Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

“Guerra e Pace” – Tolstoj e la Russia all’epoca di Napoleone

Leone Tolstoj fotografato nel maggio 1908

Leone Tolstoj fotografato nel maggio 1908

Il conte Leone Tolstoj (1828 – 1910) è, con Fedor Dostoïevski, uno dei giganti della letteratura russa del XIX° secolo. Le opere più conosciute sono i romanzi “Guerra e Pace”, “Anna Karenina” e “Resurrezione”. Facciamo un excursus tra “Guerra e Pace”, Leone Tolstoj e le ambizioni di Napoleone sulla Russia.

La guerra e la pace o “Guerra e pace” è un romanzo di Leone Tolstoj pubblicato tra 1865 e 1869 ed evoca la storia della Russia all’epoca di Napoleone. La ricchezza ed il realismo dei suoi dettagli come le sue molte descrizioni psicologiche fanno si che è spesso considerato come un romanzo “principale” della storia della letteratura. Tolstoj vi sviluppa una teoria fatalista della storia, dove il libero arbitro avrebbe soltanto un’importanza secondaria e dove tutti gli eventi obbedirebbero soltanto ad un determinismo storico inevitabile. “Guerra e pace” è un romanzo epico ed è stato considerato da molti la più alta espressione di questo genere letterario.

Una leggenda urbana afferma che il senso reale del titolo sarebbe la guerra ed il mondo: essendo le parole “pace” e “mondo” effettivamente omonimi in Russia, e che si scrivono in modo identico dalla riforma ortografica russa del 1918. Tuttavia, Tolstoj tradusse il titolo in “la guerra e la pace”. In realtà, Tolstoj trovò tardi questo titolo ispirandosi ad un lavoro del teorico anarchico socialista francese Pierre Joseph Proudhon (la guerra e la pace, 1861), che incontrò a Bruxelles nel 1861, ma di cui non condivideva le idee.

Guerra e pace ha generato un nuovo tipo di romanzo anche se questa opera rompe così numerosi codici del romanzo della sua epoca che molti critici non lo considerarono come tale. Tolstoj non si aspettava il successo di questo libro e confidò al suo amico Afanasi Fet che si aspettava che quest’opera “passasse inosservata”. 
“Guerra e pace” fu, invece, un enorme successo.

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Riassunto della trama

Guerra e pace riunisce un enorme “cast” di personaggi, sia storici, sia di fantasia, per lo più presentati nel primo libro. Facciamo la conoscenza dei principali attori (e rispettive famiglie) del romanzo nel corso di una soirée presso Anna Pavlovna Scherer nel luglio 1805. Pierre Bezukhov è il figlio illegittimo di un conte benestante che sta morendo di ictus: egli rimane inaspettatamente invischiato in una contesa per l’eredità del padre. L’intelligente e sardonico principe Andrej Bolkonskij, marito dell’affascinante Lisa, trova scarso appagamento nella vita di uomo sposato, cui preferisce il ruolo di aiutante di campo del generale Michail Illarionovič Kutuzov nell’imminente guerra contro Napoleone. Apprendiamo pure dell’esistenza della famiglia moscovita dei Rostov, di cui fanno parte quattro adolescenti. Fra loro, s’imprimono soprattutto nella memoria le figure di Natalija Rostova (“Nataša”) – la vivace figlia più giovane – e di Nikolaj Rostov – il più anziano ed impetuoso. Alle Colline Bald, il principe Andrej affida al proprio eccentrico padre, ed alla mistica sorella Maria Bolkonskaja, sua moglie incinta e parte per la guerra.

Leonid Pasternak - Leo Tolstoy, 1908

Leonid Pasternak – Leone Tolstoj, 1908

Se vi è un personaggio centrale di Guerra e pace, si tratta certo di Pierre Bezukhov. Ricevuta un’eredità inattesa, è improvvisamente oberato dalle responsabilità e dai conflitti propri di un nobile russo. Il suo precedente comportamento spensierato svanisce, rimpiazzato da un dilemma tipico della poetica di Tolstoj: come si dovrebbe vivere, in armonia con la morale, in un mondo imperfetto? Si sposa con Elena, la bella ed immorale figlia del principe Kuragin, andando contro il suo stesso miglior giudizio. Preso dalla gelosia affronta in un duello il suo presunto rivale e malgrado non abbia mai impugnato una pistola lo vince. Si separa dalla moglie lasciandogli metà del patrimonio quando in preda a riflessioni e sommerso da dubbi sulla vita incontra i massoni e ne diventa confratello. Pieno di buone intenzioni tenta di liberare i suoi contadini o servi della gleba ma viene imbrogliato dai suoi amministratori e non ottiene niente per migliorare le loro condizioni di vita, tenta anche di migliorare i suoi fondi agrari, ma in definitiva non ottiene risultati.

Elena e suo fratello Anatolij tramano per far sì che quest’ultimo seduca e disonori la giovane e bella Nataša Rostova. Il piano fallisce; tuttavia, per Pierre, è causa di un importante incontro con Nataša. Quando Napoleone invade la Russia, Pierre osserva la Battaglia di Borodino da distanza particolarmente ravvicinata, sistemandosi dietro agli addetti di una batteria di artiglieria russa, ed apprende quanto la guerra sia realmente sanguinosa ed orrida. Quando la Grande Armata occupa Mosca – in fiamme ed abbandonata – Pierre mette intraprende una missione donchisciottesca per assassinare Napoleone, e viene fatto prigioniero di guerra. Dopo essere stato testimone del saccheggio perpetrato dai francesi su Mosca, con relative fucilazioni di civili, Pierre è costretto a marciare con le truppe nemiche nella loro disastrosa ritirata. Successivamente viene liberato da una banda russa che sta conducendo un’incursione. Sua moglie muore durante gli ultimi penosi sussulti dell’invasione napoleonica e Pierre si riavvicina a Nataša mentre i russi vincitori ricostruiscono Mosca. Pierre conosce finalmente l’amore e sposa Nataša, mentre Nikolai sposa Maria Bolkonskaja. Andrej, innamorato anch’egli di Nataša, rimane ferito nel corso dell’invasione napoleonica ed alla fine muore dopo essersi ricongiunto a Nataša prima della fine della guerra.

Tolstoj ritrae con efficacia il contrasto tra Napoleone ed il (già ricordato) generale russo Kutuzov, sia in termini di personalità, sia sul piano dello scontro armato. Napoleone fece la scelta sbagliata, preferendo marciare su Mosca ed occuparla per cinque fatali settimane, quando meglio avrebbe fatto a distruggere l’esercito russo in una battaglia decisiva. Kutuzov rifiutò di sacrificare il proprio esercito per salvare Mosca: al contrario, dipose la ritirata e permise ai francesi l’occupazione della città. Una volta dentro a Mosca, la Grande Armée si disperse, occupando abitazioni più o meno a casaccio; la catena di comando collassò, e (ineluttabilmente, a giudizio di Tolstoj) ne derivò la distruzione di Mosca a causa di incendio. Tolstoj spiega che ciò era inevitabile, perché quando una città costruita in buona parte in legno è lasciata in mano a stranieri, che naturalmente cuociono cibi, fumano pipe e tentano di scaldarsi, necessariamente si attizzano dei focolai. In assenza di un qualche servizio antincendio organizzato, questi roghi avrebbero arso buona parte della città. Dopo gli incendi, l’esercito francese, prossimo allo sbando, tenterà di guadagnare la via di casa, subendo però la falcidie dell’inverno russo e le imboscate dei partigiani locali. Napoleone prese la sua carrozza, con una muta di cavalli veloci, e partì alla testa dell’esercito, ma la maggior parte dei suoi non avrebbe più rivisto la patria. Il generale Kutuzov è convinto che il tempo sia il suo più valido alleato: continua a procrastinare la battaglia campale, mentre in effetti i francesi sono decimati dalla loro penosa marcia verso casa. Sono poi pressoché annientati quando i cosacchi sferrano l’attacco finale, proprio mentre i francesi si trascinano verso Parigi.

Trama tratta da it.wikipedia.org

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Brevi note biografiche

Leone Tolstoj è nato il 28 agosto 1828 del calendario giuliano (9 settembre 1828 del calendario gregoriano) a Iasnaïa Poliana in Russia ed è morto il 7 novembre 1910 del calendario giuliano (20 novembre 1910 del calendario gregoriano) a Astapovo.

Le sue prime pubblicazioni sono resoconti autobiografici (infanzia ed adolescenza) (1852-1856). Riportano come un bambino, figlio di ricchi proprietari terrieri, realizza lentamente ciò che lo separa dai suoi compagni di giochi contadini. Più tardi, verso 1883, respinge questi libri come troppo sentimentali, e decide di vivere come un contadino sbarazzandosi anche dei suoi possedimenti ereditati, che erano numerosi. Col tempo, sarà sempre più guidato da un’esistenza semplice e spiritosa.

È colpito fin dalla sua infanzia dalla sensazione dell’assurdità della vita (a seguito della morte di suo padre) e rifiuta l’ipocrisia delle relazioni sociali. La “sensazione” morale è ciò che c’è veramente di divino: tutta la morale di Tolstoj è fondata su questa “sensazione”. D’altra parte, Tolstoj respinge lo Stato e la Chiesa. Alcuni hanno fatto dell’autore russo un pensatore importante ed influente dell’anarchismo cristiano: infatti, la sua critica radicale dello Stato, le sue preoccupazioni verso le masse oppresse, l’importanza delle sue realizzazioni pedagogiche, la sua ricerca di coerenza sul piano personale, ne hanno fatto un pensatore vicino all’anarchismo. D’altra parte, concepisce l’arte vera come straniero alla ricerca del piacere puramente estetico: l’arte è un mezzo di comunicazione delle emozioni e d’unione tra gli uomini. Quindi critica l’arte per l’arte, la bellezza borghese inaccessibile alla gente semplice.

Leone_Tolstoi_01Segnate dai conflitti come la guerra della Crimea (1853-1856) durante la quale è stato mobilitato, riferita in “I racconti di Sebastiopoli”, e dai conflitti scorsi tra le guerre napoleoniche, che costituiscono lo scenario di una delle sue opere principali: “Guerra e pace”, Tolstoj inizia, a partire dagli anni 1870, un tipo di introspezione, sotto forma di ricerca spiritosa. In 1879, Tolstoj si converte al cristianesimo che evoca nella “mia confessione” e la “mia religione”, ma è molto critico rispetto alla chiesa ortodossa russa: il suo cristianesimo impressiona di razionalismo, essendo la religione sempre da lui un argomento di dibattiti violenti interni, cosa che lo portera a concepire un cristianesimo staccato del materialismo e soprattutto non violento. La sua critica delle istituzioni oppressive e fonti di violenza ispirerà Mahatma Gandhi. Il loro messaggio sarà in seguito ripreso da Martin Luther King, Steve Biko, Aung San Suu Kyi, Nelson Mandela e da altri. Gandhi tradurrà l’opera di Tolstoj “Lettera ad un Indù” scritta nel 1908, dove l’autore russo denuncia atti di violenza di nazionalisti indiani in Sudafrica; questo porterà Gandhi e Tolstoj a comunicare fino alla morte di Tolstoj. Inoltre Rolland pubblicherà poco dopo il decesso di Tolstoj la sua biografia: “vita di Tolstoj”. Si constatano là legami sottili tra diverse personalità impregnate di idee progressiste ed umanitarie che ne ispirano altri e che non fanno che migliorare il futuro del mondo.

Da parte sua, la chiesa ortodossa scomunicherà Tolstoj dopo la pubblicazione di sua opera “Resurrezione”. 
Alla fine della sua vita, Tolstoj parte in vagabondaggio e muore di polmonite nella solitudine, a Astapovo, lontano della sua proprietà di Iasnaïa Poliana e della sua famiglia, ivi compresa sua moglie Sophie Behrs che rifiuterà di vedere.

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cineteca_107Innumerevoli le opere teatrali e cinematografiche ispirate dai romanzi di Tolstoj, tra queste spicca la bella realizzazione cinematografica “Guerra e Pace” (War and Peace) del regista King Vidor con gli interpreti:  Audrey Hepburn, Henry Fonda, Mel Ferrer, Vittorio Gassman, Herbert Lom, Oscar Homolka, Anita Ekberg, Anna Maria Ferrero

Russia, l’invasione dell’armata francese guidata da Napoleone è in corso. L’amore tormentato tra l’ufficiale Andrei Bolkonsky e sua moglie Natasha deflagra quando lei si invaghisce del giovane Anatole. Si ritroveranno a Mosca, tra le fiamme, senza poter recuperare quanto perduto.

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