento delle conoscenze, in una spirale in crescita dell’evoluzione del sapere, dell’esperienza e in ultima analisi della coscienza.

Note
(1) Psicosoma: secondo il paradigma coscienziale multidimensionale, si intende per psicosoma il corpo emozionale della coscienza, più sottile di quello del corpo fisico, e interessato nei fenomeni di OBE.
(2) Extrafisico: termine usato nel paradigma coscienziale multidimensionale per indicare dimensioni sottili al di là del fisico materiale conosciuto.

Bibliografia
– Autori vari, Filter and reflections: Perspective on reality, icrl press, Princenton, 2009
– Enrico Facco, Esperienze di Premorte, Edizioni Altravista, 2010
– Journal of Conscientiology, Vol. 1, n. 1, IIPC, Luglio 1998
– Nanci Trivellato, Measurable Attribute of the Vibrational State Technique, Journal of Constientiology, vol. 11, n. 42 October 2008
– Sandie Gustus, Esperienze fuori dal corpo. Un potente strumento di auto-ricerca, NEXUS edizione italiana N. 53 Dicembre 2004 – Gennaio 2005.
– Waldo Vieira, Projectiology, International Institute of Projectiology and Conscientiology, Rio de Janeiro, 2002.
– Waldo Vieira, Proyecciones de la Conciencia, 2a ed. Spagnola, IAC Madrid 2005

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vedi anche:

 

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