Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Francesco Petrarca: un riposo senza pace

Arquà Petrarca è un comune della provincia di Padova, ubicato ai piedi del Monte Piccolo e del Monte Ventolone, nei Colli Euganei. Nel comune è localizzato il Laghetto della Costa, uno dei siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi, dal 2011 nell’elenco del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
Il toponimo di Arquà deriva dal latino Arquatum o Arquata, che nei secoli, durante la Repubblica di Venezia è stato modificato in Arquada, poi tramutato in Arquà. Nel 1868, in seguito all’Annessione del Veneto al Regno d’Italia si decise di cambiare il nome in Arquà Petrarca, in onore del poeta che vi trascorse gli ultimi anni della sua esistenza. 

Arquà, Casa di Francesco Petrarca

Nell’articolo “La Padova dei misteri” pubblicato da LR_Cultura.IT leggiamo:

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Nello splendido borgo di Arquà tra i Colli Euganei l’illustre poeta decise di trascorrere gli ultimi anni della sua vita e lì trovò la morte nell’anno 1374. Per suo volere, fu dapprima sepolto nell’antica chiesa di Arquà ed in seguito nel bel sarcofago in marmo rosso che ancora oggi s’innalza al centro del sagrato della chiesa stessa.

Arquà, Tomba di Francesco Petrarca

È noto che nel corso della storia furono effettuate numerose violazioni dell’arca sepolcrale: nel 1630 furono trafugate le ossa di un braccio e nel 1843 fu asportata una costola, reinserita poi qualche anno dopo.

Arquà, Busto di Francesco Petrarca

Alcuni decenni più tardi durante alcuni studi antropologici sulle ossa e sul cranio, quest’ultimo a contatto con l’aria si frantumò rendendo impossibile, per l’epoca, qualsiasi indagine. 

Il “martirio” delle spoglie continuò quando alla vigilia della seconda guerra mondiale le ossa furono trasportate a Venezia per essere meglio protette e poi riportate ad Arquà a fine conflitto.
Nel 2003 un gruppo di esperti dell’Università di Padova effettuò una ricognizione scientifica per verificare lo stato di conservazione delle ossa, con l’intenzione inoltre di poterne ricostruire il volto grazie alle moderne tecniche
computerizzate. Immenso fu lo stupore generale quando le analisi stabilirono che mentre le ossa del corpo erano sicuramente quelle autentiche di Francesco Petrarca il cranio era quello di una donna.
Dove sarà ora il cranio del Sommo Poeta?

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