Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Frittella (frittedda)

E’ una specialità tipica del palermitano che conosce un impiego molto vario: può costituire un antipasto, un piatto di mezzo, un vero e proprio secondo o essere un piatto unico serale.
Contrariamente a quanto si può dedurre dal termine “frittella” non si tratta di una frittella o di una normale frittata, ma anzi di un umido sostenuto da tre tradizionali ortaggi: fave, piselli e carciofi.
Ma perchè viene chiamato frittella? Alla voce “frittedda” del vocabolario siciliano-italiano del Traina troviamo: “Vivanda di fave fresche fritte in olio, o strutto, spesso unite a piselli, carciofi e simili“; oppure, “frittata di baccelli“.

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frittedda

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INGREDIENTI
Per 4 persone:

  • 6 carciofi
  • 3 chili di fave fresche
  • 1 chilo di piselli freschi
  • 1/2 bicchiere d’aceto
  • 30 grammi di burro
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • olio d’oliva extravergine
  • sale e pepe quanto basta
  • alcune foglie di menta

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Tagliate i gambi ai carciofi, staccate le foglie esterne più dure, tagliate le altre a circa metà altezza, mondate le fave e i piselli.
Fondete il burro in un tegame con olio. Unite la cipolla finemente tritata e fate rosolare. Aggiungete le fave, i piselli e i carciofi, lasciando cuocere per circa 10 minuti allungando con acqua di tanto in tanto. Salate e pepate.
A fine cottura unite l’aceto e lo zucchero e guarnite con le foglie di menta. Lasciate riposare e servite in tavola la frittella fredda, su un piatto largo.

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