Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Farinata, l’eroe ghibellino

di Sandro Boccia

.

FARINATA, L’EROE GHIBELLINO

 

Dopo la battaglia di Montaperti, i Ghibellini vincitori e trionfanti,

impazziti d’odio partigiano, volevano distruggere il borgo fiorentino:

un uomo, però, uno solo, osò levarsi a difendere la città da questi lestofanti

e salvò Florentia: Manente degli Uberti, il più, capo ghibellino,

l’alma di tutte l’avventure, detto, lo sapete, Farinata.

Farinata degli Uberti , affresco di Andrea del Castagno

Gli Uberti erano stati ghibellini fin dal 1177, l’anno in cui in Italia discese

l’imperatore Federico Barbarossa e che si schierarono dalla sua parata,

e questa famiglia, potentissima in città, aspirava a cotal impresa

e soprattutto al governo cittadino con l’appoggio della forza imperiale.

La fede ghibellina all’inizio secolo invece s’alimentò con la figura di Manfredi,

svevo di nome ma italiano di fatto, sovrano illuminato, bello e di aspetto celestiale

che avrebbe dovuto riunir in una lega le italiche città (Bossi ora gode, ci credi?),

sognando, come Dante fece con il re Arrigo VII, un’entità compatta, tutta italiana.

Ma quest’idea non andò proprio a fagiolo ai suoi insofferenti concittadini

che sospettavano i Ghibellini d’ordire, pensate un po’?, una congiura insana

per consegnar Firenze al sovrano svevo. Le migliori famiglie dei Ghibellini

a furor di popolo, nel 1257 furono cacciate dalla città, con gli Uberti in testa

e gli espulsi ripararono a Siena, acerrima nemica fiorentina ora però in festa

con essa tanto è vero che Florentia pretese i Ghibellini e Siena tergiversò

finacchè fu dichiarata guerra. I Senesi, allora, dovete sapere, con i fuoriusciti,

chiesero aiuto a Manfredi, con Farinata ambasciatore, ma il re non s’impegnò

troppo, mandando soltanto un modesto contingente e nonostante piani assortiti

bene dal ghibellino, l’esercito svevo con i Senesi fu sconfitto

e le loro insegne caddero in mano dei fiorentini, oggetto di lezzi a capofitto.

4 settembre 1260, la battaglia di Montaperti (Pacino di Bonaguida)

Fu un’offesa che Manfredi non tollerò tanto che chiamò più di ducento fanti

dalla Sicilia che ottennero vittoria e così i Ghibellini trionfanti

ripresero Firenze anche se cacciati dopo dalle truppe di Carlo d’Angiò,

chiamato da papa Clemente contro il principe siciliano che abbuscò

a Benevento. Le case ghibelline furono rase al suolo e con questa disfatta dissennata

finì il mito degli Uberti, morti i parenti mentre tre anni prima se n’era andato Farinata!

.

Similar posts
  • Uomini della Firenze del tempo di Dan...
    Dino Compagni, cronista di parte bianca e ammiratore di Giano della Bella, ci ha lasciato nella sua cronaca un racconto vivo e appassionato delle vicende di Firenze dal 1280 al 1311. La sua, più che una cronaca, è un diario di chi ha partecipato di persona alle azioni che narra e, nel riandare col pensiero […]

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *