Interessante sintesi sull’esistenza di esseri extraterrestri che traggo da controcampus.it e che riporto per sottoporla alla vostra riflessione

Gli Alieni della porta accanto
di Antonio Migliorino

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Il risveglio dell’uomo e il trionfo della nuova scienza.

Negli ultimi tempi si sta assistendo ad un vero e proprio esodo dai dogmi della scienza ortodossa. Nuove teorie e sensazionali scoperte echeggiano gli adagi del trionfo dell’avveniristica scienza moderna.
Ciò che prima sembrava essere un tabù, adesso è osservato, analizzato e pesato con metodologia induttiva. Ciò che oggi è assurto a rango d’ipotesi accreditabile, ieri era etichettata quale pura e logora fantasia.

Il mondo sta cambiando rapidamente. L’umanità sta imparando ad ampliare le proprie vedute. A rendere ancor più sublime il risveglio della scienza è il coraggio degli scienziati. Molti scienziati, infatti, abbandonati i timori e le reticenze del passato, tendono a rivelare ed a sposare, con schiettezza, convinzioni e teorie pan-ufologiche.
Si pensi a Gerald Joyce, biologo molecolare dell’Istituto Californiano Scripps, ed alle sue recenti dichiarazioni: “E’ del tutto improbabile che le forme di vita terrestri siano le uniche ad aver avuto successo nella galassia”.

In barba allo scetticismo ventilato dai suoi colleghi del passato, il biologo ha espresso con onestà intellettuale e realismo, segnali d’apertura a beneficio del credo extraterrestre. Tuttavia, Joyce sostiene che per individuare forme di vita extraterrestre si dovrebbero ipotizzare nuove e differenti teorie evolutive.
Il suo studio, pubblicato sulla rivista Plos Biology, trae origine dalla recente scoperta di innumerevoli pianeti adatti ad ospitare la vita.
Secondo Joyce, la vita sulla Terra sarebbe conseguenza logicamente prevedibile del cosiddetto brodo primordiale di fattori chimici idonei a generare molecole auto-replicanti in un ritmo d’unità d’informazioni deossiribonucleiche, paragonabili a bit.

Gli alieni e noiIl problema, spiega Joyce, è che le forme di vita terrestri, derivando dalla combinazione di questi bit, appaiono tutt’altro che originarie: “Nessuna forma di vita veramente nuova è stata scoperta, né in ambienti estremi sulla Terra né su altri pianeti. Pertanto, solo una forma di vita che fosse in grado di svilupparsi direttamente da un’osmosi chimica priva di bit dovrebbe essere considerata nuova fin dall’inizio”. In sostanza, per il biologo molecolare, la ricerca di forme di vita extraterrestre dovrebbe scaturire dalla nascita di una nuova biologia. Seppur ampiamente condivisibile, la teoria di Joyce, come molte altre d’altronde, presenta alcuni lati oscuri.

Al di là delle ragionevoli ed obiettive aperture a beneficio del credo extraterrestre, nella teoria formulata dal biologo non sembra esservi spazio per ipotizzare l’esistenza di forme di vita extraterrestre già evolute. Molti scienziati, infatti, quando trattano simili argomenti tendono quasi sempre ad ipotizzare che le forme di vita non terrestre debbano essere meno evolute degli uomini. Ciò dimostra quanto l’umanità dipenda da logiche assolutiste, e come non si sia ancora epurata da visioni antropocentriche e retrograde.

Al di là del divide et impera tra la presunta perfezione dell’umanità terrestre e la supposta inferiorità evolutiva delle altre forme di vita cosmiche, sarebbe giusto ipotizzare anche l’esistenza di un terzo gradino biologico. Spesso, le aporie tra “guelfi e ghibellini” risultano foriere d’obnubilazione, oblio e reticenza ed appaiono inclini ad indurre la più aperta delle mentalità fra gli irti grovigli del caos. Pertanto mi chiedo: non sarebbe più logico ipotizzare da un lato l’esistenza di forme di vita extraterrestre primordiali e dall’altro quella d’esseri viventi già evoluti?

Prima di provare a rispondere a questa domanda, occorre rispolverare alcuni principi fondamentali.

Space Art 6

 
Le teorie sull’origine della vita.
 

Secondo le tre principali correnti di pensiero, la vita sarebbe stata creata da un ente soprannaturale (creazionismo), sarebbe stata importata sulla Terra dallo spazio attraverso le comete (panspermia), oppure si sarebbe originata in modo spontaneo da materiale non vivente sul nostro Pianeta (generazione spontanea).

La teoria della generazione spontanea fu ipotizzata, ab imis, da Aristotele e poi ripresa e confutata nel 1863 da Pasteur, il quale dimostrando le contraddizioni dell’abiogenesi, chiarì che le forme di vita non possono non derivare da altra vita. Tuttavia, i sostenitori della teoria evoluzionista darwiniana appaiono inclini ad abbracciare l’ipotesi abiogenetica, specie per spiegare i meccanismi posti alla base delle prime fasi dello sviluppo e del meccanicismo immanente della Selezione Naturale.

Il creazionismo, invece, trae origine dai testi sacri e dalla fede in Dio, divina intelligenza onnipotente generatrice dell’universo. Confidando nella purezza dei testi sacri, ed interpretandone il significato più simbolico, l’uomo ed il sistema solare dovrebbero essere intesi quali elementi non esclusivi della Creazione. In altre parole, l’umanità è il frutto del potere generativo dell’Onnipotente, ma non è detto che sia l’unica forma di vita presente nell’universo.

Anche questa ipotesi non è scarna d’esegesi. Si pensi che i primi nemici del creazionismo furono addirittura i presocratici. Essi non credevano ad un Ente Soprannaturale, ma cercavano le origini della vita in qualcosa di più tangibile, come l’atomo, l’acqua o l’aria. In un certo senso, Darwin fu un moderno presocratico.

La teoria cosmozoica o della panspermia, invece, fu formulata dal fisico Arrhenius nel 1907, e ripresa con sagacia dall’astrofisico Fred Hoyle. Quest’ultimo, autore del libro Evolution from space, negli anni ’80 in un’intervista concessa alla rivista scientifica Omni, disse : ”La vita ha avuto origine moltissimo tempo fa, molto prima del mare e della Terra, molto prima delle stele. La vita va fatta risalire all’origine dell’universo che, a mio giudizio, è vecchissimo. In quale maniera ha avuto origine è naturalmente un grande problema. Non ritengo affatto che sia cominciata qui sulla Terra.
Sulla base delle osservazioni astronomiche sappiamo che esiste la vita nello spazio, questo mi pare fuori dubbio. Inoltre, sappiamo anche che la vita arriva sulla Terra in quanto io stesso ho visto la vita nelle meteoriti, nei frammenti di materia provenienti dallo spazio. Sappiamo anche che la composizione delle comete è molto simile a quella della materia vivente. Sappiamo quindi come la vita è arrivata qui, ma per quanto riguarda il modo in cui ha avuto origine è un po’ come chiedersi come ha avuto origine l’intero universo”.

Dalle parole dell’astrofisico emerge una chiara ed edulcorante certezza: la vita sulla Terra trae origine da un intervento esterno, dalle comete per l’esattezza, e non può essersi generata spontaneamente. Ciò dimostra come già negli anni ottanta, le teorie ortodosse sulla nascita della vita apparivano in crisi. A non credere all’ipotesi del brodo primordiale di molecole prebiotiche nate in modo estemporaneo, è anche il Premio Nobel Francis Crick, scopritore della struttura a doppia elica del Dna. La sua tesi appare del tutto avanguardista.

Per il Premio Nobel, infatti, le origini della vita andrebbero ricercate nella panspermia guidata, ovverosia nell’intervento di una civiltà d’inseminatori extraterrestri intenti ad inviare microrganismi nei pianeti abitabili. A mio avviso, a giudicare dagli schizofrenici cambiamenti di rotta a cui la scienza ci ha da sempre abituato, non è escluso che in futuro l’ipotesi formulata da Crick possa godere dei consensi della comunità globale. Soffermiamoci un istante sul fenomeno degli ufo, od ovni.


Il fenomeno degli Ufo.
 

Ogni anno vengono segnalati migliaia di avvistamenti di ufo provenienti da tutto il mondo. Nella maggior parte dei casi si tratta di falsi o di fenomeni del tutto spiegabili. Tuttavia, esistono anche alcuni documenti che la scienza non ritiene spiegabili. La storia ufficiale degli oggetti volanti non identificati affonda le sue radici nel discusso caso di Roswell. Era il 1947, pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Di recente, l’ex astronauta Edgar Mitchell ha rivelato che i fatti di Roswell sono reali, veri e documentati. Ma cosa accadde a pochi anni di distanza da quegli eventi? Non tutti ricorderanno che nel 1969, dopo due anni di ricerche finanziate dall’aviazione militare degli Usa, uno studio coordinato dal prof. Edward Condon dell’Università del Colorado, decretò la fine degli Ufo.

La dichiarazione ufficiale fu la seguente: “Nulla è derivato dallo studio degli ufo che possa rappresentare un apporto al sapere scientifico. Nessuno degli oltre settantamila avvistamenti di ufo è attribuibile a navi spaziali extraterrestri controllate da esseri intelligenti”. Ma tali dichiarazioni non sortirono l’effetto auspicato. Molti continuarono a credere, qualcuno continuò ad osservarli di persona, e pochissimi, come Adamski, non smisero di comunicare direttamente con loro. Verità o menzogna? Questo è il problema.

Bisogna dire, però, che dal 1969 persino alcuni scrittori cattolici iniziarono ad interessarsi al fenomeno, trovandone indizi e riferimenti nella Bibbia. Dal punto di vista psicologico, a mio avviso, il fenomeno ufo deve essere analizzato con molta cautela. L’umanità non è ancora in grado di discernere il vero dal falso, e si lascia affascinare dagli ufo perché gli avvistamenti soddisfano un’aspettativa ora magico-religiosa, ora estetico- formalista. Oggigiorno, molte cose sono cambiate. L’umanità progredisce passo dopo passo, e comincia ad unire i pezzi del puzzle. Qualcuno si è già reso conto della mancanza di alcuni tasselli nevralgici. Quando anche gli altri se ne renderanno conto, forse, la verità potrà venire a galla.

Ritorniamo al quesito iniziale.


Conclusioni e teoria degli alieni della porta accanto.
 

L’ipotesi secondo la quale potrebbero esistere esseri viventi non terrestri, ma già evoluti appare del tutto incline non solo al creazionismo, ma anche alla panspermia guidata. Dal punto di vista logico, Dio potrebbe aver creato noi, e prima di noi altre razze più evolute disseminate nell’universo, o magari sulla Terra. Dal punto di vista religioso, invece, siamo già stati resi edotti dell’esistenza di altre forme di vita attraverso i racconti biblici. Ora, il dilemma è qualificare, confrontare e magari provare ad unire le effigi degli angeli e quelle dei messaggeri interplanetari extraterrestri. Ma la cosa appare tutt’altro che semplice.
Tuttavia, potrebbe trattarsi di esseri che vivono in dimensioni diverse dalla nostra, e pertanto non qualificabili. Anche la panspermia guidata di Crick appare idonea a giustificare la tesi di partenza. Se le comete fossero state guidate verso la Terra da intelligenze superiori ed evolute, l’umanità avrebbe avuto il pregio di essere stata generata per volontà di Dio, ma tramite l’ausilio di civiltà extraterrestri anteriori alla vita sulla Terra.

Ciò dimostra come la ricerca di altre forme di vita nell’universo, non riguardi i soli microrganismi prebiotici di Joyce, ma anche esseri con capacità intellettive e ritmi evolutivi simili o superiori ai nostri.

A mio avviso, quindi, sarebbe errato limitare a priori il campo della ricerca extraterrestre che, per ragioni sostanziali invece, deve essere considerato infinito ed aperto ai calcoli della probabilità. E non è escluso nemmeno, che alcuni di questi esseri vivano con noi sulla Terra da sempre. Molti ufologi, come lo spagnolo Benitez e l’italiano Perego, sostengono che gli oggetti volanti non identificati e i grigi provengano da basi sotterranee. Secondo questi fautori della teoria degli alieni della porta accanto, l’uomo non sarebbe mai stato solo sulla Terra, ma sarebbe da sempre in compagnia di altre razze.

Sarà vero? Sarà il caso di credere alla teoria degli Alieni della porta accanto?  Ai posteri l’ardua sentenza…

 

Testo tratto da: controcampus.it

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