La parte finale della passeggiata su Glastonbury Tor, Glastonbury, Somerset, alta 518 piedi. – Wikipedia, pubblico dominio

Glastonbury è uno dei luoghi più affascinanti d’Inghilterra, un crocevia di leggende, spiritualità e racconti millenari. La sua celebre collina, il Glastonbury Tor, con il campanile in rovina che domina le pianure dei Somerset Levels, è divenuta il simbolo di un paesaggio in cui storia e mito si intrecciano senza soluzione di continuità..

Mappa di localizzazione tratta da Wikipedia alla pagina Glastonbury Tor

Qui arrivano romantici attratti dalle leggende arturiane, pellegrini legati alle sue radici cristiane, mistici in cerca del Santo Graal e persino astrologi che credono di scorgere nella campagna circostante i segni di un antico zodiaco terrestre.

Le origini cristiane

Glastonbury, un tempo quasi un’isola circondata da paludi, ospita uno dei più antichi insediamenti cristiani d’Inghilterra. Le prime testimonianze certe risalgono al 705, quando re Ine fondò un monastero poi affidato ai benedettini. Scavi archeologici hanno rivelato resti di strutture ancora più antiche, segno di una lunga continuità di culto.

Sull’area della Chiesa Vecchia, distrutta nel 1184, sorge la Cappella della Madonna. Secondo la tradizione fu qui che Giuseppe di Arimatea, il ricco discepolo del Vangelo, avrebbe fondato la prima chiesa cristiana della Britannia.
La leggenda vuole anche che, approdato nella vicina collina di Wearyall, il suo bastone abbia messo radici dando origine al celebre Glastonbury Thorn, che ancora oggi fiorisce a Natale e Pasqua.

Le rovine dell’abbazia di Glastonbury (veduta d’insieme)- Wikipedia, foto di: Josep Renalias (opera propria) rilasciata con licenza CC BY-SA 3.0

La più celebre delle leggende locali riguarda la sepoltura di Re Artù. Nel 1190 i monaci dell’abbazia affermarono di aver ritrovato i suoi resti e quelli della regina Ginevra, identificati grazie a una croce di piombo con l’iscrizione: “Qui giace il rinomato Re Artù nell’Isola di Avalon”. Le ossa furono poi trasferite in una tomba di marmo nero nel 1278.

Rovine dell’abbazia di Glastonebury, in primo piano il luogo dell’altare – Wikipedia, foto di: Franzfoto (opera propria) rilasciata con licenza CC BY-SA 3.0

Non tutti credono a questo ritrovamento, che molti ritengono una mossa dei monaci per attirare pellegrini dopo l’incendio dell’abbazia. La tradizione popolare identifica inoltre lo stagno prosciugato di Pomparles Bridge come il luogo in cui Sir Bedivere gettò Excalibur, raccolta da una mano emersa dalle acque.

Torre di San Michele, Glastonbury Tor – Wikipedia, pubblico dominio

Il Glastonbury Tor è circondato da storie altrettanto affascinanti. Qui, secondo un antico racconto, il re Melwas avrebbe tenuto prigioniera Ginevra, poi restituita ad Artù dopo la mediazione dell’abate.
Scavi moderni hanno ritrovato tracce di edifici in legno sulla sommità, senza però chiarire la loro funzione.

In epoca medievale i monaci costruirono sulla collina una chiesa dedicata all’Arcangelo Michele, distrutta da un terremoto. L’attuale campanile è quanto resta dell’edificio successivo.
Secondo altre leggende, la Tor sarebbe l’accesso ad Annwn, il regno sotterraneo del re delle fate Gwyn ap Nudd: il santo Collen, nel VI secolo, avrebbe visitato quel palazzo incantato prima di dissolverlo con l’acqua benedetta.

Ai piedi della collina sgorga il celebre Chalice Well, il Pozzo del Calice. Le sue acque rossastre, ricche di ferro, sono chiamate “Fonte del Sangue”.

La tradizione vuole che qui sia nascosto il Santo Graal, portato in Inghilterra da Giuseppe di Arimatea dopo l’Ultima Cena. Secondo la leggenda il calice possedeva poteri miracolosi e divenne l’obiettivo di molti cavalieri della Tavola Rotonda.

Miti, storia e spiritualità convivono ancora oggi in ogni angolo di Glastonbury. Il cronista medievale Guglielmo di Malmesbury scrisse che l’abbazia “irradiava una santità che si diffondeva su tutta la regione”. E, nonostante i secoli trascorsi, questo senso di mistero è rimasto intatto: Glastonbury continua a essere percepita come un vero “santuario celeste sulla Terra”.

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