Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Frittura in pastella

I cinesi, maestri della “pastella“, capaci di friggere il cibo rendendolo leggero, friabile e affatto unto, hanno sicuramente influenzato la cucina araba da cui deriva gran parte di quella siciliana.
Questo antico sistema di preparazione, che serve ad impermeabilizzare le pietanze prima di passarle nell’ollo bollente, è adottato in ogni parte dell’isola, anche se con alcuine varianti sulla scelta di ciò che viene cucinato: Palermo ha le sue fritture di cardi, cavolfiori e carciofi;
Piazza Armerina ha un fritto misto con alici fresche, cervello di vitello, carciofi, cardi e mele;
a Catania ci sono i crispellari con le loro frittelle ripiene di acciughe salate o ricotta.

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pastel

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INGREDIENTI
Per 4 persone:

  • 1 kg di cavolfiori bianchi (broccoli)
  • 150 gr di farina rimacinata tipo 0
  • 10 gr di lievito di birra
  • 20 gr di burro
  • 2 uova
  • sale e pepe quanto basta
  • 1 litro di olio di semi per frittura.

Lessate in acqua con poco sale il broccolo dopo averlo tagliato a tocchetti piuttosto regolari.
Preparate a parte la pastella con farina, il lievito sciolto in un bicchiere di acqua tiepida, il burro fuso. Aggiungete un pizzico di sale ed un uovo intero.
Lasciate riposare per qualche minuto e mescolate energicamente. Coprite la pastella con un panno di cotone e attendete circa un’ora, sino a quando non sarà lievitata.
Aggiungete l’albume di un uovo montato a neve. Mettete sul fuoco un tegame con mezzo litro di olio. Quando sarà caldo, prendete i pezzetti di broccolo, immergeteli nella pastella e quindi nell’olio.
Fate soffriggere finchè non saranno dorati. Eliminate l’olio superfluo e serviteli caldi. Ottimi in pastella anche i carciofi e i cardi.

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