Giulio Romano (1499–1546) fu uno dei protagonisti più audaci del Manierismo italiano. Allievo prediletto di Raffaello Sanzio, ne raccolse l’eredità spingendola oltre l’equilibrio classico verso soluzioni più dinamiche, teatrali e talvolta sorprendenti.
Attivo soprattutto a Mantova alla corte dei Gonzaga, trasformò il linguaggio rinascimentale in qualcosa di più libero e sperimentale, come dimostrano le invenzioni di Palazzo Te.
Nei suoi dipinti mitologici, Giulio Romano rilegge i racconti dell’antichità con uno sguardo vivido e sensuale, fatto di corpi in movimento, tensioni emotive e composizioni ricche di energia. I sei dipinti qui presentati offrono uno sguardo su questa visione, in cui il mito diventa spettacolo e narrazione, sospesa tra eleganza classica e inquietudine moderna.
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